Riforma carburanti, ancora tutto fermo: venerdì soltanto l’ennesima proroga delle accise

Doveva essere il venerdì della svolta.

Per giorni nel settore si era parlato di una possibile accelerazione decisiva sulla tanto attesa riforma della rete carburanti. Secondo le indiscrezioni circolate nelle ore precedenti al Consiglio dei Ministri, il Ministero delle Imprese avrebbe finalmente trovato un punto di equilibrio tra le varie componenti della filiera, tanto da aver già recepito l’intesa nel testo della riforma.

Uno scenario che aveva inevitabilmente riacceso aspettative e speranze in un comparto che da anni aspetta regole nuove, maggiore equilibrio e soprattutto una rete finalmente sostenibile.

E invece, come purtroppo avevamo ampiamente previsto anche nel nostro precedente approfondimento pubblicato su GestoriCarburanti.it, venerdì si è trasformato ancora una volta nel giorno della solita proroga sulle accise.

Nulla di più.

Nessun vero intervento sulla rete. Nessuna riforma strutturale. Nessuna decisione concreta capace di affrontare i problemi reali del settore carburanti italiano.

Il Governo ha semplicemente prorogato il taglio delle accise, misura ormai diventata una sorta di tampone permanente per gestire l’emergenza prezzi, evitando però ancora una volta di mettere mano ai nodi veri della distribuzione carburanti.

E il motivo, secondo molti operatori del settore, sarebbe sempre lo stesso.

I petrolieri continuano a guardare la riforma come una minaccia invece di comprenderne la reale utilità. Eppure dovrebbero essere proprio loro i primi ad avere interesse a una rete finalmente regolamentata, razionalizzata e sostenibile.

Perché un settore lasciato senza equilibrio economico, senza regole chiare e senza sostenibilità è un settore destinato inevitabilmente a implodere. E quando accadrà, non saranno travolti soltanto i Gestori.

Il paradosso è che le compagnie sembrano concentrarsi quasi esclusivamente su quei pochi articoli che regolamentano i rapporti contrattuali e che impongono la sottoscrizione degli accordi collettivi.

È questo il punto che continua a destabilizzarle ciclicamente, come una sorta di allergia normativa che si ripresenta ogni volta che si parla di riforma.

Quello che però fingono di non vedere è che proprio quelle norme rappresentano prima di tutto una gigantesca tutela per le compagnie stesse.

Perché avere contratti conformi alla legge, accordi collettivi sottoscritti e regole certe significa ridurre drasticamente il rischio di un settore in mano a interessi oscuri, a contenziosi, impugnazioni e cause legali che ormai stanno aumentando ovunque proprio a causa dell’utilizzo di modelli contrattuali sempre più sbilanciati e spesso ai limiti della conformità normativa.

In pratica, i petrolieri continuano a combattere contro le uniche regole che stanno ancora evitando loro problemi ben più seri.

È un po’ come lamentarsi della cintura di sicurezza mentre si continua ad accelerare verso il muro.

Nel frattempo il settore resta fermo, schiacciato tra guerre commerciali, margini sempre più ridotti, rete sovradimensionata, concorrenza esasperata e spesso sleale fatta da operatori spesso illegali e senza le competenze adeguate a gestire un settore che abbiamo ancora una volta compreso quanto sia strategico per la convivenza civile di questo paese. 

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Oinko Oink
Oinko Oink
10 ore fa

Strano, anzi stranissimo. Io ero proprio all’interno dell’aula e hanno firmato e accettato e messo già in gazzetta tutta la riforma di cui abbiamo bisogno. Secondo me stanno girando notizie false, vedrete che appena leggerete il decreto che hanno fatto, andremo tutti a comprarci quello che più abbiamo sempre desiderato.

SALVATORE
SALVATORE
5 ore fa

Che vi dicevo che di questa categoria non frega niente a nessuno!!! nel post del 25 di maggio avevo parlato proprio di questa situazione soporifera di sonnolenza che mantiene la categoria sotto l’effetto di un qualcosa che rende nulla un qualsiasi tentativo che possa finalmente mettere in chiaro o nero su bianco la nostra figura di gestore, ma è evidente che le cose devono andare cosi ,è una situazione che fa comodo ai potenti di turno” le compagnie” al governo che non vuole dare un dispiacere ai potenti, e per finire il sindacato che oramai non rappresenta nemmeno più se stesso per il semplice motivo, che sono sempre stati divisi in correnti politiche e che quindi non in grado di difendere nessuno di noi ed il motivo perché dico ciò e che soltanto uniti si può ottenere un qualcosa soprattutto con questi cagnacci e penso di essere stato chiaro???….ora i sindacati difendono soltanto la sedia di rappresentanza, ma che nei fatti non rappresentano nessuno???

Six
Six
Rispondi a  SALVATORE
3 ore fa

Principalmente non frega nulla alla categoria stessa…visto quello che sta succedendo con l’applicazione delle accise:

invece di stare fermi e pretendere che i listini consentano di recuperare parte di quei 24,4 centesimi pro litro rubateci a marzo..tutti a svaccare al ribasso. Prima ci si estingue e meglio sarà. Vergogna!

Tony
Tony
Rispondi a  Six
3 ore fa

Esatto
Sono questi benzivendoli che rovinano tutto!!
Hai perfettamente ragione
Concordo

Six
Six
Rispondi a  Tony
2 ore fa

Guarda, categoria bislacca..per non dire altro…

SALVATORE
SALVATORE
Rispondi a  Six
2 ore fa

La madre degli Stolti è sempre incinta ???