Ogni lettore che abbia trascorso qualche anno a gestire una stazione di servizio sa perfettamente di cosa stiamo parlando.
Prima o poi arriva sempre il cliente arrabbiato che si presenta in ufficio con il telefono in mano e l’estratto conto aperto, pronto a chiedere spiegazioni per quei famosi 103,29 euro “spariti” dopo aver fatto un pieno da 20, 30 o 50 euro.
In quel momento il gestore sa già come andrà a finire. Dovrà spiegare per l’ennesima volta che quei soldi non li ha presi lui, che non sono finiti sul suo conto, che non si tratta di una truffa e che quella cifra rappresenta semplicemente una preautorizzazione bancaria.
Lo sa il gestore. Lo sa la banca. Lo sa il circuito della carta. Lo sa l’istituto che gestisce il pagamento. L’unico che non lo sa è il cliente. E indovinate chi si trova davanti?
Sempre il gestore.
Del resto, nella filiera carburanti sembra essere diventata una regola non scritta: qualunque cosa succeda, qualcuno deve metterci la faccia. E quel qualcuno è quasi sempre il gestore.
Sul tema è intervenuto anche il giornalista Andrea Caldart in un interessante articolo pubblicato da Quotidiano Web dal titolo “Quei 103,29 euro spariti dopo il pieno: il gioco delle pre-autorizzazioni dove il benzinaio paga per tutti“, mettendo in evidenza una situazione che chi lavora negli impianti conosce fin troppo bene.
Perché la parte più paradossale della vicenda non è nemmeno la discussione con il cliente. La parte più assurda arriva dopo.
Infatti il gestore non solo deve fare da sportello informazioni gratuito per problemi creati dal sistema bancario, ma deve anche pagare per offrire questo servizio. Già, perché ogni transazione elettronica genera commissioni che vengono addebitate al gestore.
Il cliente utilizza la carta gratuitamente. La banca incassa. I circuiti di pagamento incassano. Gli intermediari incassano.
E il gestore paga.
Una situazione che rasenta il surreale.
Proviamo a fare un ragionamento molto semplice.
Se un automobilista va a prelevare contante presso uno sportello diverso da quello della propria banca, molto spesso si vede addebitare una commissione per il servizio ricevuto. Se invece utilizza la la stessa carta per acquistare carburante, il servizio continua ad essere fornito da una infrastruttura bancaria privata, ma il costo viene trasferito integralmente sul gestore.
E non finisce qui.
Perché il gestore non ha nemmeno la possibilità di conoscere preventivamente il costo dell’operazione. Quando il cliente si presenta alla cassa o alla colonnina self, il gestore non sa quale carta verrà utilizzata.
Non sa se si tratta di una carta consumer. Non sa se si tratta di una carta business. Non sa se si tratta di una carta commerciale con commissioni elevate. Lo scopre solo successivamente, quando riceve la contabilizzazione dell’incasso.
Ed è proprio in quel momento che arriva la sorpresa.
In alcuni casi le commissioni sono talmente elevate da assorbire una parte rilevante del margine di guadagno. Un margine che il gestore non può aumentare ma è vincolato da accordi economici spesso vecchi alle cui aziende petrolifere conviene non aggiornare.
In altri casi, soprattutto sulle carte commerciali e professionali, possono arrivare a divorare quasi completamente il compenso riconosciuto al gestore sulla vendita effettuata.
Tradotto in termini semplici: il gestore vende carburante, lavora, anticipa costi, sostiene spese, paga personale, utenze, manutenzioni, tasse e contributi, ma una parte del suo già esiguo margine finisce direttamente nelle casse di soggetti che non hanno erogato un solo litro di carburante.
Poi ci chiediamo perché tante gestioni siano in difficoltà.
Forse la vera domanda dovrebbe essere un’altra.
Per quanto tempo ancora il gestore potrà continuare a fare da parafulmine per tutti, pagando di tasca propria costi, commissioni e inefficienze che appartengono ad altri?
Perché dietro ogni pieno effettuato con una carta c’è una banca che guadagna. Dietro ogni preautorizzazione c’è un sistema che si tutela. Dietro ogni commissione c’è qualcuno che incassa.
Dietro ogni lamentela, invece, c’è sempre e soltanto il gestore.

Fino a quando continuera ecc ecc ?Fino a quando no si sveglierà dal letargo e inizierà a ragionare da imprenditore Fino a quando il sindacato non farà gli interessi esclusivi dei gestori Blocchiamo i pagamenti carte aziendali ,pos ,solo contante ,e nol giro di una settimana ….puf spariscono le commissioni Ma,siccome c’è sempre un Ma ,tra cagasotto , e benzivendoli l ignoranza prevale ,certi articoli estivi non servono a nulla se non ricordare chi è il GESTORE ,avanti tutta
A proposito che fine a fatto la ristrutturazione rete ,i contratti ,che dovevano arrivare la PROSSIMA SETTIMANA!!E SONO PASSATI MESI ?altro che commissioni pos