Fegica, manifesto per una strategia di rilancio dell’azione dei Gestori degli impianti di distribuzione carburanti

la situazione:

  • la Categoria, come più volte abbiamo sottolineato, è giunta ad un punto di rottura. Di non ritorno;
  • nei mesi (ed anni) passati abbiamo assunto su di noi l’onere di tenere in equilibrio un settore, sempre più caratterizzato da pulsioni incontrollabili; sempre più diviso fra una visione di scenario ed una visione viziata dal quotidiano;
  • ci siamo fatti carico della situazione di crisi del settore tutto (plasticamente rappresentata dall’uscita di marchi multinazionali storici); abbiamo provato ad arginare l’individualismo ed il solipsismo connaturati con l’espressione: “si salvi chi può”, offrendo una visione di sistema che, insieme ad una ripresa del concetto di solidarietà e di condivisione delle strategie da adottare, fermasse in primis l’emorragia e, poi, consolidasse quello che poteva essere sottratto allo smottamento del settore;
  • abbiamo provato -con alterne vicende- a creare le precondizioni per una ripresa dell’azione e ad immaginare un futuro diverso e migliore del presente;

5 semplici interrogativi:

  1. Ci siamo riusciti?
  2. abbiamo fatto tutto quello che poteva essere fatto per far uscire la Categoria dall’isolamento
  3. abbiamo combattuto, fino in fondo, la nostra battaglia?
  4. la nostra azione ha avuto il consenso della Categoria ed i Gestori hanno offerto il supporto necessario per invertire la tendenza?
  5. abbiamo valutato appieno le trasformazioni in atto e siamo riusciti a comprendere che il potere della paura, insieme allo spirito di sopravvivenza dei singoli fossero una concreta limitazione all’azione del Sindacato?

l’individualismo e lo spontaneismo:

  • L’approccio individualista o spontaneista non offrono soluzioni credibili ai problemi ma rimangono un’esercitazione fine a se stessa: le risposte vanno ricercate con e dentro l’Organizzazione di Categoria che è e rimane l’unico strumento -anche alfabetizzato sulla dinamica dei processi- in grado di rispondere al forte potere della nostra controparte ed a rintuzzare la sua volontà di “fare il vuoto dei diritti”: tanto in periferia quanto al centro.
  • si apre, da oggi, una nuova stagione che non può essere esaurita o delegata allo spontaneismo o all’improvvisazione perchè tali strumenti, proprio per la loro natura e composizione, sono destinati ad esaurire la loro propositività in un battito di ciglia. Sempre che non abbiano come obiettivo ultimo e celato dietro verbose enunciazioni quello di indebolire l’Organizzazione e la rappresentanza considerate, entrambe, come un ostacolo al ritorno di una “supremazia” assoluta dei titolari di impianti, nei rapporti con i Gestori;
  • il discrimine rimane la coerenza: cioè scegliere la partecipazione alla vita organizzativa del Sindacato per dare forza alle proprie idee. Bisogna opporre al clima di precarietà che aleggia nel nostro settore, una seria concreta mobilitazione e consapevolezza che mettano fine all’adesione acritica (ed alla firma) in calce a tutte le scelte (definitamente pomposamente proposte) aziendali costruite sulla testa dei Gestori (che sono solo chiamate a pagarle). Una ragionata azione che metta fine alla sottoscrizione delle più scellerate nefandezze che i titolari degli impianti hanno sottoposto -one to one- ai singoli Gestori cui è stato impedito anche di avvalersi dell’apporto del Sindacato. Un Sindacato dal quale oggi, senza porsi il problema di come la ritrosia a partecipare alla vita democratica ed alla costruzione della linea politica, si pretende il miracolo di risolvere i problemi che, spesso, la lontananza dall’Organizzazione contribuisce a creare;
  • il Sindacato non ha oggi una “bacchetta magica” con la quale possa, in un sol colpo, invertire la tendenza in atto: ciò sarebbe possibile se su alcuni tempi, parole d’ordine e strategie, si creasse l’indispensabile convergenza ed un diffuso consenso. Ululare alla luna e denunciare il destino cinico e baro non può bastare!
  • c’è la necessità di una proposta politica semplice, immediata sulla quale chiedere ed ottenere il sostegno della Categoria che, sola, può conferire la forza necessaria all’Organizzazione per portare a compimento il progetto. Se occorre anche chiudendo (non accostando) gli impianti.

