Benzinaio ucciso durante una rapina a Tor San Lorenzo. Lascia moglie e due figli

Una tragedia inaccettabile, che scuote nel profondo il mondo dei gestori carburanti e dell’intera comunità. È morto accoltellato mentre stava lavorando, Nahid Miah, 35 anni, dipendente di una stazione di servizio a Tor San Lorenzo, frazione del comune di Ardea. Vittima di una brutale rapina, Nahid lascia la moglie e due figli piccoli. Un omicidio vile, che riporta al centro dell’attenzione la totale esposizione e vulnerabilità di chi ogni giorno lavora in prima linea, spesso senza tutele adeguate.

L’aggressione è avvenuta poco prima di mezzogiorno, martedì 27 maggio. Due malviventi a bordo di una moto hanno fatto irruzione nell’area di servizio Toil in via delle Pinete, assalendo il gabbiotto dove si trovava il benzinaio. Secondo le prime ricostruzioni, Nahid avrebbe tentato di reagire: uno dei rapinatori lo ha colpito con un coltello al torace. I soccorsi sono stati immediati, compresa l’attivazione di un’eliambulanza per trasportarlo d’urgenza a Roma. Ma per il giovane padre non c’è stato nulla da fare.

I due aggressori sono fuggiti in moto, portando via un bottino irrisorio, forse qualche centinaio di euro. Ma il prezzo pagato è stato altissimo. Sul posto, oltre al personale del 118, sono intervenuti i carabinieri del Nucleo investigativo e del Gruppo di Frascati, insieme al magistrato di turno della Procura di Velletri. L’area è stata transennata per le indagini. Le immagini delle telecamere di sorveglianza sono ora al vaglio degli inquirenti, che stanno cercando di risalire all’identità dei due fuggitivi.

L’impatto della tragedia è stato devastante anche per i familiari della vittima: la moglie e il fratello di Nahid, giunti poco dopo sul posto, sono stati colti da malore e ricoverati in ospedale.

Questo omicidio non può essere archiviato come un semplice fatto di cronaca. È l’ennesima dimostrazione di quanto la categoria dei gestori e dei dipendenti delle stazioni di servizio sia esposta, spesso lasciata sola a fronteggiare pericoli concreti, in zone isolate e con orari che li rendono facili bersagli di bande criminali.

Lavorare non può significare rischiare la vita.

Serve un intervento immediato delle istituzioni per rafforzare le misure di sicurezza nelle aree di servizio, con sistemi di videosorveglianza più avanzati, presidi mobili di forze dell’ordine, e, soprattutto, una reale attenzione alla sicurezza di chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale alla collettività.

Alla famiglia di Nahid Miah va l’abbraccio commosso di tutta la categoria. La sua morte non può e non deve rimanere impunita, né essere dimenticata.

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Giancarlo
Giancarlo
10 mesi fa

Povero ragazzo, le mie sentite condoglianze alla famiglia. Redazione, promuovete una raccolta fondi per la sua famiglia.

Tony
Tony
10 mesi fa

Ormai la morte di un povero benzinaio non fa più notizia.
Dove ci siamo ridotti questo è dato dalla non reciproca collaborazione fra gestori ogniuno pensa per se non ci sta’ unione quando manca questa …..

franco
franco
10 mesi fa

la cosa assurda e’ che quando gli spari vai a processo per eccesso di legittima difesa..poi pero’ loro ti ammazzano per 4 soldi e la fanno pure franca..io una coltellata me la sono gia’ beccato..e per fortuna sono qui a raccontarlo..