Carburanti, dal 1° maggio rischio nuova stangata: benzina verso 2 euro al litro

Dal 1° maggio 2026 gli automobilisti italiani potrebbero ritrovarsi davanti a una nuova impennata dei prezzi di benzina e diesel. Se il Governo non interverrà con una proroga, infatti, scadrà lo sconto fiscale sulle accise che finora ha alleggerito il costo dei carburanti.

La misura ha consentito fino a oggi un risparmio di circa 24 centesimi al litro. Senza questo taglio, però, i prezzi potrebbero salire rapidamente: la benzina rischia di avvicinarsi ai 2 euro al litro, mentre il diesel potrebbe superare quota 2,30 euro.

L’aumento avrebbe effetti immediati soprattutto su chi si sposta quotidianamente in macchina. Pendolari, lavoratori autonomi, famiglie e imprese sarebbero i primi a fare i conti con una spesa più alta per la mobilità.

In questo momento i prezzi medi si aggirano intorno a 1,73 euro al litro per la benzina e poco sopra i 2 euro per il diesel. Numeri ancora in linea con molti Paesi europei, ma che potrebbero cambiare nel giro di pochi giorni con la fine dello sconto fiscale.

Per chi percorre molti chilometri ogni mese, anche un rincaro di oltre 20 centesimi al litro significherebbe diverse decine di euro in più da mettere in conto.

Particolarmente delicata la situazione del diesel, carburante ancora molto utilizzato da lavoratori e aziende. Senza il taglio sulle accise, l’Italia rischierebbe di diventare uno dei Paesi europei con il gasolio più caro.

Oggi, per fare un confronto, il diesel costa circa 2,29 euro al litro nei Paesi Bassi, 2,24 euro in Francia, 2,13 euro in Germania e 1,80 euro in Spagna.

L’esecutivo sta valutando se prorogare ancora il taglio delle accise, ma la decisione non è semplice. Mantenere lo sconto ha infatti un costo molto elevato per i conti pubblici, stimato in circa un miliardo di euro in tempi brevi.

C’è poi chi sottolinea come i maggiori benefici vadano soprattutto a chi consuma più carburante e quindi, spesso, a nuclei familiari con redditi medio-alti.

Il futuro dei prezzi dipenderà anche dall’andamento del petrolio sui mercati internazionali, ma una cosa appare chiara: se lo sconto verrà eliminato, l’effetto alla pompa sarà immediato.

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Tony
Tony
14 ore fa

Andate anticipati in ferie
Perché la cosa la vedo strana,il petrolio aumenta mentre i prezzi al pubblico sono bassi le altre volte avevano aumentato di molto
Mentre ora tutto tace!!!