Proposte che possono essere così semplificate:

per la viabilità ordinaria……

  1. Margine Unico su tutti i prodotti (significativamente più alto di quello attuale);
  2. Prezzo al pubblico differenziato di max 8 €cent/lt. (i.c.) fra servito e self post-pay per valorizzare il servizio e da utilizzare (in parte) per le politiche di incentivazione ai Gestori, con l’obiettivo di arrivare ad un prezzo unico;
  3. Obbligo di applicare tutte le Leggi esistenti che sono state adottate riconoscendo le peculiarità del settore e totale cancellazione di tutti i contratti diversi da quelli “canonicamente” definiti (comodato/fornitura; comodato/commissione), con specifico azzeramento di tutti gli Accordi one-to-one. Anche utilizzando strumenti di forte penalizzazione, fino alla revoca dell’Autorizzazione;
  4. Sanzioni economiche e/o penali per ritardi nei rimborsi della partite a credito dei gestori (carte aziendali, eventuali conguagli, cali)

…….. per la viabilità autostradale

  1. Margine Unico su tutti i prodotti (significativamente più alto di quello attuale) con reintroduzione della trattativa negoziata, all’interno di un quadro definito, per cogliere al meglio le diversità della singola AdS;
  2. Sanzioni economiche e/o penali per ritardi nei rimborsi della partite a credito dei gestori (carte aziendali, eventuali conguagli, cali)
  3. Prezzo al pubblico differenziato di max 10 €cent/lt. (i.c.) fra servito e self post-pay per valorizzare il servizio e da utilizzare (in parte) per le politiche di incentivazione ai Gestori. Con l’obiettivo di arrivare ad un prezzo unico (magari iniziando dalla singola tratta);
  4. Liberalizzazione delle attività non-oil sotto pensilina (compresa la somministrazione di alimenti e bevande);
  5. Rivisitazione del D. Interministeriale 7/8/2015 con l’introduzione del “margine della gestione” come elemento essenziale per partecipare alla gara e cancellazione di tutte le “storture”determinatesi a valle dei nuovi affidamenti (vicenda Tamoil e soggetti ristorazione che si sono privati del Gestore -in caso di aree integrate- e, poi, hanno affidato -sempre con contratto di comodato- ad un nuovo “Gestore” spesso società da essi stessi controllata (emblematico il caso di Autogrill/Nuova Sidap);
  6. formale impegno dell’industria petrolifera ad effettuare il presidio delle AdS svantaggiate con l’acquisizione delle attività non-oil (magari in partnership) da affidare al Gestore, come strumento di abbattimento dei costi unitari gravanti sui carburanti e come limitazione ad una concorrenza sleale derivante da terzi soggetti che si approvvigionano sempre sul mercato nazionale (dalle stesse compagnie) che se una parte riforniscono dall’altra devono subire una concorrenza sleale;
  7. partecipazione (anche economica) delle società concessionarie autostradali ad un tavolo permanente sull’applicazione delle Leggi e dei disciplinari di concessione considerando che la distribuzione dei carburanti in autostrada è ancora classificata “pubblico servizio”. Qualunque violazione -come nel caso di chi non ottemperi alle disposizioni di Legge o evitasse di applicare il Decreto Interministeriale (da riformare) 7/8/2015- dovrebbe comportare severe sanzioni fino alla revoca dell’affidamento/sub concessione.

Ovviamente il punto di attacco di questa “strategia” -da applicare ai prossimi rinnovi con le Aziende Petrolifere- non può che essere la denuncia forte del differenziale fra prezzo self e servito che, tradotta in aride cifre, ha consentito alle Aziende di mettersi in tasca a scapito dei Gestori e dei consumatori -secondo una prudente stima- oltre 2 miliardi/anno.

