Fegica, manifesto per una strategia di rilancio dell’azione dei Gestori degli impianti di distribuzione carburanti

la situazione:

  • la Categoria, come più volte abbiamo sottolineato, è giunta ad un punto di rottura. Di non ritorno;
  • nei mesi (ed anni) passati abbiamo assunto su di noi l’onere di tenere in equilibrio un settore, sempre più caratterizzato da pulsioni incontrollabili; sempre più diviso fra una visione di scenario ed una visione viziata dal quotidiano;
  • ci siamo fatti carico della situazione di crisi del settore tutto (plasticamente rappresentata dall’uscita di marchi multinazionali storici); abbiamo provato ad arginare l’individualismo ed il solipsismo connaturati con l’espressione: “si salvi chi può”, offrendo una visione di sistema che, insieme ad una ripresa del concetto di solidarietà e di condivisione delle strategie da adottare, fermasse in primis l’emorragia e, poi, consolidasse quello che poteva essere sottratto allo smottamento del settore;
  • abbiamo provato -con alterne vicende- a creare le precondizioni per una ripresa dell’azione e ad immaginare un futuro diverso e migliore del presente;

5 semplici interrogativi:

  1. Ci siamo riusciti?
  2. abbiamo fatto tutto quello che poteva essere fatto per far uscire la Categoria dall’isolamento
  3. abbiamo combattuto, fino in fondo, la nostra battaglia?
  4. la nostra azione ha avuto il consenso della Categoria ed i Gestori hanno offerto il supporto necessario per invertire la tendenza?
  5. abbiamo valutato appieno le trasformazioni in atto e siamo riusciti a comprendere che il potere della paura, insieme allo spirito di sopravvivenza dei singoli fossero una concreta limitazione all’azione del Sindacato?

l’individualismo e lo spontaneismo:

  • L’approccio individualista o spontaneista non offrono soluzioni credibili ai problemi ma rimangono un’esercitazione fine a se stessa: le risposte vanno ricercate con e dentro l’Organizzazione di Categoria che è e rimane l’unico strumento -anche alfabetizzato sulla dinamica dei processi- in grado di rispondere al forte potere della nostra controparte ed a rintuzzare la sua volontà di “fare il vuoto dei diritti”: tanto in periferia quanto al centro.
  • si apre, da oggi, una nuova stagione che non può essere esaurita o delegata allo spontaneismo o all’improvvisazione perchè tali strumenti, proprio per la loro natura e composizione, sono destinati ad esaurire la loro propositività in un battito di ciglia. Sempre che non abbiano come obiettivo ultimo e celato dietro verbose enunciazioni quello di indebolire l’Organizzazione e la rappresentanza considerate, entrambe, come un ostacolo al ritorno di una “supremazia” assoluta dei titolari di impianti, nei rapporti con i Gestori;
  • il discrimine rimane la coerenza: cioè scegliere la partecipazione alla vita organizzativa del Sindacato per dare forza alle proprie idee. Bisogna opporre al clima di precarietà che aleggia nel nostro settore, una seria concreta mobilitazione e consapevolezza che mettano fine all’adesione acritica (ed alla firma) in calce a tutte le scelte (definitamente pomposamente proposte) aziendali costruite sulla testa dei Gestori (che sono solo chiamate a pagarle). Una ragionata azione che metta fine alla sottoscrizione delle più scellerate nefandezze che i titolari degli impianti hanno sottoposto -one to one- ai singoli Gestori cui è stato impedito anche di avvalersi dell’apporto del Sindacato. Un Sindacato dal quale oggi, senza porsi il problema di come la ritrosia a partecipare alla vita democratica ed alla costruzione della linea politica, si pretende il miracolo di risolvere i problemi che, spesso, la lontananza dall’Organizzazione contribuisce a creare;
  • il Sindacato non ha oggi una “bacchetta magica” con la quale possa, in un sol colpo, invertire la tendenza in atto: ciò sarebbe possibile se su alcuni tempi, parole d’ordine e strategie, si creasse l’indispensabile convergenza ed un diffuso consenso. Ululare alla luna e denunciare il destino cinico e baro non può bastare!
  • c’è la necessità di una proposta politica semplice, immediata sulla quale chiedere ed ottenere il sostegno della Categoria che, sola, può conferire la forza necessaria all’Organizzazione per portare a compimento il progetto. Se occorre anche chiudendo (non accostando) gli impianti.

