Prezzi alla pompa, il pendolare scopre ciò che il settore sa da anni. Agip per il gironalista esiste ancora

C’è voluta la pazienza di un pendolare, qualche foto al distributore e un confronto tra Albenga e Savona per arrivare alla grande rivelazione: i prezzi dei carburanti non sono uguali ovunque. Anzi, a volte cambiano anche di oltre dieci centesimi tra due città vicine. Notizia shock. Titoli pronti. Stupore generale. E pensare che quel differenziale c’è anche tra gli impianti della stessa città. Ma troppo difficile da scoprire

Nel frattempo, chi lavora nella rete carburanti lo sa da sempre: i prezzi non li decide il gestore, non sono casuali e soprattutto non hanno nulla di misterioso. Esistono da anni le famose micro-aree, le zone battagliate, quelle centrali, quelle di passaggio, quelle “spremibili”. Solo che quando lo dici da dentro il settore sembri lamentoso. Quando lo scopre un pendolare diventa un caso.

Ma il vero capolavoro dell’articolo oltre al divario del prezzo è il viaggio nel tempo. Si parla tranquillamente di Agip, come se fossimo ancora negli anni Novanta. Peccato che Agip prima sia diventata Eni e poi, da un bel po’, Enilive. Dettaglio? No. Quando si parla di carburanti, evidentemente, pochi possono permettersi di essere aggiornati. Anche chi ne scrive.

Nel frattempo il lettore scopre che a Savona il gasolio costa meno che ad Albenga. E si chiede perché. La risposta ufficiale è sempre la stessa: “sono le regole del mercato”. Una formula magica che va bene per tutto. Prezzi più alti? Mercato. Prezzi più bassi? Mercato. Differenze nella stessa compagnia? Sempre mercato. Fine del ragionamento.

Peccato che il mercato, guarda caso, colpisca sempre allo stesso modo: il consumatore paga di più e il gestore ci mette la faccia.

Già, perché mentre si discute di centesimi, si butta lì un altro dato, quasi per caso: un gestore con servizio incassa circa 50 euro lordi ogni mille litri. Lordi. Cioè prima di personale, bollette, manutenzione, orari impossibili e responsabilità. Tradotto: il servizio costa, ma non rende a chi lo fa. Però rende abbastanza a monte da giustificare differenziali sempre più ampi.

E così si arriva al paradosso finale. Si racconta che il servito costa di più perché c’è il gestore. Ma il margine intero del differenziale non va al gestore. Va alla compagnia. Il gestore resta con il cliente che si lamenta e con i conti che non tornano. Un sistema perfetto: chi decide il prezzo non lo spiega, chi lo espone si prende gli insulti.

Alla fine l’articolo chiude con una morale rassicurante: il consumatore è in difficoltà, il benzinaio pure, i prezzi sono alti. Tutto vero. Ma manca sempre un pezzo. Nessuno si chiede perché, negli anni, il differenziale tra self e servito sia passato da pochi centesimi a oltre venti, quando va bene. Nessuno si chiede chi abbia davvero guadagnato da questa “evoluzione”.

Però tranquilli. La prossima grande scoperta potrebbe essere che il prezzo cambia anche tra un lato e l’altro della strada. O che Agip, incredibilmente, non esiste più.

Nel settore carburanti, si sa, pochi se lo possono permettere: guidare, pagare e anche raccontarlo con cognizione di causa.

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franco
franco
5 mesi fa

50 euro ogni mille litri? magari, in realtà sono di meno

SALVATORE
SALVATORE
5 mesi fa

Siamo sempre a fare i soliti discorsi, e che tutte le volte si tenta di fare un ragionamento e dare una risposta a questo problema che questo settore ha da tempo immemorabile , e una risposta non c’è!!!! , in quanto questi delle compagnie in questo paese fanno i Cazzi loro e questo lo dimostra il fatto che è sotto gli occhi di tutti che cosa è la distribuzione carburanti…. e non sto a fare tutto l’elenco che ben conosciamo, in quanto prendiamo ad esempio le chiusure degli impianti, il lavoro in subappalto, il mancato riconoscimento della figura e dei margini ai gestori e via discorrendo. A questi delle compagnie gli è stato concesso di fare tutto ciò che volevano ed ora ci si meraviglia ???? Costoro sanno molto bene come esercitare il potere e quindi concludo dicendo che dove non ci sono le regole o leggi….c’è solo la legge della Giungla???