Si allarga il confronto sul caro carburanti promosso dal governo. Alla riunione convocata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, in programma mercoledì alle ore 15 presso la Prefettura di Milano, parteciperà infatti anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, collegato in videoconferenza.
Un segnale che conferma come il tema dei prezzi dei carburanti stia assumendo un rilievo sempre più centrale nell’agenda del governo, anche alla luce delle tensioni sui mercati energetici e delle ricadute su famiglie e imprese.
Secondo quanto comunicato dal Ministero delle Infrastrutture, Salvini incontrerà le principali compagnie petrolifere operanti sul territorio nazionale per fare il punto sull’andamento dei prezzi e sulle dinamiche della filiera.
Tra i soggetti convocati figurano i principali operatori del settore, tra cui Eni, IP, Tamoil e Q8.
Accanto ai grandi marchi, saranno presenti anche le cosiddette “compagnie retiste”, ovvero operatori indipendenti che gestiscono o licenziano marchi con una rete fino a cento punti vendita. Tra queste: Vega Carburanti, Pad Multienergy, Retitalia, Costantin, Keropetrol, Beyfin, San Marco Petroli, Energas, Toil e Giap Holding.
Un confronto atteso ma carico di tensioni
Il tavolo arriva in un momento particolarmente delicato, con i prezzi dei carburanti in forte aumento e crescenti pressioni da parte di tutto il sistema economico per interventi urgenti. La partecipazione del ministro dell’Economia evidenzia anche le possibili implicazioni finanziarie delle eventuali misure, a partire dal tema – sempre più discusso – delle accise.
L’incontro di Milano rappresenta dunque un passaggio importante per capire quale direzione intenda prendere il governo sul fronte della politica energetica e, in particolare, su come affrontare l’emergenza del caro carburanti.
Tuttavia, tra operatori e associazioni di categoria, resta forte lo scetticismo sull’efficacia di tavoli e confronti se non accompagnati da decisioni concrete. Dopo settimane di aumenti e richieste di intervento, il rischio è che anche questo appuntamento si traduca in un confronto interlocutorio, senza misure immediate in grado di incidere realmente sui prezzi alla pompa.
Il settore attende risposte. E il tempo, come sottolineano imprese e consumatori, è ormai un fattore decisivo.