Proposte che possono essere così semplificate:

per la viabilità ordinaria……

  1. Margine Unico su tutti i prodotti (significativamente più alto di quello attuale);
  2. Prezzo al pubblico differenziato di max 8 €cent/lt. (i.c.) fra servito e self post-pay per valorizzare il servizio e da utilizzare (in parte) per le politiche di incentivazione ai Gestori, con l’obiettivo di arrivare ad un prezzo unico;
  3. Obbligo di applicare tutte le Leggi esistenti che sono state adottate riconoscendo le peculiarità del settore e totale cancellazione di tutti i contratti diversi da quelli “canonicamente” definiti (comodato/fornitura; comodato/commissione), con specifico azzeramento di tutti gli Accordi one-to-one. Anche utilizzando strumenti di forte penalizzazione, fino alla revoca dell’Autorizzazione;
  4. Sanzioni economiche e/o penali per ritardi nei rimborsi della partite a credito dei gestori (carte aziendali, eventuali conguagli, cali)

…….. per la viabilità autostradale

  1. Margine Unico su tutti i prodotti (significativamente più alto di quello attuale) con reintroduzione della trattativa negoziata, all’interno di un quadro definito, per cogliere al meglio le diversità della singola AdS;
  2. Sanzioni economiche e/o penali per ritardi nei rimborsi della partite a credito dei gestori (carte aziendali, eventuali conguagli, cali)
  3. Prezzo al pubblico differenziato di max 10 €cent/lt. (i.c.) fra servito e self post-pay per valorizzare il servizio e da utilizzare (in parte) per le politiche di incentivazione ai Gestori. Con l’obiettivo di arrivare ad un prezzo unico (magari iniziando dalla singola tratta);
  4. Liberalizzazione delle attività non-oil sotto pensilina (compresa la somministrazione di alimenti e bevande);
  5. Rivisitazione del D. Interministeriale 7/8/2015 con l’introduzione del “margine della gestione” come elemento essenziale per partecipare alla gara e cancellazione di tutte le “storture”determinatesi a valle dei nuovi affidamenti (vicenda Tamoil e soggetti ristorazione che si sono privati del Gestore -in caso di aree integrate- e, poi, hanno affidato -sempre con contratto di comodato- ad un nuovo “Gestore” spesso società da essi stessi controllata (emblematico il caso di Autogrill/Nuova Sidap);
  6. formale impegno dell’industria petrolifera ad effettuare il presidio delle AdS svantaggiate con l’acquisizione delle attività non-oil (magari in partnership) da affidare al Gestore, come strumento di abbattimento dei costi unitari gravanti sui carburanti e come limitazione ad una concorrenza sleale derivante da terzi soggetti che si approvvigionano sempre sul mercato nazionale (dalle stesse compagnie) che se una parte riforniscono dall’altra devono subire una concorrenza sleale;
  7. partecipazione (anche economica) delle società concessionarie autostradali ad un tavolo permanente sull’applicazione delle Leggi e dei disciplinari di concessione considerando che la distribuzione dei carburanti in autostrada è ancora classificata “pubblico servizio”. Qualunque violazione -come nel caso di chi non ottemperi alle disposizioni di Legge o evitasse di applicare il Decreto Interministeriale (da riformare) 7/8/2015- dovrebbe comportare severe sanzioni fino alla revoca dell’affidamento/sub concessione.

Ovviamente il punto di attacco di questa “strategia” -da applicare ai prossimi rinnovi con le Aziende Petrolifere- non può che essere la denuncia forte del differenziale fra prezzo self e servito che, tradotta in aride cifre, ha consentito alle Aziende di mettersi in tasca a scapito dei Gestori e dei consumatori -secondo una prudente stima- oltre 2 miliardi/anno.

Negli ultimi venti anni, infatti, il Ricavo Industriale Lordo (differenza fra prezzo medio Italia e Platt’s cif med)è rimasto pressoché invariato nonostante nella prima fase il riferimento al prezzo medio Italia avvenisse sulle vendite effettuate -sostanzialmente- in servito e, dal 2012 (cfr. Decreto MISE del 23.11.2012) il riferimento è al prezzo medio al pubblico per vendite effettuate in self-service: nel primo caso i Gestori avevano un margine unitario di circa 40 €uro/Klt mentre oggi fanno difficoltà a raggiungere i 30 €/Klt.