Negli ultimi venti anni, infatti, il Ricavo Industriale Lordo (differenza fra prezzo medio Italia e Platt’s cif med)è rimasto pressoché invariato nonostante nella prima fase il riferimento al prezzo medio Italia avvenisse sulle vendite effettuate -sostanzialmente- in servito e, dal 2012 (cfr. Decreto MISE del 23.11.2012) il riferimento è al prezzo medio al pubblico per vendite effettuate in self-service: nel primo caso i Gestori avevano un margine unitario di circa 40 €uro/Klt mentre oggi fanno difficoltà a raggiungere i 30 €/Klt.

Gestori e consumatori, in estrema sintesi, hanno sopportato, per intero, il costo della ristrutturazione del mercato (dov’era l’AGCM?) per avere il medesimo prezzo che prima corrispondevano a fronte di un servizio ed oggi ottengono solo se si riforniscono da sé pagando 30 €cent/lt.. Una “truffa” consentita in nome del “rifornimento self è bello e moderno” senza aggiungere che il consumatore non ha ottenuto alcun risparmio. Anzi!

In questa ottica anche il ragionamento: “tengo alti i prezzi del servito per “finanziare” lo sconto self” (?) è l’ennesima falsità raccontata per gabbare Gestori, Consumatori, Antitrust Governi e Parlamento. Su queste argomentazioni va ricercata la convergenza oltrechè della Politica- anche delle Associazioni dei Consumatori e di tutti coloro -Politica compresa- che abbiano intenzione di porre fine a questo scandalo.

Questi sono -almeno in parte- le motivazioni che ci spingono a spostare in avanti le nostre rivendicazioni.

I Gestori proclamano uno sciopero bianco 

 

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Gestore Eni stufo.
Gestore Eni stufo.
1 anno fa

Sveglioni, quando avete firmato quel vergognoso accordo del 2014 che riduceva il margine dei gestori Eni, lasciandoli in totale balia delle politiche di prezzo della compagnia, queste considerazioni non le avevate fatte?
Sceglieste di salvare gli imbecilli che facevano il -10 e -12, affossando i gestori VERI che avevano pensato a difendere il margine pur lasciando sul terreno tanto erogato, con la conseguenza che ora siamo tutti nella merda.
L’unico scatto di orgoglio che potete fare, è una comunicazione di disdetta del rispetto di tutti i prezzi massimi, almeno moriremo in piedi e non da servi.
Quale sindacato volete fare se prima firmate e poi fate trovare i gestori davanti al fatto compiuto?
Per me potete estinguervi, non servite ad un caxxo.

alberto
alberto
1 anno fa

Non capisco a che firma corrisponde questa analisi che condivido pienamente. E’ possibile saperlo e se qualcosa si muove in tal senso?

anonimo
anonimo
1 anno fa

sindacalist di merda prima firmate accordi per rovinare i gestori e poi vi lamentate ma da che parte state

Federica
Federica
1 anno fa

Questa è la reazione “politica” dei sindacati dopo che un gruppo di gestori (L’approccio individualista o spontaneista) vi ha scoperto gli altarini? Ma rileggete quanto avete scritto e vedrete tutta l’incongruenza che vi è dentro. Parlate praticamente e costantemente il “politichese”, riprendete argomenti che sapete benissimo abbandonerete nel caso tutto si acchetasse. Come al solito paroloni per non dire nulla. Siete il Gattopardo: “cambiare tutto perchè nulla cambi”.

Marco
Marco
1 anno fa

Sono comprensibili i distinguo, le osservazioni e pure le recriminazioni. Tutte legittimate, ma occorre anche provare a dare il proprio contributo in una fase dove forse le proposte sono più utili delle proteste. E allora provo a dire che occorrerebbe combattere per ritornare ad una categoria unita abolendo quella che è stata la vera nostra debolezza la nascita dei comitati di colore.

