ILLEGALITA’ E CARBURANTI: PROVVEDIMENTO ANTIMAFIA CHIUDE L’INTERA RETE A MARCHIO EWA.
ENNESIMA CONFERMA DI UN FENOMENO DIFFUSO, CHE UNISCE FRODE ALLO STATO, SFRUTTAMENTO DEL LAVORO E CARBURANTI ADULTERATI.
URGENTE VARARE IL DDL GOVERNATIVO DI RIFORMA VOLTO AD ESPELLERE OPERATORI DISONESTI E TUTELARE LAVORATORI E CONSUMATORI.
# Comunicato stampa congiunto di Faib Confesercenti e Fegica del 4.9.2025 # Secondo le notizie diffuse dalla stampa, gli oltre 200 impianti di tutta Italia a marchio EWA e SINERGY, di proprietà PENTA PETROLI, sono destinatari di un provvedimento di interdittiva antimafia della Prefettura di Milano, ora soggetti progressivamente alla chiusura immediata.
Si tratta -rilevano le Organizzazioni di categoria dei Gestori, Faib Confesercenti e Fegica- dell’ennesima, plateale conferma del livello di illegalità che sta soffocando un intero settore, fondamentale per la mobilità dei cittadini e del trasporto dei beni.
Un settore -ricordano i sindacati in una nota congiunta- collocato al primo posto per contributo al Bilancio dello Stato, con i suoi 39 miliardi di gettito erariale annuo.
Un fenomeno assai diffuso ed in continua crescita grazie, soprattutto, all’allentamento delle maglie regolatorie, avvenuto progressivamente in oltre vent’anni di deregolamentazione, che hanno consentito l’ingresso incontrollato di migliaia di operatori, inquinando ogni livello della filiera: dall’importazione, alla distribuzione, passando per stoccaggio e logistica.
Deregolamentazione davvero incauta (si è mai vista una Banca che lascia libero accesso alla propria cassaforte per effettuare i prelievi, facendo semmai controlli ex post e a “babbo morto”?) e che, come dimostrano i provvedimenti emessi negli anni dalle numerose autorità giudiziarie -che pure non riescono a stare dietro alle continue violazioni- anche nello stesso caso di EWA, mettono insieme, non casualmente, la frode ai danni dello Stato, lo sfruttamento del lavoro e la qualità edulcorata dei carburanti.
Con il risultato solo in apparenza paradossale -prosegue il comunicato- di ottenere un mercato ancor meno efficiente, in cui viene premiato chi ottiene consistenti vantaggi -economici, finanziari e competitivi- dalla violazione delle norme fiscali, contributive, sulla sicurezza e sulla qualità dei prodotti, che può in parte riversare su prezzi al pubblico più appetibili.
E’ per questo che i Gestori e le loro Organizzazioni -conclude la nota di Faib e Fegica- colgono tale occasione per sollecitare il Governo ed il Mimit in particolare, a superare le residue resistenze di parte dei proprietari degli impianti, ormai motivate solo da irrisori interessi di bottega, e dare finalmente alla luce il ddl di riforma complessiva del settore che restituisca certezze e garanzie agli operatori che rispettano le leggi, al centinaio di lavoratori impiegati ed ai milioni di consumatori che, ogni giorno, riforniscono le proprie auto.

Che vergogna!