Enilive, gestori autostradali allo stremo: FAIB e FEGICA chiedono un accordo urgente. «In ballo c’è la sopravvivenza delle imprese»

Margini economici fermi dal 2012, contenimento dei prezzi prorogato fino alla fine dell’anno e nessuna proposta concreta da parte dell’azienda. Le due Federazioni denunciano una situazione ormai insostenibile e avvertono: senza risposte, i gestori potrebbero essere costretti a intervenire sui prezzi al pubblico per salvaguardare le proprie attività.

La situazione dei gestori autostradali Enilive rischia di diventare esplosiva. Non soltanto per le conseguenze economiche dell’iniziativa commerciale di contenimento dei prezzi dei carburanti, ma soprattutto per una questione che si trascina ormai da quattordici anni: il mancato rinnovo delle condizioni economiche riconosciute alle imprese di gestione.

Con una comunicazione del 5 novembre 2026, indirizzata al dottor Marcellino Uva e, per conoscenza, al dottor Giorgio Sapienza, FAIB e FEGICA tornano a sollecitare Enilive affinché dia seguito agli impegni assunti durante l’incontro del 27 ottobre.

Le due Federazioni ricordano di aver chiesto all’azienda di intervenire con un accordo specifico per affrontare le difficoltà economiche determinate dall’adesione dei gestori all’iniziativa commerciale di contenimento dei prezzi al pubblico, che inizialmente avrebbe dovuto concludersi il 31 ottobre.

Nella lettera si ricorda inoltre che Enilive aveva rassicurato le Organizzazioni sulla volontà di presentare una nuova proposta economica, tenendo conto della rinuncia dei gestori ad applicare prezzi differenti da quelli consigliati.

Un passaggio tutt’altro che secondario. Perché, come sottolineano FAIB e FEGICA, la contrattazione economica nel settore autostradale è ferma dal 2012 e proprio questa situazione ha costretto numerosi gestori a cercare di recuperare attraverso il prezzo finale quella marginalità che gli accordi non garantiscono più.

Le Federazioni ricordano infatti che gli stessi gestori sono stati spinti a:

«quadrare i bilanci» (per non fallire) intervenendo direttamente sul prezzo finale praticato.

Una condizione che racconta meglio di qualsiasi altra considerazione quanto sia diventato difficile mantenere economicamente in vita un’impresa di gestione autostradale.

Nel frattempo, però, Enilive ha deciso di prorogare l’iniziativa commerciale fino al 31 dicembre 2026. Una decisione che, secondo le due Organizzazioni, non è stata accompagnata da un’adeguata e tempestiva comunicazione.

FAIB e FEGICA denunciano infatti la mancata informazione sulla proroga, arrivata soltanto dopo specifiche sollecitazioni e comunque con forte ritardo nel fine settimana tra ottobre e novembre.

Ma la questione più grave rimane l’assenza di una proposta economica concreta.

Nonostante le rassicurazioni ricevute, le Federazioni sottolineano che Enilive non ha ancora convocato una nuova riunione né sottoposto alle Organizzazioni una proposta sulla quale avviare il confronto negoziale.

Una situazione che sta alimentando un clima di crescente tensione, rispetto al quale non è più sufficiente richiamare il senso di responsabilità dei gestori.

Il passaggio più significativo della comunicazione riguarda proprio le condizioni nelle quali operano queste imprese:

«in ballo c’è la sopravvivenza stessa delle micro-imprese di gestione».

Le Federazioni ricordano che si tratta di attività chiamate a garantire un servizio pubblico con margini unitari compresi tra 5 e 6 centesimi al litro, fermi dal 2012, mentre i costi di gestione sono profondamente cambiati.

Nella comunicazione si parla espressamente di una situazione di:

«costante perdita economica, appena mitigata dall’andamento delle vendite».

È questo il vero nodo della questione. Un eventuale aumento dei volumi venduti, favorito anche dal contenimento dei prezzi, non può rappresentare la soluzione a uno squilibrio economico che ha ormai carattere strutturale.

E soprattutto non si può continuare a pretendere che siano sempre le imprese di gestione a farsi carico delle conseguenze delle iniziative commerciali decise dalle compagnie petrolifere.

Per questo FAIB e FEGICA lanciano un avvertimento preciso: in assenza di una proposta formale immediata, negoziabile nei criteri e negli importi, sarà necessario prendere atto dell’insostenibilità della situazione e valutare insieme ai gestori le iniziative necessarie per recuperare l’equilibrio dei conti economici, anche:

«agendo sul prezzo al pubblico».

Una prospettiva che le Federazioni non presentano come una scelta commerciale già assunta, ma come una possibile conseguenza dell’assenza di risposte da parte dell’azienda.

Il ragionamento è semplice: se si chiede ai gestori di rinunciare alla possibilità di recuperare marginalità attraverso il prezzo, occorre riconoscere loro condizioni economiche sufficienti a sostenere i costi dell’attività.

Diversamente, il rischio è quello di scaricare ancora una volta sulle imprese di gestione il peso di decisioni sulle quali non hanno alcun potere.

La comunicazione si conclude con la richiesta di un’urgentissima convocazione del tavolo negoziale e con un richiamo che riassume il senso dell’intera iniziativa sindacale:

«Le scriventi ritengono che sia di reciproco interesse passare dalle parole ai fatti».

Un messaggio chiaro, che non lascia molto spazio a ulteriori rinvii.

Perché il contenimento dei prezzi dei carburanti può certamente rappresentare un obiettivo condivisibile, soprattutto in un momento di difficoltà per famiglie e imprese. Ma non può essere realizzato sacrificando la sostenibilità economica di chi, ogni giorno, garantisce il servizio sulle autostrade italiane.

Dopo quattordici anni senza un rinnovo economico, i gestori non chiedono privilegi, ma condizioni che permettano loro di continuare a lavorare senza essere costretti a rimetterci.

Faib-Fegica vs Enilive – Criticità AdS autostradali – 5.11.2026

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