Un’altra proposta che mi sento di fare è quella dell’abolizione del falso mito del prezzo al gestore. Quindi se non è possibile tronare al prezzo imposto l’abolizione del prezzo massimo. Infatti quella del prezzo massimo è un altro falso che ha solo danneggiato la categoria dei gestori.

A voi altre proposte

fw14
fw14
1 anno fa

quanto sono lontani i tempi delle 33 righe dei comunicati
quanto sono lontane le parole semplici e coincise che fermano
e fissano una fotografia sul comparto in questione
Purtroppo da questi VERSI IN PROSA si denota l’enorme distanza
che dividono i vertici sindacali con la base
Ma se il peso di questo fardello e’ cosi alto come mai non lasciate
non abbandonate.
questo comparto affamato distrutto tartassato non e’ certo in questa
situazione per proprie incapacita’ MA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PERCHE’
LE REGOLE DEL LIBERO MERCATO NON SONO MAI STATE APPLICATE
quelle regole alla cui applicazione avreste dovuto vigilare! !!!
la 32/98 e parto da lontano lo prevedeva e cosa avete fatto invece
avete ceduto l’imprenditorialita’ del gestore lasciandolo alla merce’ delle compagnie petrolifere CHE GUARDA CASO SONO I PRIMI
NOSTRI COMPETITORI gestendo impianti con prezzi di molto inferiori
dei nostri.
la testimonianza del vostro scellerato fallimento risiede nelle
centinaia di cause civili che i
gestori di tasca loro affrontano
NON LAMENTATEVI SE LA CONTESTAZIONE AL VOSTRO OPERATO E DIVENTATA UN CORO

Roberto Timpani
Roberto Timpani
Rispondi a  fw14
1 anno fa

Io provo a rispondere, almeno per quanto ci compete. Al di là delle critiche verso le organizzazioni sindacali, che per indole sempre accetto, e delle diverse opinioni sul recente passato ( che comunque ha una sua ragione se analizziamo un po’ con serenità tutte le situazioni : non ci siamo divertiti a siglare alcuni accodi né tantomeno abbiamo avuto ritorni personali) mi piacerebbe sapere se nella lunga “prosa” si riescono a vedere le inversioni di tendenza.
Mi spiego meglio : è condiviso che i litri venduti in servito oggi costituiscono un “grande inganno” per tutti ? per il cliente, per il gestore intendo. Vorrei solo una risposta a questo, senza ricevere al solito le consuete considerazioni sugli accordi, sui sindacati ed i sindacalisti et.. I gestori vogliono correre qualche rischio ? O continuiamo nelle lamentazioni generali e nel foraggiare alcuni avvocati apparsi di recente solo perché hanno trovato un pascolo ?

Gestore Eni stufo.
Gestore Eni stufo.
Rispondi a  Roberto Timpani
1 anno fa

Il recente passato ha una sua ragione? Quale? la maggioranza delle gestioni è comunque alla fame, chi può (beato lui) scappa a gambe levate, la competitività che avremmo dovuto riconquistare in cambio di una riduzione del margine è svanita come neve al sole e potrei continuare. Credete davvero che senza certi accordi le gestioni si sarebbero trovate peggio? Cosa c’è di peggio di dover abbandonare per scarsa redditività?

franco
franco
Rispondi a  Roberto Timpani
1 anno fa

sig Roberto qualche anno fa parlando con un sindacalista ,chiesi se potevo andare oltre l’accordo essendo in sofferenza economica,mi a risposto stai attento che non lo puoi fare ,poi qualcuno mi ha aperto gli occhi e mi ha spiegato che in caso di sofferenza economica si disdetta l’accordo firmato e si applica il prezzo libero ,sono riuscito a sopravvivere grazie a questo over ,oggi che la compagnia mi ricatta aumentandomi il prezzo di fornitura ,non oso piu rivolgermi ai sindacati ,io purtroppo con il margine dell’accordo non ce la faccio a gestire il pv in modo ONESTO ,e ora preferisco affidarmi a un avvocato che almeno di sicuro fara i miei interessi ,dispiace parlare cosi ma non ho alternativa . se tu hai una soluzione puoi contattarmi per mail ma dubito che cio avvenga un saluto cordiali franco