Gestori e consumatori, in estrema sintesi, hanno sopportato, per intero, il costo della ristrutturazione del mercato (dov’era l’AGCM?) per avere il medesimo prezzo che prima corrispondevano a fronte di un servizio ed oggi ottengono solo se si riforniscono da sé pagando 30 €cent/lt.. Una “truffa” consentita in nome del “rifornimento self è bello e moderno” senza aggiungere che il consumatore non ha ottenuto alcun risparmio. Anzi!

In questa ottica anche il ragionamento: “tengo alti i prezzi del servito per “finanziare” lo sconto self” (?) è l’ennesima falsità raccontata per gabbare Gestori, Consumatori, Antitrust Governi e Parlamento. Su queste argomentazioni va ricercata la convergenza oltrechè della Politica- anche delle Associazioni dei Consumatori e di tutti coloro -Politica compresa- che abbiano intenzione di porre fine a questo scandalo.

Questi sono -almeno in parte- le motivazioni che ci spingono a spostare in avanti le nostre rivendicazioni.

I Gestori proclamano uno sciopero bianco 

 

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Gestore Eni stufo.
Ospite
Gestore Eni stufo.

Sveglioni, quando avete firmato quel vergognoso accordo del 2014 che riduceva il margine dei gestori Eni, lasciandoli in totale balia delle politiche di prezzo della compagnia, queste considerazioni non le avevate fatte? Sceglieste di salvare gli imbecilli che facevano il -10 e -12, affossando i gestori VERI che avevano pensato a difendere il margine pur lasciando sul terreno tanto erogato, con la conseguenza che ora siamo tutti nella merda. L’unico scatto di orgoglio che potete fare, è una comunicazione di disdetta del rispetto di tutti i prezzi massimi, almeno moriremo in piedi e non da servi. Quale sindacato volete fare… Leggi il resto »

alberto
Ospite
alberto

Non capisco a che firma corrisponde questa analisi che condivido pienamente. E’ possibile saperlo e se qualcosa si muove in tal senso?

anonimo
Ospite
anonimo

sindacalist di merda prima firmate accordi per rovinare i gestori e poi vi lamentate ma da che parte state

Federica
Ospite
Federica

Questa è la reazione “politica” dei sindacati dopo che un gruppo di gestori (L’approccio individualista o spontaneista) vi ha scoperto gli altarini? Ma rileggete quanto avete scritto e vedrete tutta l’incongruenza che vi è dentro. Parlate praticamente e costantemente il “politichese”, riprendete argomenti che sapete benissimo abbandonerete nel caso tutto si acchetasse. Come al solito paroloni per non dire nulla. Siete il Gattopardo: “cambiare tutto perchè nulla cambi”.

Marco
Ospite
Marco

Sono comprensibili i distinguo, le osservazioni e pure le recriminazioni. Tutte legittimate, ma occorre anche provare a dare il proprio contributo in una fase dove forse le proposte sono più utili delle proteste. E allora provo a dire che occorrerebbe combattere per ritornare ad una categoria unita abolendo quella che è stata la vera nostra debolezza la nascita dei comitati di colore. Un’altra proposta che mi sento di fare è quella dell’abolizione del falso mito del prezzo al gestore. Quindi se non è possibile tronare al prezzo imposto l’abolizione del prezzo massimo. Infatti quella del prezzo massimo è un altro… Leggi il resto »

fw14
Ospite
fw14

quanto sono lontani i tempi delle 33 righe dei comunicati quanto sono lontane le parole semplici e coincise che fermano e fissano una fotografia sul comparto in questione Purtroppo da questi VERSI IN PROSA si denota l’enorme distanza che dividono i vertici sindacali con la base Ma se il peso di questo fardello e’ cosi alto come mai non lasciate non abbandonate. questo comparto affamato distrutto tartassato non e’ certo in questa situazione per proprie incapacita’ MA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PERCHE’ LE REGOLE DEL LIBERO MERCATO NON SONO MAI STATE APPLICATE quelle regole alla cui applicazione avreste dovuto vigilare! !!!… Leggi il resto »

