Benzina E20, l’India accelera sulla transizione ma monta la rabbia dei consumatori

L’India, terzo mercato automobilistico al mondo, aveva fissato da tempo l’obiettivo di arrivare al 20% di etanolo entro il 2025. Ma nelle ultime settimane l’E20 è diventato praticamente l’unica opzione disponibile presso quasi tutte le stazioni di servizio del paese. Le vecchie miscele, come E5 ed E10, considerate più compatibili con i motori meno recenti, sono state quasi del tutto eliminate.

Il governo sostiene che l’E20 riduce le emissioni di carbonio, ammettendo però che nei veicoli più vecchi si possa verificare un “leggero” calo dell’efficienza.

Intanto però si trova ad affrontare una crescente ondata di proteste da parte degli automobilisti dopo l’introduzione su scala nazionale del carburante E20, miscela composta per il 20% da etanolo. La misura, parte della strategia del Primo Ministro Narendra Modi per favorire l’energia pulita e ridurre la dipendenza dal petrolio, sta però suscitando forti timori: soprattutto i proprietari di veicoli più datati temono effetti negativi su prestazioni ed efficienza.

La mancanza di alternative ha scatenato le proteste. Due gestori di stazioni di servizio a Lucknow hanno riferito a Reuters di aver smesso di fornire spiegazioni agli automobilisti:

“La gente ci insulta. Abbiamo deciso di non informare più nessuno”, ha raccontato un gestore, Ramesh Pandey.

Intanto, un ricorso di interesse pubblico contro la misura sarà discusso dalla Corte Suprema lunedì.

Il malcontento è alimentato anche dalle comunicazioni contrastanti delle case automobilistiche:

  • Skoda ha dichiarato che i modelli venduti prima di aprile 2020 “non sono stati valutati” per l’E20, mentre quelli successivi sarebbero compatibili.

  • Toyota ha parlato di una “modesta variazione” nell’efficienza dei consumi.

  • Renault inizialmente ha sconsigliato l’uso dell’E20 su una Triber del 2022, salvo poi correggere il tiro affermando che non ci sono “gravi problemi” per i modelli meno recenti.

  • Un controllo di Reuters ha mostrato che una Audi Q3 del 2023 raccomandava ancora E5/E10, mentre una Mahindra Scorpio 2024 riportava un avviso “SOLO BENZINA/E10”.

Molte aziende, tra cui Mahindra e Audi, non hanno risposto alle richieste di chiarimenti.

Il ministro del Petrolio Hardeep Singh Puri ha ribadito che il percorso verso l’etanolo è “inarrestabile” e ha accusato “lobby con interessi particolari” di voler creare confusione. Successivamente, lo stesso ministero ha ammesso che per alcuni veicoli più vecchi potrebbe rendersi necessaria la sostituzione di guarnizioni e parti in gomma, definendo l’intervento “semplice”.

Tra i consumatori regna però lo scetticismo. Il consulente tecnologico Ankur Thakur, 28 anni, ha reso virale sui social uno scambio di email con Renault, in cui inizialmente gli era stato sconsigliato l’E20 per la sua auto del 2022. Nonostante i successivi chiarimenti della casa francese, Thakur ha spiegato

“Voglio solo il carburante giusto per cui la mia auto è stata progettata”.

Per ora continua a fare rifornimento con una costosa benzina priva di etanolo, ancora reperibile in poche stazioni selezionate.

Il braccio di ferro tra automobilisti, case automobilistiche e governo sembra destinato a proseguire. Se da un lato l’E20 rappresenta un passo avanti per la decarbonizzazione, dall’altro la mancanza di chiarezza tecnica e di opzioni alternative rischia di trasformare la transizione ecologica in una crisi di fiducia tra consumatori e istituzioni.

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