Riforma carburanti, il MIMIT replica a Faib e Fegica: «Il testo sarà nel Ddl Concorrenza»

La riforma della rete carburanti torna al centro del dibattito politico con un duro botta e risposta tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e le organizzazioni dei gestori.

Dopo la lettera pubblicata dalla Staffetta Quotidiana, nella quale il Presidente nazionale di FEGICA, Roberto Di Vincenzo, aveva denunciato il rischio che la riforma venisse nuovamente bloccata da “operatori disonesti” interessati a mantenere l’attuale situazione di opacità, è arrivata la replica del MIMIT.

Secondo fonti del Ministero, infatti, il disegno di legge non sarebbe stato accantonato ma confluirà nel prossimo Disegno di legge annuale sulla Concorrenza, con l’obiettivo di approdare in Consiglio dei Ministri entro il mese di luglio e completare il proprio iter parlamentare entro la fine dell’anno.

Una precisazione che, almeno nelle intenzioni del Ministero, vuole rassicurare il settore dopo le forti preoccupazioni espresse da FAIB e FEGICA.

Il MIMIT: «La riforma non è ferma»

Il Ministero respinge però anche le accuse rivolte dalle associazioni dei gestori.

Secondo il MIMIT, i ritardi accumulati negli ultimi due anni sarebbero stati determinati soprattutto dalla complessità del confronto tra le diverse componenti della filiera.

Il Ministero ricorda inoltre che una prima proposta di riforma era già pronta per essere portata all’esame del Consiglio dei Ministri l’8 luglio dello scorso anno, ma che la sua approvazione sarebbe stata sospesa proprio su richiesta di alcuni dei soggetti che oggi lamentano i ritardi.

Sempre secondo il MIMIT, negli ultimi mesi gli uffici ministeriali avrebbero continuato a lavorare per ricercare un punto di equilibrio tra tutte le parti interessate, fino ad arrivare, alla fine di aprile, a una proposta condivisa.

Per questo motivo il Ministero ritiene ingenerose le accuse ricevute e ribadisce che il provvedimento farà parte integrante del prossimo Ddl Concorrenza.

La posizione di FEGICA

Le dichiarazioni del Ministero arrivano però dopo una presa di posizione molto netta di Roberto Di Vincenzo.

Nella lettera inviata alla Staffetta Quotidiana, il Presidente di FEGICA aveva denunciato come, ogni volta che si tenta di introdurre regole più rigorose nel settore, emergano resistenze da parte di chi continua a trarre vantaggio dalle attuali zone d’ombra.

Secondo Di Vincenzo il Ministero non può limitarsi a registrare le diverse posizioni, ma deve assumersi la responsabilità politica di portare a compimento una riforma considerata ormai indispensabile.

Per FEGICA, infatti, il settore non ha bisogno di piccoli interventi correttivi, ma di un riassetto complessivo capace di contrastare l’illegalità, razionalizzare la rete e ristabilire regole certe per tutti gli operatori.

Nella lettera viene inoltre espresso il timore che continuino a esistere pressioni volte a depotenziare la riforma, soprattutto nella parte relativa ai rapporti contrattuali, alla tutela della figura del gestore e al contrasto dei modelli contrattuali ritenuti elusivi della normativa di settore.

Una riforma che vale molto più dei contratti

Al di là del confronto tra Ministero e associazioni, la questione assume una rilevanza ben più ampia.

La riforma della rete carburanti non riguarda soltanto il futuro dei gestori.

Significa affrontare il tema della legalità nel settore, contrastare le infiltrazioni criminali nella filiera petrolifera, ridurre il numero degli impianti economicamente inefficienti, aumentare la competitività della rete e recuperare risorse oggi sottratte all’Erario.

Secondo le stime più volte richiamate dalle organizzazioni di categoria, un settore più trasparente e meglio regolato consentirebbe non solo di recuperare miliardi di euro di evasione fiscale, ma anche di creare le condizioni per una riduzione strutturale del prezzo dei carburanti.

Adesso servono i fatti

L’annuncio del MIMIT rappresenta certamente un segnale importante.

L’inserimento della riforma nel Ddl Concorrenza consente infatti di individuare un percorso legislativo e una tempistica più definita.

Resta però un elemento che il settore attende da troppo tempo: il passaggio dalle dichiarazioni ai provvedimenti concreti.

La riforma della rete carburanti viene annunciata, rinviata, riscritta e ridiscussa ormai da anni.

L’auspicio è che questa volta il calendario indicato dal Ministero venga rispettato.

Perché ogni ulteriore rinvio non significherebbe soltanto posticipare una legge, ma prolungare una situazione di incertezza che continua a penalizzare gli operatori onesti, i gestori e, in ultima analisi, gli stessi automobilisti.

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