La riforma della rete carburanti compie un nuovo passo verso l’approvazione. Secondo quanto anticipato da Staffetta Quotidiana, il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026 è stato inserito all’ordine del giorno della riunione preparatoria del Consiglio dei Ministri, prevista oggi alle 18:30, in vista della seduta ufficiale fissata per domani alle 17:30.
Il provvedimento contiene il tanto atteso intervento di riforma del settore della distribuzione carburanti, destinato a modificare profondamente l’assetto della rete italiana.
Scompare il bonus volumetrico del 10%
Tra le novità dell’ultima bozza emerge l’eliminazione del cosiddetto bonus volumetrico del 10%, previsto nella precedente versione del testo.
La misura avrebbe consentito un incremento dei limiti di erogato per gli impianti destinati alla riconversione verso l’elettrico o i biocarburanti, rappresentando uno degli incentivi alla transizione energetica. La sua soppressione modifica sensibilmente l’impianto della riforma e riduce uno degli strumenti che avrebbero potuto favorire gli investimenti sulla rete.
Il Governo: la rete è troppo frammentata
Nella relazione illustrativa allegata al provvedimento il Governo descrive un quadro particolarmente critico della distribuzione carburanti italiana.
Secondo l’Esecutivo, la rete risulta ancora eccessivamente frammentata, caratterizzata da una proprietà molto dispersa degli impianti e da difficoltà nei controlli sia sugli operatori sia sulla qualità dei prodotti commercializzati.
Particolarmente significativo il dato riportato nella relazione: circa 7.000-8.000 impianti necessiterebbero di interventi di messa in sicurezza e di bonifica dei suoli e delle acque sotterranee, a conferma delle criticità ambientali che interessano una parte consistente della rete nazionale.
Razionalizzazione e chiusura degli impianti inefficienti
La filosofia della riforma resta sostanzialmente invariata.
L’obiettivo dichiarato dal Governo è intervenire sulla struttura della rete favorendone la razionalizzazione, anche attraverso la chiusura o la riconversione degli impianti obsoleti o caratterizzati da bassi volumi di vendita, accompagnando tale processo con un rafforzamento dei controlli e dei requisiti richiesti agli operatori.
Secondo la relazione illustrativa, una rete meno dispersiva dovrebbe consentire di aumentare l’efficienza del sistema, migliorare la qualità del servizio e creare condizioni di maggiore concorrenza a beneficio dei consumatori.
Più concorrenza e rapporti più stabili
Il Governo sostiene inoltre che la riforma produrrà effetti positivi anche sotto il profilo economico e sociale.
Una rete più efficiente, infatti, dovrebbe ridurre le diseconomie oggi presenti, favorire una maggiore trasparenza del mercato e consentire che i benefici derivanti dall’efficienza si riflettano sui prezzi finali praticati agli automobilisti.
Parallelamente, il disegno di legge punta a introdurre regole più chiare nei rapporti tra operatori della filiera, rafforzando gli strumenti di tutela e di stabilità contrattuale e accompagnando il settore verso la transizione ai nuovi vettori energetici.
Dopo mesi di confronto tra Ministeri, associazioni di categoria e operatori del settore, il testo sembra ormai avviarsi verso l’approvazione da parte del Governo, pur continuando a suscitare un acceso dibattito, soprattutto sulle nuove regole contrattuali, sulla razionalizzazione della rete e sugli effetti concreti che tali misure produrranno per gestori, compagnie petrolifere e consumatori.
Nei prossimi giorni sarà quindi possibile comprendere se il Consiglio dei Ministri confermerà integralmente l’impianto della riforma o introdurrà ulteriori modifiche prima dell’avvio dell’iter parlamentare.

