Cinque distributori di carburante nel viterbese cambiano proprietà e finiscono sotto la bandiera di una società svizzera

La notizia è di quelle che fanno discutere: la CMG Groups, con sede principale a Lugano (Svizzera) e sede secondaria ad Avellino, ha acquisito cinque impianti a seguito della cessione del ramo aziendale di due società campane, la Penta Petroli srl e la Synergy srl, entrambe di Marcianise (Caserta).

Quattro degli impianti interessati dalla cessione si trovano in pieno territorio urbano, mentre il quinto sorge sulla superstrada. Nel dettaglio, tre distributori appartenevano alla Penta Petroli srl, mentre altri due erano di Synergy srl.

Ma la vicenda si inserisce in un contesto ben più complesso: solo poche settimane fa, proprio la Penta Petroli srl è finita nel mirino della Guardia di Finanza di Caserta per un presunto giro di fatture false. Secondo le accuse degli inquirenti, il sistema avrebbe consentito di evadere oltre 200 mila euro di imposte, permettendo la vendita di carburante a prezzi più bassi e garantendo così un vantaggio concorrenziale sul mercato. L’indagine, ancora in corso, ha già portato a un sequestro preventivo di beni e liquidità per oltre 112 milioni di euro.

Con il passaggio alla CMG Groups, si apre un nuovo scenario per i distributori coinvolti e per la rete viterbese in generale. Da un lato, si auspica una maggiore regolarità nella gestione degli impianti e nelle pratiche commerciali, dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto la vecchia proprietà. Dall’altro, resta da capire come verrà impostata la politica di prezzo e di servizio da parte della nuova società, considerando la provenienza estera e le dinamiche di mercato attuali.

Per i gestori, si ripropone il tema della trasparenza e della correttezza nelle operazioni di filiera, con la speranza che vicende giudiziarie come quella che ha colpito la Penta Petroli non si ripetano, a tutela della legalità e della concorrenza leale.

Un segnale, quello della crescente presenza di soggetti stranieri nella proprietà degli impianti, che testimonia come il mercato dei carburanti italiano sia sempre più terreno di acquisizioni, ristrutturazioni e (purtroppo) di rischi collegati alle operazioni opache che minano la credibilità dell’intero settore.

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