Carburanti, i sindacati al Mimit: “I gestori non decidono i prezzi. Basta scaricare su di loro le responsabilità”

Le Federazioni Faib Confesercenti, Fegica e Figisc Confcommercio intervengono con una dura presa di posizione nei confronti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo l’annuncio dell’invio alla Guardia di Finanza dell’elenco degli impianti che non avrebbero adeguato i prezzi al taglio delle accise disposto dal Governo. Con una lettera indirizzata al ministro Adolfo Urso e al Garante per la sorveglianza dei prezzi, le organizzazioni denunciano il rischio di alimentare una pericolosa confusione tra i consumatori e di attribuire ai gestori responsabilità che, per legge e per contratto, non appartengono loro.

Secondo le Federazioni, il punto fondamentale continua a essere ignorato: il gestore del distributore non determina il prezzo di vendita dei carburanti. Il prezzo viene infatti comunicato dal titolare dell’autorizzazione, dal proprietario dell’impianto o dal fornitore in esclusiva, mentre il gestore si limita ad applicarlo nell’ambito del rapporto contrattuale esistente.

La lettera ricorda inoltre un altro aspetto essenziale. Il beneficio derivante dal taglio delle accise riguarda il soggetto che immette in consumo il carburante, cioè l’operatore della filiera che versa l’accisa e beneficia della sua riduzione. È quindi questo soggetto che può recepire immediatamente il minor carico fiscale, non certo il gestore del punto vendita, che distribuisce un prodotto già immesso al consumo e acquistato alle condizioni economiche stabilite a monte della filiera.

Per questo motivo, le organizzazioni sindacali ritengono che trasmettere agli organi ispettivi dati privi di tale contesto rischi di determinare verifiche indirizzate verso chi non ha alcun potere decisionale sui prezzi, con un conseguente spreco di risorse pubbliche e senza incidere sulle reali responsabilità.

Ma la critica più forte riguarda la comunicazione istituzionale. Secondo Faib, Fegica e Figisc, annunciare pubblicamente controlli sugli impianti senza precisare il ruolo dei diversi soggetti della filiera finisce inevitabilmente per convincere cittadini e automobilisti che siano i gestori i responsabili del mancato adeguamento dei prezzi. Una rappresentazione che, oltre a essere fuorviante, rischia di alimentare tensioni quotidiane tra clienti e gestori e di gettare discredito su un’intera categoria di lavoratori.

Le Federazioni evidenziano inoltre come il Ministero sia perfettamente a conoscenza del funzionamento del settore. La questione, ricordano, è stata affrontata più volte anche nell’ambito della Commissione di allerta rapida, dove le organizzazioni hanno ripetutamente illustrato il sistema di formazione dei prezzi e le responsabilità dei diversi operatori della filiera.

Nella lettera viene poi sollevato un ulteriore tema. Le organizzazioni chiedono che vengano finalmente effettuati controlli sull’applicazione della norma che impone ai titolari degli impianti di pubblicare sui propri siti internet i prezzi raccomandati destinati a ciascun punto vendita. Secondo i sindacati, tale obbligo è stato rispettato soltanto da una minoranza degli operatori, mentre una sua applicazione generalizzata consentirebbe una maggiore trasparenza e permetterebbe di individuare con precisione chi modifica realmente i prezzi lungo la filiera.

Le Federazioni ricordano inoltre che, già nelle ventiquattro ore successive al taglio delle accise, numerosi titolari avrebbero comunicato ai propri impianti un aumento del prezzo del gasolio, assorbendo così una parte significativa del beneficio fiscale introdotto dal Governo. Una circostanza che, se confermata, dimostrerebbe come le dinamiche dei prezzi vadano ricercate a monte della distribuzione e non presso i gestori.

Per queste ragioni Faib, Fegica e Figisc chiedono al Ministro Urso e al Garante di intervenire con urgenza per chiarire pubblicamente il ruolo dei gestori e le effettive responsabilità nella formazione dei prezzi dei carburanti, evitando che controlli legittimi si trasformino nell’ennesima occasione per attribuire ai gestori responsabilità che la normativa vigente e i rapporti contrattuali assegnano ad altri soggetti della filiera.

Faib-Fegica-Figisc x Ministro Urso ed altri – 29.7.2026

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Tony
Tony
5 ore fa

Lo faranno i canali di informazione?
Ho i miei dubbi!!
I giornalisti con la partecipazione del Codacons sono i primi

Accusatori che discreditano i gestori

Questa gente la deve smettere una volta per tutte.