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Fegica, manifesto per una strategia di rilancio dell’azione dei Gestori degli impianti di distribuzione carburanti

la situazione:

5 semplici interrogativi:

  1. Ci siamo riusciti?
  2. abbiamo fatto tutto quello che poteva essere fatto per far uscire la Categoria dall’isolamento
  3. abbiamo combattuto, fino in fondo, la nostra battaglia?
  4. la nostra azione ha avuto il consenso della Categoria ed i Gestori hanno offerto il supporto necessario per invertire la tendenza?
  5. abbiamo valutato appieno le trasformazioni in atto e siamo riusciti a comprendere che il potere della paura, insieme allo spirito di sopravvivenza dei singoli fossero una concreta limitazione all’azione del Sindacato?

l’individualismo e lo spontaneismo:

Proposte che possono essere così semplificate:

per la viabilità ordinaria……

  1. Margine Unico su tutti i prodotti (significativamente più alto di quello attuale);
  2. Prezzo al pubblico differenziato di max 8 €cent/lt. (i.c.) fra servito e self post-pay per valorizzare il servizio e da utilizzare (in parte) per le politiche di incentivazione ai Gestori, con l’obiettivo di arrivare ad un prezzo unico;
  3. Obbligo di applicare tutte le Leggi esistenti che sono state adottate riconoscendo le peculiarità del settore e totale cancellazione di tutti i contratti diversi da quelli “canonicamente” definiti (comodato/fornitura; comodato/commissione), con specifico azzeramento di tutti gli Accordi one-to-one. Anche utilizzando strumenti di forte penalizzazione, fino alla revoca dell’Autorizzazione;
  4. Sanzioni economiche e/o penali per ritardi nei rimborsi della partite a credito dei gestori (carte aziendali, eventuali conguagli, cali)

…….. per la viabilità autostradale

  1. Margine Unico su tutti i prodotti (significativamente più alto di quello attuale) con reintroduzione della trattativa negoziata, all’interno di un quadro definito, per cogliere al meglio le diversità della singola AdS;
  2. Sanzioni economiche e/o penali per ritardi nei rimborsi della partite a credito dei gestori (carte aziendali, eventuali conguagli, cali)
  3. Prezzo al pubblico differenziato di max 10 €cent/lt. (i.c.) fra servito e self post-pay per valorizzare il servizio e da utilizzare (in parte) per le politiche di incentivazione ai Gestori. Con l’obiettivo di arrivare ad un prezzo unico (magari iniziando dalla singola tratta);
  4. Liberalizzazione delle attività non-oil sotto pensilina (compresa la somministrazione di alimenti e bevande);
  5. Rivisitazione del D. Interministeriale 7/8/2015 con l’introduzione del “margine della gestione” come elemento essenziale per partecipare alla gara e cancellazione di tutte le “storture”determinatesi a valle dei nuovi affidamenti (vicenda Tamoil e soggetti ristorazione che si sono privati del Gestore -in caso di aree integrate- e, poi, hanno affidato -sempre con contratto di comodato- ad un nuovo “Gestore” spesso società da essi stessi controllata (emblematico il caso di Autogrill/Nuova Sidap);
  6. formale impegno dell’industria petrolifera ad effettuare il presidio delle AdS svantaggiate con l’acquisizione delle attività non-oil (magari in partnership) da affidare al Gestore, come strumento di abbattimento dei costi unitari gravanti sui carburanti e come limitazione ad una concorrenza sleale derivante da terzi soggetti che si approvvigionano sempre sul mercato nazionale (dalle stesse compagnie) che se una parte riforniscono dall’altra devono subire una concorrenza sleale;
  7. partecipazione (anche economica) delle società concessionarie autostradali ad un tavolo permanente sull’applicazione delle Leggi e dei disciplinari di concessione considerando che la distribuzione dei carburanti in autostrada è ancora classificata “pubblico servizio”. Qualunque violazione -come nel caso di chi non ottemperi alle disposizioni di Legge o evitasse di applicare il Decreto Interministeriale (da riformare) 7/8/2015- dovrebbe comportare severe sanzioni fino alla revoca dell’affidamento/sub concessione.

Ovviamente il punto di attacco di questa “strategia” -da applicare ai prossimi rinnovi con le Aziende Petrolifere- non può che essere la denuncia forte del differenziale fra prezzo self e servito che, tradotta in aride cifre, ha consentito alle Aziende di mettersi in tasca a scapito dei Gestori e dei consumatori -secondo una prudente stima- oltre 2 miliardi/anno.

Negli ultimi venti anni, infatti, il Ricavo Industriale Lordo (differenza fra prezzo medio Italia e Platt’s cif med)è rimasto pressoché invariato nonostante nella prima fase il riferimento al prezzo medio Italia avvenisse sulle vendite effettuate -sostanzialmente- in servito e, dal 2012 (cfr. Decreto MISE del 23.11.2012) il riferimento è al prezzo medio al pubblico per vendite effettuate in self-service: nel primo caso i Gestori avevano un margine unitario di circa 40 €uro/Klt mentre oggi fanno difficoltà a raggiungere i 30 €/Klt.

Gestori e consumatori, in estrema sintesi, hanno sopportato, per intero, il costo della ristrutturazione del mercato (dov’era l’AGCM?) per avere il medesimo prezzo che prima corrispondevano a fronte di un servizio ed oggi ottengono solo se si riforniscono da sé pagando 30 €cent/lt.. Una “truffa” consentita in nome del “rifornimento self è bello e moderno” senza aggiungere che il consumatore non ha ottenuto alcun risparmio. Anzi!

In questa ottica anche il ragionamento: “tengo alti i prezzi del servito per “finanziare” lo sconto self” (?) è l’ennesima falsità raccontata per gabbare Gestori, Consumatori, Antitrust Governi e Parlamento. Su queste argomentazioni va ricercata la convergenza oltrechè della Politica- anche delle Associazioni dei Consumatori e di tutti coloro -Politica compresa- che abbiano intenzione di porre fine a questo scandalo.

Questi sono -almeno in parte- le motivazioni che ci spingono a spostare in avanti le nostre rivendicazioni.

I Gestori proclamano uno sciopero bianco 

 

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