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Faib smentisce se stessa. “contrasterò quel cartello sino alla morte”. Ma il cartello resta.

All’ultimo minuto la Faib, tradendo le sue stesse argomentazioni, crea una vero e propria spaccatura (almeno vista in questo modo dai media) e riduce di un giorno lo sciopero prima proclamato per 60 ore, poi per senso di responsabilità per 48. 

Eppure nelle aperture del governo sostanzialmente nulla è cambiato. O almeno non abbastanza rispetto non tanto alle considerazioni di Fegica e Figisc, che in tutta la vertenza hanno sempre tenuto la barra assolutamente dritta, ma ha quelle dello stesso presidente della Faib il quale aveva già smentito se stesso una prima volta. 

Fortunatamente, nell’epoca dei social e di GestoriCarburanti, esistono prove inconfutabili che danno la misura della coerenza e dell’ipocrisia degli uomini. 

Sperduto in conferenza stampa ha dichiarato “Nella mia voce c’è molto disappunto perché si chiede chiarezza ad una categoria che basa il suo lavoro sulla trasparenza e non è certo un ulteriore Castello messo inserito in un decreto che io devo rispettare per carità e che contrasterò sino alla morte”.

Per Faib sono bastate le promesse dell’ultimo minuto “In particolare  ci sembra un risultato importante la significativa riduzione delle sanzioni, la razionalizzazione della cartellonistica sugli impianti, la rapida convocazione di un tavolo di filiera per affrontare gli annosi problemi del settore, a partire dall’illegalità contrattuale e dal taglio dei costi per le transazioni elettroniche”.

Ma il Cartello rimane e affiora anche l’incoerenza.

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