Site icon GestoriCarburanti

Assemblee Unitarie dei Gestori sul territorio: un fronte comune per il futuro della categoria

Prende il via da Roma un’importante serie di incontri che potrebbero delineare il futuro dei Gestori di impianti di distribuzione carburanti in Italia. In risposta ai crescenti malumori riguardo ai contratti di appalto e presidio Faib Confesercenti, Fegica e Figisc/Anisa Confcommercio, hanno convocato assemblee generali unitarie su tutto il territorio nazionale.

Al centro del dibattito ci sono tre punti cruciali: la lotta contro i cosiddetti “contratti illegali” di appalto o presidio, che rappresentano forme di manovalanza a basso costo; la conclusione senza ulteriori indugi del tavolo di settore per garantire la sicurezza della categoria; e infine, la richiesta al governo di un immediato confronto sul disegno di legge di riforma del settore.

Le associazioni hanno deciso di unire le forze per esporre i tentativi fatti fino ad ora nei tavoli di trattativa con le associazioni dell’industria petrolifera e dei retisti privati. L’obiettivo è giungere a un piano di riassetto del settore da presentare al governo, il quale si appresta a definire un disegno di legge sulla ristrutturazione della rete e la certezza nei rapporti economici e contrattuali fra gestori e titolari degli impianti.

L’assemblea inaugurale avrà luogo martedì 26 marzo presso la sede della Fegica a Roma, con la partecipazione dei presidenti delle associazioni e dei loro rappresentanti. Successivamente, sono previste assemblee in altre regioni italiane, in Piemonte, Puglia, Lombardia Campania e a seguire nelle altre Regioni.

L’obiettivo ultimo di queste assemblee è di consolidare una strategia unitaria e incisiva per proteggere i diritti dei gestori carburanti, garantendo loro stabilità economica e contrattuale in un contesto sempre più complesso e sfidante.

Faib, Fegica e Figisc/Anisa Confcommercio sottolineano la “dilagante diffusione di contratti che noi definiamo illegittimi con i quali, dapprima alcuni operatori privati, poi le più importanti compagnie petrolifere (Tamoil e Q8 e da ultimo Eni) hanno iniziato a sperimentare per superare, a loro parere, criticità gestionali, difficoltà a reperire professionalità e mezzi finanziari adeguati, ma che in realtà celavano e celano obiettivi più solidi: la destrutturazione della rete carburanti così come l’abbiamo vissuta negli ultimi anni, ma soprattutto l’annientamento graduale della categoria e, di conseguenza, delle loro rappresentanze sindacali. Di pochi mesi fa – aggiungono i gestori – la pressante iniziativa Eni volta a sollecitare i gestori a rinunciare in tempo alla continuità del contratto vigente (la stragrande maggioranza dei contratti Eni infatti scadrà a fine 2027 e già l’azienda preannuncia che non li rinnoverà) offrendo in alternativa importi in denaro (con la loro sostituzione con nuovi “manager” in appalto) o la eventuale prosecuzione con formule contrattuali discutibili garantendo apparentemente un reddito medio appena inferiore a quello ottenibile come gestore ma in realtà denso di clausole capziose e ulteriormente vessatorie: soprattutto denso di precarietà e di incertezze”.

FAIB-FEGICA-FIGISC_ANISA – Volantino Assemblea Unitaria del 26.03.2024

Exit mobile version