Lettera aperta (ironica) di un gestore a un “gentile stipendiato fisso”

Alla redazione di GestoriCarburanti.it è arrivata questa simpatica (ma neanche troppo) lettera che pubblichiamo volentieri. Il tono è volutamente sarcastico, ma il contenuto racconta una situazione che molti gestori conoscono fin troppo bene.


Gentile Stipendiato Fisso,

mi rivolgo a Lei perché immagino sia una delle poche persone in azienda che, il primo del mese, riesce ancora ad avere una certezza: lo stipendio arriva. Noi, invece, abbiamo imparato a convivere con l’imprevedibilità. Non del mercato, ma delle consegne.

Con una certa preoccupazione – e, mi creda, anche con una buona dose di rassegnazione – desidero portarla a conoscenza di una situazione che, probabilmente, conosce già. O forse no. Perché se la conoscesse davvero, qualche domanda se la sarebbe già posta.

Da circa otto mesi ricevere carburante è diventata una specie di lotteria. Tu ordini ventimila litri, te ne arrivano diecimila. Ordini dodicimila, te ne arrivano seimila. Oppure non arriva proprio niente.

Gli ordini vengono sistematicamente modificati, ridotti, rinviati, annullati. Insomma, l’unica cosa che non viene mai consegnata è… quello che hai ordinato. A questo punto mi permetto un suggerimento. Sul portale ordini toglierei direttamente la casella “quantità richiesta” e la sostituirei con una più realistica. “Portatemi quello che trovate… fate voi.” Sarebbe più sincera. Almeno smetteremmo di perdere tempo a fare calcoli su consumi, giacenze, festività e previsioni di vendita, per poi scoprire che il vero algoritmo è completamente casuale.

Del resto, il nostro reddito deriva dalla vendita del carburante. Può sembrare un dettaglio, ma senza carburante diventa piuttosto complicato venderlo. Lo so, è un concetto rivoluzionario.

La cosa più spiacevole, però, non è nemmeno il mancato guadagno. È dover spiegare al cliente che il prezzo, magari ( ma non sempre ) è  ottimo… peccato che il prodotto non ci sia.

Una scena ormai abituale. Il cliente entra, vede il cartello con un prezzo competitivo, sorride soddisfatto, si avvicina all’erogatore e trova il cartello “prodotto esaurito”. È un po’ come pubblicizzare un ristorante stellato e poi dire ai clienti che oggi lo chef è a casa e in cucina è rimasta solo l’acqua del rubinetto. Oppure – passatemi il paragone – è come voler vendere il gel a uno completamente calvo. L’intenzione magari è buona… ma manca il presupposto.

Poi ci sono quei momenti quasi poetici in cui il mercato ci dà finalmente una mano. Prezzi competitivi, clientela che tornam, volumi che potrebbero crescere. Ed è proprio in quel momento che, con perfetto tempismo, il carburante non arriva. Perchè, isogna riconoscerlo, la logistica ha un talento particolare: riesce quasi sempre a scegliere il giorno peggiore.

Infine vorrei affrontare una questione che mi sta particolarmente a cuore: i famosi cioccolatini natalizi.

Sapete, è una tradizione carina. Un piccolo pensiero per i clienti. Un gesto di cortesia, certo. Però permettetemi una domanda; se dovesse andare come il Natale 2025, quando in diversi impianti il carburante era diventato più raro del tartufo bianco, forse sarebbe meglio regalare direttamente una tanica vuota. Almeno sarebbe coerente con il servizio.

Naturalmente questa lettera è scritta con ironia.

Perché se dovessimo raccontare la stessa storia senza sarcasmo, ci sarebbe davvero poco da ridere.

I gestori del Nord Est.

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