Roberto Timpani
Roberto Timpani
Rispondi a  franco
1 anno fa

Caro Franco sono dispiaciuto della risposta che un sindacalista puo’ averti dato. Non sempre noi sindacalisti siamo all’altezza dei problemi. Succede spesso anche a me. I problemi sono a volte superiori alle nostre visioni del settore, a volte antistoriche e tardive, rispetto alla velocità dei mutamenti. Preciso che salvaguardare la propria famiglia anche con il cosiddetto “Over, di fronte alla arroganza del fornitore, mi sembra sempre ONESTO. Bisognerebbe chiedersi semmai se un fornitore in esclusiva sia ONESTO E LEALE con il gestore in difficoltà, alla faccia del CODICE ETICO che spesso ritroviamo nei loro contratti.

franco
franco
Rispondi a  Roberto Timpani
1 anno fa

sig Roberto grazie della risposta ,ora sto subendo da parte di Eni un over di 4 cents perche ho osato uscire dall’accordo oramai scaduto ,prima di rivorgrmi ad un legale voi come associazione sindacale avete una soluzione al problema ? grazie un saluto

fw14
fw14
1 anno fa

Ciao Roberto sono Garau Gabriele
quella che ho inserito non e’ una sterile polemica fine a se stessa
ma un dato di fatto le gestioni sono alla fame al caos piu’ totale
sulla fattura elettronica e ancora non sappiamo a quanto ammonta
l’aumento dei costi, la concorrenza ifrabrend e spietata i margini
sono ridicoli
Da questo dato di fatto ritengo che i gestori si siano gia’ fatti
carico del rischio di impresa
un’ impresa che viaggia con il freno a mano tirato in virtu’
del fatto che NON SI RISPETTANO LE LEGGI DEL LIBERO MERCATO
e parlo di concorrenza sleale posizione dominante…
Solo il paradosso di autoconcorrenziarsi tra self e servito
con una riduzione di margine e inconcepibile
il gestore proprietario della merce unica figura a determinare
il prezzo finale e stato immobilizzato in una spirale di ricatti
di prezzi iniqui di forbice tra servito e self inconcepibili
e insostenibili
da questo nasce questa contestazione
mi sembra piu’ che sufficiente.
sono daccordo sugli avvocati al pascolo
ma gli avvocati sono stati l’unico strumento valido a sostituire
un sindacato che invece di vigilare e contrastare ha sonnecchiato
episodi eclatanti one to one illegale ecc ecc
questo non e’ un attacco a te Roberto che ritengo estramente
corretto e per certi aspetti coraggioso ad affrontare questo
confronto
Quello che le sigle stanno facendo con un decennio di ritardo
e un passetto rispetto alla montagna da attraversare
un saluto

Franco
Franco
Rispondi a  fw14
1 anno fa

Analisi perfetta, purtroppo oggi per ottenere i propri diritti bisogna affidarsi ai legali,le tre associazioni di categoria non sono riuscite a proteggere la parte debole (gestore) ora non vi crede più nessuno. L’accordo 2014 scaduto da tempo ci ha rovinati, ma tanto siamo noi gestori che subiamo umiliazioni continue, spero che qualcosa cambi… Saluti franco

