In un contesto ancora segnato da forti tensioni internazionali e da una persistente instabilità dei mercati energetici, arriva un appello al Governo affinché venga valutata con attenzione la proroga del decreto di riduzione delle accise sui carburanti.
La richiesta, avanzata dai vertici di Figisc Confcommercio, si inserisce in una fase in cui il sistema economico nazionale continua a risentire degli effetti del caro energia e delle dinamiche geopolitiche.
Nella comunicazione inviata all’Esecutivo si sottolinea come la misura adottata dal Governo sia stata introdotta “in una fase di forte instabilità dei mercati energetici internazionali” e come, alla luce del perdurare di tale contesto, sia opportuno “valutare con attenzione l’ipotesi di una proroga del provvedimento, al fine di evitare effetti negativi sull’intero sistema economico nazionale”.
Il tema, viene evidenziato con chiarezza, non riguarda soltanto il costo del rifornimento per cittadini e famiglie, ma coinvolge l’intero sistema produttivo. Nella lettera si legge infatti che “il tema non riguarda soltanto il costo del rifornimento per cittadini e famiglie, ma investe in modo ben più ampio la tenuta della mobilità ordinaria, la sostenibilità del trasporto merci, la distribuzione commerciale, la logistica e, più in generale, la competitività delle attività produttive e dei servizi”.
Un passaggio che evidenzia come il prezzo dei carburanti rappresenti un elemento centrale per il funzionamento dell’economia, ben oltre il semplice impatto diretto sui consumatori.
Secondo Figisc, un’eventuale interruzione della misura rischierebbe di produrre effetti a catena su tutto il sistema. Nella comunicazione si sottolinea infatti che “in un contesto già caratterizzato da tensioni sui costi dell’energia e delle materie prime, un rapido venir meno della misura rischierebbe di tradursi in un ulteriore appesantimento dei costi di funzionamento del Paese, con inevitabili ricadute su prezzi al consumo, costi di approvvigionamento, distribuzione delle merci, filiere produttive e potere d’acquisto delle famiglie”.
Da qui la richiesta di un intervento prudenziale, almeno in questa fase ancora incerta. L’associazione evidenzia come “una eventuale proroga temporanea e monitorata del decreto possa rappresentare, in questa fase, non soltanto un segnale di attenzione verso la mobilità quotidiana dei cittadini, ma soprattutto una misura di cautela economica a tutela della circolazione delle merci, della continuità operativa delle imprese e della stabilità complessiva del mercato interno”.
La posizione espressa non ignora il tema della sostenibilità dei conti pubblici, ma invita a considerare anche gli effetti indiretti. “Siamo ben consapevoli che ogni intervento in materia fiscale debba essere valutato con equilibrio e responsabilità”, si legge nella nota, “tuttavia appare necessario considerare il costo economico indiretto che potrebbe derivare da un repentino ritorno a condizioni di piena pressione fiscale sui carburanti”.
In conclusione, Figisc chiede esplicitamente al Governo di mantenere un approccio prudente, valutando una proroga almeno fino al consolidarsi di un quadro internazionale più stabile. L’obiettivo è chiaro: evitare che la fine della misura si traduca in un ulteriore shock per un sistema economico già sotto pressione.

Calare le accise in modo indiscriminato è una cazzata ,le accise andrebbero calate al mondo produttivo a patto ,a patto di un blocco dei listini .IO calo l accise, tu mi depositi il listino ,Calare l accisa in modo indiscriminato vantaggia ancora una volta le compagnie, Sindacato devono bloccare tutti i listini e poi scatenare la GdF