Carburanti, gli interventi spot sulle accise non bastano piu’ (e non dureranno). Perche’ la riforma del settore -fatta e finita- continua a rimanere nei cassetti?

Continuare ad interpretare questa come una “crisi” dovuta da una semplice “emergenza”, non sembra essere ragionevole, né prudente.

Nessuno appare poterne prevedere tempi e soluzioni se -come si va ripetendo apertamente in tutto il mondo- non è chiaro nemmeno quali e quanti siano i veri interessi in gioco e se ci sia qualcuno ad averne il “controllo”, qualunque accezione si voglia dare alla parola.

In queste condizioni, misure dall’impronta evidentemente emergenziale e provvisoria, come il taglio delle accise (peraltro ormai ridotto ai minimi termini), sono sempre meno sufficientemente adeguate ad affrontare quel complesso di criticità, non solo in campo energetico, da cui è destinato ad essere investito anche il nostro Paese.

Ritardare -volutamente- l’adozione di interventi legislativi strutturali non è più giustificabile.

Dopo oltre tre anni di lavoro non certo semplice, né privo di ambiguità, il Mimit e tutte le componenti del settore carburanti sono riuscite a mettere insieme un testo legislativo di riforma
“fatto e finito”.

Una riforma attesa da decenni e che si pone obiettivi tanto ambiziosi, quanto essenziali: rendere più efficiente e razionale la rete distributiva; promuovere la transizione verso vettori energetici oltre quelli tradizionali; introdurre una regolazione stringente per il controllo ed il contrasto dei diversi comportamenti illegali che attualmente proliferano sulla rete e che sottraggono ogni anno diversi miliardi alle casse dello Stato; reintegrare regole e condizioni di lavoro, per i

Gestori, legali ed eque, in un settore avviato da anni e sempre più velocemente verso una deriva ormai prossima alla vergogna del “caporalato”.

Non c’è uno di questi obiettivi che, fosse pure raggiunto progressivamente nel tempo, non agisca da subito in termini economico/finanziari sull’intero “sistema produttivo” e che dia benefici all’intera collettività, anche come conseguenza diretta e indiretta sui prezzi al pubblico dei carburanti.

Ed è per questo che, quindi, è lecito chiedersi: perché e per colpa di chi questa riforma continua a rimanere nei cassetti e non vede finalmente la luce?

C’è ancora qualche “forza oscura” o “interessi inconfessabili” che la trattengono?

O si tratta “solo” di inerzia politica?

Non si tratta di domande retoriche: attendono una risposta chiara e veloce.

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Guido
Guido
1 mese fa

non scioperiamo dai,perdiamo vendite…….

SALVATORE
SALVATORE
1 mese fa

IL solito ritornello quando si parla di questa benedetta riforma del settore non si capisce il motivo di questo continuo rifiuto a metterci mano, sembra che ci siano delle forze occulte che impediscono di affrontare questo annoso problema che si presenta ciclicamente senza mai trovare una soluzione una volta per tutte e definire che cosa deve diventare questo tipo di attività, se il gestore ha ancora una valenza sull’impianto oppure non ha più nessuna funzione e quindi si può fare a meno della sua presenza non avendo più rilevanza su gl’impianti….nel post si parla di inerzia politica ma io direi una vergogna della politica che in tutti questi anni non è stata in grado di dare uno straccio di indirizzo politico e di come deve funzionare questa attività , ma è evidente che la nostra questione deve andare cosi perché fa comodo a qualcuno che ha deciso che questa categoria deve finire con una lenta ma inesorabile agonia !!!!

Antonio
Antonio
1 mese fa

secondo me: compagnie, petrolieri,sindacati e governo sono diventati una bella famiglia ogni tanto si incontrano fanno una bella festa si scambiano i regali e ce lo infilano in culo.Ma non vi preoccupate adesso si riuniscono per organizzarsi le ferie e rimanderanno tutto a settembre ottobre,poi arrivano le vacanze di natale e se ne parlera con il nuovo anno.CIAO A TUTTI E BUONA FORTUNA.

Ex gestore
Ex gestore
Rispondi a  Antonio
1 mese fa

Complimenti Antonio, veramente bella e divertente la tua analisi che condivido in pieno. Purtroppo la situazione è quella che hai descritto e condensato in poche righe che mettono in luce la situazione attuale. Meglio prenderla a ridere altrimenti ci sarebbe veramente da piangere.
Buona fortuna a tutti da un ex collega che si è liberato da questa piaga!

Luciano
1 mese fa

Be se non lo sapete VOI di chi è lacolpa ,difficile dirlo
Si possono trovare molte occasioni di colpevoli
Politici e politica che dei gestori se ne frega
Gestori che non fanno nulla se non criticare metre si affonda
Sindacato che non si sa cosa vuol fare ,che se ne esce ogni tanto con un comunicato stampa che non serve a nulla ,che da la colpa a tutto e tutti ma mai a se stesso
Un sindacato che va a trattare portando i pasticcini e mai una pistola fumante pensando che la riforma gli sia portata in mano come una reliquia
Poveri illusi ,fate pena

Six
Six
Rispondi a  Luciano
1 mese fa

Sindacato=silenzio assordante.

Manco una sillaba sull’ultima questione grave delle Accise.

In una ferita incancrenita, come la crisi attuale, mancavano solo le perdite fiscali.

Avete sentito o letto qualcosa a ns. difesa?

Io, no.

Oinko Oink
Oinko Oink
1 mese fa

Parole, parole parole… Parole, parole parole… Parole, parole parole, parole parole solo e soltanto parole… Quanto sono belli i ritornelli della canzoni dei miei anni.