RobTimp
RobTimp
Rispondi a  fw14
1 anno fa

Ma io non prendo mai nulla sul piano personale. Il dibattito, se condotto senza offese, aiuta tutti e me in particolare a muoversi o in una direzione o in una altra. Forse meglio di tante assemblee. Anche noi abhiamo cambiato pelle iniziando pratiche legali con avvocati di fiducia , sotto il nostro controllo. La nostra è una categoria particolare alla quale sono legato profondamente e da anni combattiamo contro le forze piu potenti : i petrolieri prima , oggi le banche e i fondi di investimento come per api e per i nuovi padroni degli impianti esso. Sto cercando solo di immaginare come far sentire il nostro ruolo in questa drammatica situazione. Soluzioni che non siano lo sciopero o il blocco dei depositi o scendere in piazza come i gilet gialli o buttare la benzina in strada come i pastori sardi. Non perche non mi piacciano queste iniziative ma temo il loro scarso siccesso

DIEGO
DIEGO
1 anno fa

A Timpani, buoni propositi, condivisibili anche se non tutti, base per una nuova stagione sindacale…forse… si forse perchè se vi girate indietro non avete più l’esercito, primo perchè siamo rimasti in pochi, secondo perchè non siete più credibili ecc. ecc. Sono passati 19 anni dal momento che, secondo me è cominciato il declino della Vs. attività sindacale e di conseguenza della nostra dignità di essere Gestori. E non dite che non avete avuto da parte Ns. segnali di allarme, grida di aiuto, critiche a volte rozze, offensive (non condivisibili) ma che volevano dire che eravamo in difficoltà, oggi invece alla disperazione, a causa di una attività sindacale non era più a passo con i tempi e oggi lo è ancora meno. Quindi non lamentatevi se c’è chi si defila dal Sindacato. è solo colpa Vs…….potrei continuare ma non serve. Ora, secondo me, dovete prima fare un bagno di umiltà e chiederci scusa per poter recuperare, forse, la Ns. fiducia.
Comunque e da darle atto che non è la prima volta che Lei scrive qui mettendoci la faccia accettando la discussione.

mauro
mauro
1 anno fa

Vorrei dire a Roberto Timpani, affinché lo sciopero riesca si devono creare interessi veri per i gestori,ossia in modo particolare il margine,si devono mettere le cifre nei volantini di sciopero far capire ai gestori che finalmente si lotta per vivere deggnamente,mettete che chiedaiamo 7 centesimi a litro è vedrete che lo sciopero sarà totale,non giochiamo più. QUINDI INSERIAMO LE CIFRE IN CHIARO I GESTORI NON SONO CRETINI.

giacomo
giacomo
1 anno fa

Carissimo Timpani Roberto Perché non dite mai che come e scritto nel portale dell’osservatorio prezzi che il gestore è il responsabile dei prezzi praticati e spetta a lui e solo a lui il prezzo finale e con gli accordi avete dato alle petrolifere il piacere di vessare i gestori a praticare prezzi decisi da loro solo perché ti fanno firmare un pezzo di carta che in teoria non ha valore. Quel pezzo di carta è stato estorto e ti consiglio di leggere cosa dice il codice civile su quanto riguarda gli accordi presi quando una delle parti in questo caso il GESTORE e stato costretto alla firma .

Roberto Timpani
Roberto Timpani
Rispondi a  giacomo
1 anno fa

Caro Giacomo, sulla mia piccola scrivania una copia del codice civile c’è sempre. E se non l’avessimo avuta non avremmo potuto rispolverare una vecchia legge del 98 sulla quale ormai molti avvocati stanno dicendo che è una loro vittoria. Fino a poco tempo fa nessuno conosceva la legge sulla dipendenza economica . Ed ora come al solito, nelle vittorie nelle sedi giudiziarie molti sono i padri, come di converso le sconfitte sono tristemente orfane. Il punto è : dobbiamo continuare nelle aule di giustizia pregando che un giudice qualsiasi prenda a cuore la situazione – sempre ipotizzando la estrema imparzialità del soggetto giudicante ovvio – oppure muoverci anche parallelamente in modo diverso ? Con alcuni operatori privati le prime vittorie sui pezzi di carta firmati dai gestori oppressi già ci sono. E il codice civile ci accompagna, anche di notte.

