Carburanti, verso la proroga numero 16 del taglio alle accise: ipotesi altri 7-10 giorni

Il Governo torna a mettere mano allo sconto sul gasolio. Sul tavolo una riduzione di 10-12 centesimi al litro per accompagnare il passaggio ai nuovi aiuti mirati dal 1° ottobre. Ma sul bonus benzina da 150 euro resta ancora più di un’incognita.

Quello che doveva essere uno strumento temporaneo sta assumendo sempre più i contorni di una misura a puntate. Il Governo si prepara infatti a discutere l’ennesima proroga del taglio alle accise sui carburanti: sarebbe la numero 16 dall’inizio dell’emergenza. La misura precedente ha portato fino al 17 settembre la riduzione dell’accisa sul gasolio.

La questione dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri, ma – come ormai abbiamo imparato in questi mesi – importi, durata e modalità potrebbero cambiare fino all’ultimo momento.

Secondo le ipotesi circolate nelle ultime ore, si starebbe valutando di prolungare lo sconto sul gasolio per altri 7-10 giorni, con una riduzione che potrebbe attestarsi intorno ai 10-12 centesimi al litro. L’obiettivo sarebbe quello di costruire un ulteriore “ponte” verso il 1° ottobre, data dalla quale dovrebbero entrare in campo gli aiuti selettivi sui quali il Governo sta lavorando. Al momento, però, si tratta ancora di ipotesi e non di misure definitivamente approvate.

Il problema è ormai evidente.

Da mesi si tenta di uscire dal sistema generalizzato degli sconti sulle accise per passare ad aiuti maggiormente selettivi. Ma ogni volta che ci si avvicina alla scadenza, la difficoltà di definire platea, importi e soprattutto coperture finanziarie porta alla necessità di costruire un nuovo periodo transitorio.

Ed eccoci quindi alla possibile sedicesima proroga.

L’ultima estensione fino al 17 settembre era stata finanziata con circa 102 milioni di euro, mentre il credito d’imposta destinato agli autotrasportatori è stato esteso per tutto settembre.

Il nuovo intervento dovrebbe servire proprio a ridurre la distanza temporale tra la scadenza dell’attuale misura e l’eventuale partenza dei nuovi strumenti dal 1° ottobre.

Sempre che, naturalmente, per quella data siano effettivamente pronti.

È infatti sul futuro degli aiuti mirati che rimangono le maggiori incertezze.

Una delle ipotesi attualmente allo studio prevede un bonus da 150 euro, destinato negli ultimi tre mesi dell’anno ai lavoratori dipendenti e autonomi con reddito fino a 28.000 euro.

Secondo lo schema circolato, resterebbero esclusi i pensionati, mentre sarebbe ancora da definire la posizione dei dipendenti pubblici. Anche su questo fronte, tuttavia, non esiste ancora una decisione definitiva: servono una scelta politica e, soprattutto, l’individuazione delle necessarie coperture finanziarie.

Insomma, dopo mesi di annunci sul passaggio dagli sconti generalizzati agli interventi selettivi, il nuovo sistema continua a rimanere un cantiere aperto.

Il paradosso è che mentre si discute su come e quando ridurre gli aiuti, i prezzi alla pompa continuano a muoversi verso l’alto.

Gli ultimi dati disponibili indicano la benzina self a 2,120 euro al litro e il gasolio a 2,231 euro, mentre sulla rete autostradale si arriva rispettivamente a 2,212 e 2,313 euro al litro.

Ed è proprio la nuova accelerazione dei prezzi energetici ad aumentare la pressione sull’Esecutivo.

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel confronto a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio europeo António Costa, ha posto il tema dell’aumento dei prezzi dell’energia tra le questioni affrontate, chiedendo interventi a livello europeo a sostegno di cittadini e imprese.

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