FIGISC e ANISA alzano il tono della protesta contro alcune ipotesi contenute nel disegno di legge di riforma del settore carburanti. Le due sigle, in attesa di un confronto ufficiale con il Ministero, annunciano che, qualora nel DDL venissero confermate soluzioni contrattuali giudicate irricevibili – come la riduzione della durata dei contratti di comodato – saranno pronte a lanciare un appello unitario allo sciopero generale. La mobilitazione riguarderà sia la rete ordinaria sia quella autostradale e unirà alla contestazione delle norme più controverse anche la richiesta urgente di rinnovo degli accordi aziendali, ormai scaduti per la maggior parte delle gestioni. Di seguito, il testo integrale del comunicato.
SE NEL DDL FOSSERO INSERITE SOLUZIONI CONTRATTUALI IRRICEVIBILI, FIGISC E ANISA LANCERANNO L’APPELLO ALLO SCIOPERO GENERALE CONTRO LE NORME CONTROVERSE E PER CHIEDERE IL RINNOVO DEGLI ACCORDI
Si è appreso nei giorni scorsi che il Ministero ha incontrato la parte industriale per discutere dei residui punti divisivi del disegno di legge di riforma del settore.
Sul nodo contrattualistica, come già notiziato in luglio, FIGISC – autonomamente -, si è dichiarata contraria alla riduzione della durata del contratto di comodato (norma aggiunta nelle bozze di DDL dopo l’ultimo l’incontro con le associazioni dei gestori).
In attesa di una convocazione in cui il Ministero dovrebbe chiarire le “sintesi” raggiunte con la parte industriale, è necessario annunciare in anticipo che – a fronte dell’eventuale inserzione di vecchi e nuovi punti di difficile accettazione – FIGISC ed ANISA lanceranno un appello unitario ad una vera mobilitazione, che, in concreto, significa lo sciopero nazionale con tutte le modalità di tale forma di protesta, inclusa ovviamente la chiusura degli impianti di distribuzione.
Uno sciopero che, alle eventuali nuove previsioni non ricevibili del DDL, unisce parimenti la rivendicazione trasversale del rinnovo generale degli accordi aziendali, ad oggi scaduti per quasi il 70 % delle gestioni in regime di fornitura e comodato, ragione di per sé sufficiente anche da sola per avviare una seria mobilitazione.
La protesta, peraltro, interesserà assieme alla rete ordinaria anche quella autostradale cui, oltre alle ragioni di doglianza comuni tra le due reti, si aggiunge specificamente una ormai datata, gravissima ed irreversibile crisi del comparto, che si aggrava tra la pluriennale e totale indifferenza ed inerzia dei competenti Ministeri.

