Se l’appaltatore sta peggio della gazzella

Tutti conoscono la storiella della gazzella: «Ogni mattina in Africa una gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più veloce del leone, altrimenti morirà. Ogni mattina un leone si sveglia e sa che dovrà correre più veloce della gazzella, altrimenti morirà di fame. Non importa che tu sia gazzella o leone: quando il sole sorge, comincia a correre».

Una metafora sulla sopravvivenza, certo. Ma oggi potremmo riscriverla in chiave “petrolifera”.

Ogni mattina un gestore appaltatore si sveglia e sa che dovrà correre. Non per battere la concorrenza, non per innovare, non per crescere. No: dovrà correre per sopravvivere all’intera filiera di capi, sottocapi e responsabili che lo inseguono, lo controllano e gli impongono condizioni capestro.

Non più un leone da temere, ma un intero branco di predatori, con tanto di organigramma. Questa ad esempio è una la nomenclatura utilizzata da una azienda:

  •  – Capo Area
  •  – RZV
  •  – CR
  •  – RIM
  • – Riferimento Tecnico AVR
  •  – Coordinatore ESR
  •  – Field Manager
  •  – Responsabile NonOll
  •  – Responsabile Commerciale
  •  – Responsabile di Area
  •  – Procuratore

Un piccolo esercito che, invece di creare valore, sembra specializzato nel complicare la vita a chi lavora davvero sul piazzale.

Fintanto che non avremo un norma a renderli legittimi e degli accordi collettivi a regolare l’uso di questi contratti, la morale è semplice: al gestore-appaltatore non basta correre. Deve correre più veloce di tutti loro messi insieme, perché ogni mattina non si trova davanti a un leone, ma a un’intera giungla di “responsabili” ciascuno dei quali potrà pretendere da lui ciò che meglio crede.

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massimo
massimo
7 mesi fa

Poi un bel giorno (possibilmente prima della approvazione di una riforma ignominiosa) la gazzella si ferma e denuncia il leone al tribunale, alla procura, all’ispettorato del lavoro!

ANONIMO
ANONIMO
Rispondi a  massimo
7 mesi fa

sarebbe piu’ che giusto da parte di tutti rivendicare il mal tolto e fare valere regolamenti e normative che già esistono

Luciano
7 mesi fa

Se nel 2025 una categoria, I GESTORI DEI P V CARBURANTI ,CARBURANTI ,!!!Non caramelle !!! Sono paragonabili alla favola della gazzella e il leone ,BE siamo fritti ABBIAMO commerciato per decine di anni un prodotto ,”vitale”per l economia, si fanno guerre ,per sta merda e noi ???? Ancora a far ci credere alle favolette, SONO ANNIIII che veniamo trattati da schiavi ,da stupidi ,da coglioni ,oggi addirittura siamo inutili e superflui sostituibili da pachistani o self ,guadagnamo 3 TRE,!!!centesimi al litro lordi e qualcuno ci viene a parlare di dignità persa !!! La dignità lavorativa la ho persa da anni da quando chi oggi ci fa la morale ,firmava quel.margine ,da chi ha rincorso mere illusioni che con i gestori non avevano nulla a che fare LE RESPONSABILITA se le devono prendere tutti ,dai gestori al sindacato Oggi tocca a EG,IP,domani a Q8E Agip,fintanto che NOIparlavamo del nulla ,loro agivano ,e il risultato è questo Tirate fuori i tavoli ne avete a decine vi serviranno

Franco
Franco
Rispondi a  Luciano
7 mesi fa

Ti è sfuggito un particolare non di poco conto e che fa tutta la differenza di questo paese ( e settore), ovvero, la classe politica – di destra o di sinistra- non ha importanza e che tu da buon tifoso di una o dell’altra hai sicuramente votato. Ecco non ti salvare ed evita di farci morali inutili. Siamo tutti colpevoli chi più chi meno l’importante è essere consapevoli delle proprie responsabilità per migliorare…

Luciano
Rispondi a  Franco
7 mesi fa

Che la politica sia responsabile della situazione in che siamo arrivati mi sembra scaricabarile, che i gestori abbiano molte colpe è insindacabile ,che il.sindacato non sia stato capace di gestire la transizione e un fatto di stato NON sembra che votando l uno o l’alta cambiasse qualchecosa SO per certo che i contratti li firma il sindacato con le compagnie e i gestori subiscono VOGLIAMO CONTINUARE ? CONTINUIAMO In questa fase qualcuno ,dovrebbe chiedere scusa e mettersi da parte per palese inefficienza

SALVATORE
SALVATORE
7 mesi fa

E tutta questa metafora per tre centesimi al litro per non dire che questo lavoro e faccio onestamente fatica a definirlo tale, tutto questo racconto per non dire a chiare lettere che questa attività è finita non c’è pù nulla da fare qui come nel resto del mondo vige la regola del Dio denaro e se hai denaro puoi fare ciò che ti pare e piace senza che nessuno ti imponga il rispetto di regole leggi e leggine che anche se sono scritte sulla carta non servono a un cazzo e questo si è palesato in tutti questi anni, vi faccio notare per ciò che dico, l’accordo che ha fatto ultmamente Donald Trump con Netanyahu per quanto riguarda la ricostruzione di case vacanze nei territorio palestinese e tutto questo la dice lunga sui valori che regolano il mondo uno soltanto il denaro il resto sono solo chiacchere, si uccidono persone inermi per il vil denaro e si è disposti a fare qualsiasi cosa calpestando diritti e persone l’importante è il fine!!!!

Paolo Sereno
Paolo Sereno
7 mesi fa

L’articolo tra le altre cose vuole mettere in evidenza (far venire alla luce) i tanti funzionari aziendali (in questo caso di una grande azienda parastatale) che sono dietro ad una tipologia contrattuale (in contrasto con la legge ) come quella dell’appalto. Questo al solo scopo di tagliare già quel misero margine definito per accordi imponendone un altro addirittura inferiore.