Roberto Timpani
Ospite
Roberto Timpani

Io provo a rispondere, almeno per quanto ci compete. Al di là delle critiche verso le organizzazioni sindacali, che per indole sempre accetto, e delle diverse opinioni sul recente passato ( che comunque ha una sua ragione se analizziamo un po’ con serenità tutte le situazioni : non ci siamo divertiti a siglare alcuni accodi né tantomeno abbiamo avuto ritorni personali) mi piacerebbe sapere se nella lunga “prosa” si riescono a vedere le inversioni di tendenza. Mi spiego meglio : è condiviso che i litri venduti in servito oggi costituiscono un “grande inganno” per tutti ? per il cliente, per… Leggi il resto »

franco
Ospite
franco

sig Roberto qualche anno fa parlando con un sindacalista ,chiesi se potevo andare oltre l’accordo essendo in sofferenza economica,mi a risposto stai attento che non lo puoi fare ,poi qualcuno mi ha aperto gli occhi e mi ha spiegato che in caso di sofferenza economica si disdetta l’accordo firmato e si applica il prezzo libero ,sono riuscito a sopravvivere grazie a questo over ,oggi che la compagnia mi ricatta aumentandomi il prezzo di fornitura ,non oso piu rivolgermi ai sindacati ,io purtroppo con il margine dell’accordo non ce la faccio a gestire il pv in modo ONESTO ,e ora preferisco… Leggi il resto »

Roberto Timpani
Ospite
Roberto Timpani

Caro Franco sono dispiaciuto della risposta che un sindacalista puo’ averti dato. Non sempre noi sindacalisti siamo all’altezza dei problemi. Succede spesso anche a me. I problemi sono a volte superiori alle nostre visioni del settore, a volte antistoriche e tardive, rispetto alla velocità dei mutamenti. Preciso che salvaguardare la propria famiglia anche con il cosiddetto “Over, di fronte alla arroganza del fornitore, mi sembra sempre ONESTO. Bisognerebbe chiedersi semmai se un fornitore in esclusiva sia ONESTO E LEALE con il gestore in difficoltà, alla faccia del CODICE ETICO che spesso ritroviamo nei loro contratti.

franco
Ospite
franco

sig Roberto grazie della risposta ,ora sto subendo da parte di Eni un over di 4 cents perche ho osato uscire dall’accordo oramai scaduto ,prima di rivorgrmi ad un legale voi come associazione sindacale avete una soluzione al problema ? grazie un saluto

Gestore Eni stufo.
Ospite
Gestore Eni stufo.

Il recente passato ha una sua ragione? Quale? la maggioranza delle gestioni è comunque alla fame, chi può (beato lui) scappa a gambe levate, la competitività che avremmo dovuto riconquistare in cambio di una riduzione del margine è svanita come neve al sole e potrei continuare. Credete davvero che senza certi accordi le gestioni si sarebbero trovate peggio? Cosa c’è di peggio di dover abbandonare per scarsa redditività?

fw14
Ospite
fw14

Ciao Roberto sono Garau Gabriele quella che ho inserito non e’ una sterile polemica fine a se stessa ma un dato di fatto le gestioni sono alla fame al caos piu’ totale sulla fattura elettronica e ancora non sappiamo a quanto ammonta l’aumento dei costi, la concorrenza ifrabrend e spietata i margini sono ridicoli Da questo dato di fatto ritengo che i gestori si siano gia’ fatti carico del rischio di impresa un’ impresa che viaggia con il freno a mano tirato in virtu’ del fatto che NON SI RISPETTANO LE LEGGI DEL LIBERO MERCATO e parlo di concorrenza sleale… Leggi il resto »

RobTimp
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RobTimp

Ma io non prendo mai nulla sul piano personale. Il dibattito, se condotto senza offese, aiuta tutti e me in particolare a muoversi o in una direzione o in una altra. Forse meglio di tante assemblee. Anche noi abhiamo cambiato pelle iniziando pratiche legali con avvocati di fiducia , sotto il nostro controllo. La nostra è una categoria particolare alla quale sono legato profondamente e da anni combattiamo contro le forze piu potenti : i petrolieri prima , oggi le banche e i fondi di investimento come per api e per i nuovi padroni degli impianti esso. Sto cercando solo… Leggi il resto »

Franco
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Franco

Analisi perfetta, purtroppo oggi per ottenere i propri diritti bisogna affidarsi ai legali,le tre associazioni di categoria non sono riuscite a proteggere la parte debole (gestore) ora non vi crede più nessuno. L’accordo 2014 scaduto da tempo ci ha rovinati, ma tanto siamo noi gestori che subiamo umiliazioni continue, spero che qualcosa cambi… Saluti franco

