Accise, cresce l’attesa nel settore carburanti per la nuova proroga del taglio

L’attuale riduzione, introdotta con il decreto “Carburanti ter”, resterà infatti in vigore fino a domenica compresa. Da lunedì 11  dovrebbe invece entrare in scena il nuovo decreto interministeriale Mef-Mase, chiamato ad attuare il meccanismo previsto dalla normativa del 2007 sull’accisa mobile.

Al momento, però, il provvedimento non risulta ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Una situazione che sta generando inevitabile tensione tra operatori, compagnie e gestori, soprattutto considerando la delicatezza del momento e la volatilità del mercato petrolifero internazionale.

Il decreto era stato anticipato dal Governo nella relazione illustrativa del DL Carburanti ter, inizialmente presentato alla Camera e successivamente trasferito al Senato. Nonostante questo, a poche ore dalla scadenza delle attuali aliquote, il testo ufficiale non è ancora comparso.

Secondo quanto riportato da Staffetta Quotidiana, il Ministero dell’Economia avrebbe comunque rassicurato gli operatori, assicurando che il provvedimento verrà emanato in tempo utile per consentirne l’entrata in vigore da lunedì.

Resta però evidente il clima di incertezza che continua a caratterizzare il settore. Perché, ancora una volta, gestori e operatori si trovano a dover affrontare modifiche fiscali e operative praticamente a ridosso della loro applicazione concreta.

Una situazione che rischia di creare ulteriori difficoltà nella gestione dei prezzi e delle scorte, soprattutto dopo le polemiche già emerse nelle settimane scorse sul tema delle accise pagate anticipatamente dai gestori e sull’assenza di meccanismi di compensazione immediata.

Nel frattempo il mercato continua a muoversi in equilibrio precario, con quotazioni internazionali ancora fortemente influenzate dalle tensioni geopolitiche e dalla situazione nello stretto di Hormuz.

E mentre il Governo prepara il nuovo intervento fiscale, il settore aspetta soprattutto una risposta chiara e stabile. Perché il problema non è soltanto la proroga in sé, ma l’impressione sempre più diffusa di una gestione emergenziale permanente.

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