Tutti conoscono la storiella della gazzella: «Ogni mattina in Africa una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più veloce del leone, altrimenti morirà. Ogni mattina un leone si sveglia e sa che dovrà correre più veloce della gazzella, altrimenti morirà di fame. Non importa che tu sia gazzella o leone: quando il sole sorge, comincia a correre».
Una metafora sulla sopravvivenza, certo. Ma oggi potremmo riscriverla in chiave “petrolifera”.
Ogni mattina un gestore appaltatore si sveglia e sa che dovrà correre. Non per battere la concorrenza, non per innovare, non per crescere. No: dovrà correre per sopravvivere all’intera filiera di capi, sottocapi e responsabili che lo inseguono, lo controllano e gli impongono condizioni capestro.
Non più un leone da temere, ma un intero branco di predatori, con tanto di organigramma. Questa ad esempio è una la nomenclatura utilizzata da una azienda:
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– Capo Area
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– RZV
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– CR
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– RIM
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– Riferimento Tecnico AVR
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– Coordinatore ESR
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– Field Manager
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– Responsabile NonOll
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– Responsabile Commerciale
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– Responsabile di Area
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– Procuratore
Un piccolo esercito che, invece di creare valore, sembra specializzato nel complicare la vita a chi lavora davvero sul piazzale.
Fintanto che non avremo un norma a renderli legittimi e degli accordi collettivi a regolare l’uso di questi contratti, la morale è semplice: al gestore-appaltatore non basta correre. Deve correre più veloce di tutti loro messi insieme, perché ogni mattina non si trova davanti a un leone, ma a un’intera giungla di “responsabili” ciascuno dei quali potrà pretendere da lui ciò che meglio crede.