DIEGO
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DIEGO

A Timpani, buoni propositi, condivisibili anche se non tutti, base per una nuova stagione sindacale…forse… si forse perchè se vi girate indietro non avete più l’esercito, primo perchè siamo rimasti in pochi, secondo perchè non siete più credibili ecc. ecc. Sono passati 19 anni dal momento che, secondo me è cominciato il declino della Vs. attività sindacale e di conseguenza della nostra dignità di essere Gestori. E non dite che non avete avuto da parte Ns. segnali di allarme, grida di aiuto, critiche a volte rozze, offensive (non condivisibili) ma che volevano dire che eravamo in difficoltà, oggi invece alla… Leggi il resto »

mauro
Ospite
mauro

Vorrei dire a Roberto Timpani, affinché lo sciopero riesca si devono creare interessi veri per i gestori,ossia in modo particolare il margine,si devono mettere le cifre nei volantini di sciopero far capire ai gestori che finalmente si lotta per vivere deggnamente,mettete che chiedaiamo 7 centesimi a litro è vedrete che lo sciopero sarà totale,non giochiamo più. QUINDI INSERIAMO LE CIFRE IN CHIARO I GESTORI NON SONO CRETINI.

giacomo
Ospite
giacomo

Carissimo Timpani Roberto Perché non dite mai che come e scritto nel portale dell’osservatorio prezzi che il gestore è il responsabile dei prezzi praticati e spetta a lui e solo a lui il prezzo finale e con gli accordi avete dato alle petrolifere il piacere di vessare i gestori a praticare prezzi decisi da loro solo perché ti fanno firmare un pezzo di carta che in teoria non ha valore. Quel pezzo di carta è stato estorto e ti consiglio di leggere cosa dice il codice civile su quanto riguarda gli accordi presi quando una delle parti in questo caso… Leggi il resto »

Roberto Timpani
Ospite
Roberto Timpani

Caro Giacomo, sulla mia piccola scrivania una copia del codice civile c’è sempre. E se non l’avessimo avuta non avremmo potuto rispolverare una vecchia legge del 98 sulla quale ormai molti avvocati stanno dicendo che è una loro vittoria. Fino a poco tempo fa nessuno conosceva la legge sulla dipendenza economica . Ed ora come al solito, nelle vittorie nelle sedi giudiziarie molti sono i padri, come di converso le sconfitte sono tristemente orfane. Il punto è : dobbiamo continuare nelle aule di giustizia pregando che un giudice qualsiasi prenda a cuore la situazione – sempre ipotizzando la estrema imparzialità… Leggi il resto »

giacomo
Ospite
giacomo

Caro Roberto con grande amarezza vedo che non hai proferito parola riguardo la situazione prezzi decisi sempre dalle compagnie ( o vogliamo chiamarle MAFIE) no non e il caso perché perlomeno i mafiosi se dicono una cosa e quella questi non mantengono la parola nemmeno se e scritta visto che nel famoso accordo era scritto che il differenziale era al massimo di 8 cent e voi col vostro assordante silenzio avete permesso a questi affamatori di fare ciò che vogliono. Cominciate a disdire l’accordo a cominciare dal prezzo già come avevate fatto nel precedente e denunciate all’antitrust la porcata del… Leggi il resto »

Roberto Timpani
Ospite
Roberto Timpani

Sono totalmente d’accordo con te. L’iniziativa della sospensione del prezzo del servito – comunque la vogliamo chiamare – si innesta nel ragionamento che tu hai fatto. Io vorrei chiamarla – magari con conferenze stampa, con qualche associazione dei consumatori in buona fede, con altre azioni dirette a risvegliare il Ministero etcc.. “Il Grande Inganno”, centrando la posizione sul fatto che oggi, dal novembre del 2012, le quotazioni nazionali messe a confronto con quelle europee per valutare il cosiddetto “stacco Italia” si fanno solo sul prezzo medio self. E su questo prezzo medio self italiano emerge il profitto del fornitore. Il… Leggi il resto »

anonimo
Ospite
anonimo

Sig.Roberto, è scoraggiante e ci lascia sconcertati sentire adesso da Lei che la categoria dei gestori si trova al punto di non ritorno dopo anni in cui le petrolifere hanno fatto di tutto per sconquassare le gestioni non rispettando gli accordi sottoscritti. Da parte del sindacato fare diffide e aprire tavoli di confronto, lo sapevate molto bene, non è servito a nulla. E’ servito solo alle compagnie che hanno indotto alla rovina molto gestioni e al suicidio di alcuni gestori. Nessuno di Voi sindacalisti ha denunciato via radio, tv,tg o altro la scomparsa di questi nostri colleghi diventando complici di… Leggi il resto »