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Prezzi carburanti. Denunciare i “picchi”? Di Vincenzo (Fegica): se non e’ la solita “sparata”, saranno i Gestori i primi a farlo!

Riguardo a quanto il cartello del prezzo medio possa essere efficace per i consumatori, si è già espressa ripetutamente l’Antitrust parlando di operazione inutile se non controproducente.

Piuttosto sono dichiarazioni inaudite e assolutamente interessanti quelle del Ministro Urso che parla di “denunciare i picchi di prezzo alla GdF”. Se questo significa -come correttezza e serietà vorrebbe- che viene fissata per legge una soglia oltre la quale poter definire “picco” il prezzo dei carburanti praticati presso un qualsiasi punto vendita, perché si possa sporgere denuncia alla GdF, e se questo significa che, una volta sporta la denuncia, la GdF può e deve ordinare il rientro dei prezzi all’interno del “picco”, allora saranno direttamente i benzinai i primi a denunciare e chiedere l’intervento del Ministro e della GdF.

I gestori, infatti, come ormai dovrebbe essere noto a tutti, non fanno altro che applicare i prezzi che vengono comunicati loro dai titolari degli impianti. E non è stato raro il caso, negli ultimi anni, di gestori che -pure rischiando ritorsioni pesanti e persino la perdita del punto vendita- hanno denunciato -naturalmente senza molta fortuna- alla magistratura e al Ministero stesso di subire condizioni inique e discriminatorie sui prezzi dei carburanti.

Se le dichiarazioni del Ministro Urso sono serie e corrette metta nero su bianco cosa intende per picco e cosa la GdF può e deve fare in caso di superamento. Altrimenti vorrà dire che siamo di fronte alla solita sparata a beneficio della tifoseria a cui ci hanno abituato i Ministri “furbetti”.

 

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