giacomo
giacomo
Rispondi a  Roberto Timpani
1 anno fa

Caro Roberto
con grande amarezza vedo che non hai proferito parola riguardo la situazione prezzi decisi sempre dalle compagnie ( o vogliamo chiamarle MAFIE) no non e il caso perché perlomeno i mafiosi se dicono una cosa e quella questi non mantengono la parola nemmeno se e scritta visto che nel famoso accordo era scritto che il differenziale era al massimo di 8 cent e voi col vostro assordante silenzio avete permesso a questi affamatori di fare ciò che vogliono. Cominciate a disdire l’accordo a cominciare dal prezzo già come avevate fatto nel precedente e denunciate all’antitrust la porcata del più servito con il quale guadagnano anzi rubano sulle spalle dei gestori.
Ciao Roberto spero che queste mie parole ti facciano riflettere e pensare che i gestori non sono persone da sfruttare come bestie .Forse se ci facciano rappresentare dalle associazioni animaliste ci prendono un po più a cuore.

Roberto Timpani
Roberto Timpani
Rispondi a  giacomo
1 anno fa

Sono totalmente d’accordo con te. L’iniziativa della sospensione del prezzo del servito – comunque la vogliamo chiamare – si innesta nel ragionamento che tu hai fatto. Io vorrei chiamarla – magari con conferenze stampa, con qualche associazione dei consumatori in buona fede, con altre azioni dirette a risvegliare il Ministero etcc.. “Il Grande Inganno”, centrando la posizione sul fatto che oggi, dal novembre del 2012, le quotazioni nazionali messe a confronto con quelle europee per valutare il cosiddetto “stacco Italia” si fanno solo sul prezzo medio self. E su questo prezzo medio self italiano emerge il profitto del fornitore. Il resto è appunto speculazione. Ma siamo appena all’inizio..

anonimo
anonimo
Rispondi a  Roberto Timpani
1 anno fa

Sig.Roberto,
è scoraggiante e ci lascia sconcertati sentire adesso da Lei che la categoria dei gestori si trova al punto di non ritorno dopo anni in cui le petrolifere hanno fatto di tutto per sconquassare le gestioni non rispettando gli accordi sottoscritti.
Da parte del sindacato fare diffide e aprire tavoli di confronto, lo sapevate molto bene, non è servito a nulla.
E’ servito solo alle compagnie che hanno indotto alla rovina molto gestioni e al suicidio di alcuni gestori.
Nessuno di Voi sindacalisti ha denunciato via radio, tv,tg o altro la scomparsa di questi nostri colleghi diventando complici di chi li ha indotti a questo gesto estremo.
Di questo il sindacato si deve vergognare.

A proposito della difesa dei vostri associati con avvocati da voi controllati :quali sono?
Come mai i tentativi fatti delle 3 sigle sindacali per creare un ufficio legale unico per la difesa dei gestori oppressi dalle C.petrolifere sono sempre falliti?
Forse sarebbe stato troppo offrire al gestore un servizio così efficace, le petrolifere non l’avrebbero gradito.
Se così non è per quale altro motivo?
Avete preferito che molti gestori si rivolgessero a legali che molto spesso non conoscevano il gestore e che si sono rivelati successivamente molto sensibili alle lusinghe delle petrolifere
Molti gestori,sig.Timpani, hanno perso le cause e sono stati indotti alla rovina per mancanza di conoscenza del settore.

Mi può chiarire i seguenti concetti:
Perchè avete inserito nei contratti il “Prezzo Massimo”quando la legge sulla tutela della concorrenza e del mercato vieta di :
-fissare direttamente o indirettamente i prezzi d’acquisto o di vendita ovvero altre condizioni contrattuali?
Perchè è stato permesso alle petrolifere anche di :
applicare nei rapporti commerciali con altri contraenti condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti,così da determinare per essi ingiustificati svantaggi nella concorrenza?
Poi perchè si permette alle compagnie di fare pagare ai gestori affitti per i bar siti all’interno delle stazioni di servizio non in percentuali sui corrispettivi come previsto dagli accordi interprofessionali ma in valore assoluto?

Grazie per il riscontro.