Eni accelera nel 2026: utili solidi, nuove scoperte e buyback rafforzato

In uno scenario internazionale segnato da volatilità dei mercati energetici e forte incertezza sui prezzi, Eni archivia un primo trimestre 2026 positivo e rilancia le proprie stime per l’intero esercizio. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi conferma la strategia di crescita, sostenuta dai risultati operativi, dalle nuove scoperte esplorative e da una solida generazione di cassa.

Il Consiglio di Amministrazione, riunito a San Donato Milanese sotto la presidenza di Giuseppe Zafarana, ha approvato i risultati consolidati del primo trimestre, non ancora sottoposti a revisione contabile.

Uno dei dati più rilevanti riguarda il settore esplorazione e produzione. Nei primi tre mesi dell’anno la produzione E&P è cresciuta del 9% rispetto al 2025, raggiungendo quota 1,8 milioni di barili equivalenti al giorno.

A spingere le prospettive future sono anche le nuove scoperte effettuate dall’inizio dell’anno, con circa un miliardo di barili equivalenti di nuove risorse individuate tra Angola, Costa d’Avorio, Libia, Egitto e Indonesia. Tra queste spicca il ritrovamento del giacimento Geliga, considerato uno dei più significativi degli ultimi mesi.

Sempre in Indonesia, Eni ha inoltre approvato due importanti progetti gas nel bacino di Kutei, rafforzando la presenza in un’area strategica per la crescita futura.

Per quanto riguarda le vendite rete e extrarete, Enilive nella seconda segna un calo del 17%, riflettendo una maggiore pressione competitiva e minori volumi verso la petrolchimica, mentre la rete retail resta in crescita (+6%).

Grazie ai risultati del trimestre e a uno scenario di mercato più favorevole rispetto alle attese iniziali, il gruppo ha migliorato le previsioni finanziarie per il 2026.

Il flusso di cassa operativo è ora atteso a 13,8 miliardi di euro su base annua, con una crescita del 20% rispetto alle stime iniziali. Un dato che conferma la capacità del gruppo di generare risorse anche in una fase di mercato complessa.

In linea con la politica di remunerazione degli azionisti, Eni ha deciso di rafforzare il piano di riacquisto di azioni proprie. Il buyback sale così a 2,8 miliardi di euro, con un incremento di circa il 90% rispetto al piano originario.

Una scelta che punta a redistribuire parte del valore generato agli investitori e a sostenere il titolo sul mercato.

Procede intanto anche lo sviluppo delle società collegate alla transizione energetica.

Enilive ha ottenuto il via libera a due nuovi progetti di bioraffinazione negli hub di Sannazzaro de’ Burgondi e Priolo Gargallo.

Plenitude, invece, ha completato l’acquisizione di Acea Energia, ampliando di 1,2 milioni il proprio portafoglio clienti e raggiungendo quota 11 milioni.

Per Plenitude è inoltre previsto il deconsolidamento dal gruppo, operazione che secondo Eni consentirà di liberare valore e accelerarne la crescita autonoma.

Commentando i risultati, l’amministratore delegato Claudio Descalzi ha sottolineato come la combinazione tra portafoglio diversificato, basso break-even dei progetti E&P e solidità finanziaria metta il gruppo in una posizione favorevole per affrontare la volatilità dei mercati e cogliere eventuali miglioramenti dello scenario energetico.

Il messaggio che arriva dal primo trimestre è chiaro: Eni punta a crescere ancora, mantenendo equilibrio tra business tradizionale, transizione energetica e ritorno agli azionisti.

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