Dal riallineamento delle accise ai rincari delle assicurazioni fino all’adeguamento dei pedaggi autostradali: muoversi in auto pesa sempre di più sul bilancio degli italiani.
Il 2026 si apre con una certezza per milioni di cittadini: spostarsi in auto costa di più. Fare rifornimento, assicurare il veicolo e percorrere la rete autostradale italiana comporta un esborso crescente, in un contesto in cui i rincari colpiscono simultaneamente tutte le principali voci legate alla mobilità privata. Una dinamica che incide in modo diretto sui bilanci familiari e che, secondo alcune stime, potrebbe portare una parte significativa della popolazione a ridurre l’utilizzo dell’auto o addirittura a rinunciarvi.
A incidere in maniera determinante è innanzitutto il riassetto delle accise sui carburanti entrato in vigore dal 1° gennaio 2026. Con l’uniformazione della tassazione di benzina e gasolio a 672,9 euro per mille litri, il diesel ha subito un incremento di circa quattro centesimi al litro, mentre la benzina ha beneficiato di una riduzione equivalente. L’effetto immediato è stato un sorpasso che mancava da tempo: per la prima volta dopo tre anni il gasolio è tornato a costare più della benzina. Secondo quanto rilevato dalla stampa specializzata del settore energetico, come Staffetta Quotidiana e Quotidiano Energia, il prezzo medio nazionale del diesel ha raggiunto 1,666 euro al litro, superando quello della benzina attestato a 1,650 euro al litro. Un’inversione di tendenza che non si registrava dal febbraio 2023 e che porta l’Italia ad avere una delle accise sul gasolio più elevate d’Europa.
La riduzione dell’imposta sulla benzina ha invece contribuito a riportare il prezzo della verde su livelli che non si vedevano dal 2021. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha indicato per la benzina self-service un nuovo minimo sulla rete stradale pari a 1,65 euro al litro. Tuttavia, come ricorda Staffetta Quotidiana, tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 si erano già registrati valori ancora più bassi, con un minimo di 1,626 euro al litro il 29 dicembre 2022, alla vigilia del ritorno all’accisa piena dopo il taglio temporaneo introdotto dal governo Draghi nella primavera dello stesso anno.
Oltre ai carburanti, il 2026 segna un aggravio anche sul fronte delle assicurazioni auto. Una misura contenuta nell’emendamento omnibus al disegno di legge di bilancio prevede l’aumento dell’aliquota sui rischi di infortunio del conducente e sull’assistenza stradale, che passa dal 2,5% al 12,5% per i contratti stipulati o rinnovati a partire dal primo gennaio. Secondo le stime ufficiali, questa modifica dovrebbe garantire allo Stato circa 115 milioni di euro di maggiori entrate nel prossimo anno, ma l’effetto concreto sarà un ulteriore incremento delle tariffe a carico degli automobilisti. Il Codacons sottolinea come i prezzi delle polizze Rc auto siano già in sensibile aumento: rispetto al 2022, il costo medio di una polizza è cresciuto del 17,5%, passando da 353 euro a 415 euro, con un rincaro medio di 62 euro per veicolo.
A completare il quadro dei rincari c’è l’adeguamento dei pedaggi autostradali all’inflazione. L’aumento medio, pari all’1,5%, interessa la quasi totalità delle concessioni autostradali italiane. Fanno eccezione solo alcune tratte specifiche, mentre su altre infrastrutture gli incrementi risultano ancora più marcati. È il caso della Salerno-Pompei-Napoli, dove le tariffe saliranno dell’1,925%, o dell’Autostrada del Brennero, che registrerà un aumento dell’1,46% nonostante la concessione sia scaduta e la procedura di riaffidamento sia ancora in corso. In alcuni casi, come per le Concessioni del Tirreno o la Strada dei Parchi, non sono previste variazioni tariffarie, ma il trend generale resta orientato al rialzo.
L’effetto combinato di carburanti più cari, assicurazioni in aumento e pedaggi adeguati all’inflazione sta determinando un progressivo aggravio dei costi legati alla mobilità privata. Secondo alcune associazioni dei consumatori, l’impatto complessivo dei rincari potrebbe tradursi in centinaia di milioni di euro a carico dei cittadini nel solo 2026. Un peso che inizia a riflettersi anche sulle abitudini di spostamento: uno studio recente evidenzia come un italiano su tre potrebbe essere costretto a ridurre drasticamente l’uso dell’auto o a rinunciarvi del tutto, un vero paradosso considerato che l’Italia ha il maggior numero di auto per abitante in Europa, con circa 694 auto ogni 1.000 abitanti (quasi 1,5 auto a persona), superando di molto la media UE (circa 571 ogni 1.000) ed il maggior numero di stazioni di servizio…

