Con il perfezionamento della scissione di EG Italia tra i cinque operatori che hanno acquisito la rete, si chiude ufficialmente una delle più importanti operazioni societarie che negli ultimi anni ha interessato il settore della distribuzione carburanti in Italia.
Dal 10 giugno i circa 1.200 impianti della ex EG Italia sono stati definitivamente ripartiti tra i nuovi proprietari. A Pad Multienergy sono stati assegnati circa 380 punti vendita, portando la rete del gruppo a quota 1.000 impianti distribuiti sul territorio nazionale. Vega Carburanti ha invece acquisito circa 325 stazioni di servizio, mentre le restanti sono state ripartite tra Toil, Dilella Invest e GIAP.
Dal punto di vista industriale l’operazione rappresenta senza dubbio un passaggio importante. Lo stesso general manager di Pad Multienergy, Leandro Venditti, ha dichiarato che l’obiettivo del gruppo sarà quello di investire sulle risorse umane, sui gestori, sulla qualità dei servizi e sul miglioramento delle strutture acquisite.
Parole che i gestori ascoltano con interesse, ma anche con la naturale prudenza di chi, negli ultimi anni, ha assistito a numerosi cambi di proprietà, riorganizzazioni societarie e promesse che non sempre si sono tradotte in risultati concreti.
La vera partita, infatti, inizia adesso. Perché ogni operazione societaria può dirsi realmente riuscita soltanto quando riesce a garantire continuità operativa agli impianti e serenità alle gestioni. Ed è proprio su questo fronte che restano ancora numerose questioni aperte.
Nella giornata di martedi primo luglio, infatti, Vega Carburanti ha incontrato a Roma le Organizzazioni di categoria dei gestori in quello che può essere definito un primo incontro interlocutorio. Un confronto utile, innanzitutto, per conoscersi reciprocamente e comprendere quale sarà l’impostazione che la nuova proprietà intende dare ai rapporti con la rete.
Ma soprattutto è stata l’occasione per portare sul tavolo tutte quelle criticità che stanno accompagnando il passaggio da EG Italia a Vega.
Le associazioni hanno rappresentato le numerose segnalazioni ricevute dai gestori in queste settimane, l’azienda ha riconosciuto alcune delle problematiche emerse in questa fase iniziale, attribuendole principalmente al complesso processo di integrazione dei sistemi informatici e amministrativi.
È un passaggio comprensibile in una riorganizzazione di queste dimensioni. Molto meno comprensibili sarebbero, invece, eventuali ritardi nel trovare soluzioni. Perché dietro ogni anomalia amministrativa c’è un gestore che aspetta un accredito. Dietro ogni errore di fatturazione c’è un’impresa che deve fare i conti con la propria liquidità. Dietro ogni ritardo c’è qualcuno che, nonostante tutto, continua ogni mattina ad aprire il proprio impianto.
La sensazione è che tutti abbiano interesse a far funzionare questa nuova fase. Le aziende hanno bisogno di una rete stabile e motivata. I gestori hanno bisogno di interlocutori che ascoltino i problemi e forniscano risposte rapide.
Le Organizzazioni di categoria continueranno a fare ciò che hanno sempre fatto: raccogliere le segnalazioni provenienti dal territorio, rappresentarle ai tavoli di confronto e vigilare affinché il cambiamento non si traduca in un aggravio delle difficoltà già esistenti.
Perché il successo di questa operazione non si misurerà dal numero degli impianti acquisiti ma siamo certi che si misurerà dalla capacità di costruire un rapporto di fiducia con chi, ogni giorno, quei marchi li rappresenta davanti ai clienti.
