DDL carburanti in CDM: una significativa vittoria dei Gestori conquistata a tutto il settore e agli automobilisti Italiani

Dopo essere stati vilipesi e additati alla pubblica opinione come dei “furbetti” e i veri ed unici responsabili delle speculazioni e dei prezzi dei carburanti più alti d’Europa; dopo essere stati, soli, ad esercitare per oltre tre anni e mezzo sollecitazioni, pressioni, appelli di ogni genere; dopo un infinito numero di riunioni ministeriali rese sistematicamente inutili da mille strumentali ostacoli frapposti e veti più o meno confessabili; malgrado le incertezze e l’inerzia che hanno tenuto nei cassetti del Mimit un testo già pronto da mesi; oggi, finalmente, i Gestori italiani possono salutare con soddisfazione l’approvazione in CdM del cosiddetto “ddl carburanti”, inserito integralmente all’interno del ddl concorrenza.

Si tratta di un successo politico che una categoria di lavoratori e di piccolissime imprese hanno saputo conquistare all’intero settore della distribuzione carburanti.

Un settore che pure ha al proprio interno la lobby più potente per antonomasia, operatori ben più strutturati e importanti, come le compagnie petrolifere, che saranno -ove fossero capaci- le prime a usufruire di nuove regole ben definite per contrastare l’illegalità diffusa e razionalizzare una rete di impianti di loro proprietà, al momento e da decenni, la più inefficiente d’Europa.

Con ciò, rendendo possibile creare condizioni strutturali di cui beneficeranno l’intero Paese e gli automobilisti, sia in termini di contenimento dei prezzi, che di qualità e controllo dei servizi offerti.

E tutto questo, senza che da questo provvedimento ne scaturisca alcun beneficio economico per i Gestori: nessun aumento di “stipendio”, nessun aumento del “margine” che è e continua a rimanere schiacciato da uno squilibrio contrattuale di cui si avvantaggiano solo i titolari degli impianti.

Eppure i Gestori intendono, in questo modo, dare un segnale a tutto il mondo del lavoro: senza regole, non ci può essere una equa retribuzione del lavoro, né giustizia sociale, né tantomeno una seria lotta a precariato e caporalato.

Sia chiaro, non esiste la bacchetta magica e pure questo ddl -se e quando riuscirà a superare le imboscate che, con ogni probabilità, lo attendono in Parlamento- è solo parzialmente adeguato a rispondere alle questioni drammatiche in cui versa il settore dopo decenni di deregolamentazione ad ogni livello e di assenza della Politica.

Ed è per questo che la categoria riconosce alla Presidenza del Consiglio il merito di aver avviato un percorso che, una volta tramutato in legge il ddl, dovrà essere costantemente monitorato in fase di applicazione.

Comunicato congiunto Faib-Fegica del 24.7.2026

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Kevin
Kevin
36 minuti fa

Si tutto bello, ma noi quanto guadagniamo? A me interessa solo questo, il resto è chiacchiere da bar. Lavoriamo per i soldi non per la gloria!