Rete carburanti, a proposito di rappresentatività

Staffetta Quotidiana – Parlando di rappresentatività delle sigle storiche delle organizzazioni nazionali dei gestori carburanti, Faib, Fegica e Figisc, un nodo che pare stia particolarmente a cuore ai cosiddetti “autoconvocati”, al punto da averne fatto oggetto di una specifica richiesta al sottosegretario Davide Crippa nell’incontro che hanno avuto con lui al Mise il 29 maggio , la prima domanda da porsi è quanti sono oggi questi gestori. E l’unico dato abbastanza certo da cui partire dovrebbe essere il numero dei punti vendita ancora in esercizio in Italia. Sul quale ci dovrebbe aiutare il fatto che, in base alla legge annuale sulla concorrenza del 2017, il 24 agosto 2018 è scaduto il termine entro cui i titolari di autorizzazione/concessione avevano l’obbligo di iscrivere i propri impianti stradali e autostradali all’apposita Anagrafe informatica e contestualmente di autocertificarne la compatibilità. In attesa che il Mise comunichi questo dato, per ora fa testo quello che appare a pag. 58 dell’ultima relazione annuale dell’Unione Petrolifera da cui emerge che al 1° gennaio 2018 gli impianti in esercizio erano circa 21.000 con un erogato medio complessivo di 1.367 metri cubi.

Partendo da questo numero quanti possono essere oggi i gestori carburanti? Un numero difficile da accertare tenuto conto che ormai molti di questi impianti fanno solo self-service o sono
completamente automatizzati, altri non hanno un gestore vero e proprio, altri sono gestiti dallo stesso titolare. Un calcolo quindi molto complicato e che la stessa UP non fa. Basti pensare che nel 2017 gli impianti dotati di self-service pre-pay e post-pay risultavano essere addirittura quasi 23.000.

Una risposta quindi problematica che a sua volta condiziona negativamente la risposta alla domanda su quanti siano gli iscritti a Faib, Fegica e Figisc. Da cui si vorrebbe trarne elementi di giudizio probanti al fine di valutare la loro reale consistenza associativa e la loro reale rappresentatività quando parlano anche con le istituzioni a nome dei gestori o firmano accordi per
nome e per conto loro. Accordi per di più che dovrebbero essere validi erga omnes nei confronti non solo dei gestori, ma anche delle compagnie e dei retisti e delle associazioni che a loro volta li rappresentano, in primis Unione Petrolifera e Assopetroli Assoenergia. Una risposta, tutto sommato, difficile da dare. Che riguarda però più che la rappresentatività il rapporto fiduciario che, a prescindere da quelli dei gestori, lega ogni sindacato ai propri associati. Un rapporto funzionale al modo in cui gli interessi della categoria vengono tutelati e gli accordi che vengono fatti portano buoni frutti e che viene costantemente verificato attraverso le emanazioni territoriali di queste tre sigle.

Se venisse meno, i segnali non mancherebbero come pure la necessità di correre ai ripari per evitare che lo scollamento tra le rappresentanze e i loro rappresentati arrivi a conseguenze estreme, quale appunto quello dell’abbandono delle tre sigle storiche e della nascita di nuove sigle. Uno scollamento che non può essere addebitato solo ad una presunta incapacità degli attuali vertici di ascoltare e interpretare gli umori degli associati, ma che è dovuto anche alla grave situazione in cui versa attualmente la distribuzione dei carburanti in Italia per una somma di complicati fattori (v. Staffetta 12/07). L’occasione, quindi, non per scappare ma, se mai, per chiedere una rivisitazione delle forme e degli strumenti in cui e con cui la rappresentatività è stata e viene esercitata dalle tre sigle, facendo tesoro e sfruttando meglio la somma di esperienza e di rapporti anche inter-associativi che è stata accumulata in tanti decenni di lavoro. Più che preoccuparsi di far verificare dal Mise la loro consistenza associativa, ci si dovrebbe preoccupare di metterle in condizione di svolgere meglio le loro funzioni nell’interesse non solo della categoria, ma di tutto il settore e anche della mobilità, di cui i gestori rimasti a presidiare le strade costituiscono ancora una “rete” importante.

Per gentile concessione di Staffetta Quotidiana 

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DIEGO
DIEGO
1 anno fa

nella parte finale si scrive……..”Più che preoccuparsi di far verificare dal Mise la loro consistenza associativa, ci si dovrebbe preoccupare di metterle in condizione di svolgere meglio le loro funzioni nell’interesse non solo della categoria, ma di tutto il settore e anche della mobilità, di cui i gestori rimasti a presidiare le strade costituiscono ancora una “rete” importante.”………………DOMANDA: ma chi è che li ha ostacolati nello svolgimento delle loro funzioni? Hanno fatto ciò che ritenevano meglio per la categoria, secondo loro, solo che in realtà non è stato il meglio. Oggi è più che mai è opportuno verificarne i numeri, cioè effettivamente quanti Gestori rappresentano i tre sindacati nazionali. Tutti, della filiera, devono farsene una ragione che i cosi detti autoconvocati, hanno già con le loro nuove sigle, quindi non più autoconvocati e basta. FATEVENE UNA RAGIONE!!!!!

anonimo
anonimo
Rispondi a  DIEGO
1 anno fa

io li ho trovati molto preparati ed alquanto pratici la triade se ne faccia una ragione.

Roberto Timpani
Roberto Timpani
Rispondi a  anonimo
1 anno fa

In verità mi pare che piu’ che noi se ne devono fare una ragione i gestori che hanno aderito alle nuove “sigle”. Non ho visto fino ad adesso una azione concreta, a parte alcuni “scioperi” poi prontamente revocati. Non credo che sia un problema di quanti sono e di quanti siamo – a parte che continuo a dire che se il “nemico” è il sindacato, la controparte – chiunque essa sia – se la ride serenamente , penso che sia un problema di affidabilità e credibilità. Noi non siamo piu’ affidabili e credibili per alcuni ?. Ne prendo atto . Ma le due sigle neonate, che hanno fatto per rendere concreti ed affidabili i loro proclami ?

anonimo
anonimo
Rispondi a  Roberto Timpani
1 anno fa

hanno x esempio spiegato il trucco messo in atto dall ip ad inizio anno ca il conguaglio dell area+,poi il trucco del conguaglio dell area + che chiudono il mese il 28,come le compagnie telefoniche,l obiettivo delle banche debitrici di api che ci spremono come i limoni x fare utili e rientrare xpoter piazzare api o in borsa o venderla ad un fondo capisci timpani che il problema non è fare 1g di sciopero che li facciamo ridere come ride il governo x i nuovi adempimenti fiscali bisogna essere decisi di lasciare gli impianti.l eni che è un pò meglio dell ip nè sta giò cercando,qualcuno può essere fisiologico ma di più diventa un gran problema.

Massimo Fegica
Massimo Fegica
Rispondi a  anonimo
1 anno fa

Se questo è fare sindacato anche io che ho due figli mi posso definire Mary Poppins. Siamo seri vi prego. La realtà e che con l’appoggio di vecchi mestieranti si sta cercando di far credere ai poveri colleghi che la situazione odierna sia responsabilità di quelli che hanno cercato (anche sbagliando) di salvare il salvabile e che non avevano come controparte poteri che sono talmente forti da far impallidire qualsiasi associazione con alle spalle il miglior esercito possibile.
Mi piacerebbe poter promettere un guadagno di 10 centesimi al litro ed un contratto che prevede una durata ventennale con 60 giorni di vacanza. Ma non sarei ne serio ne onesto.
La realtà che ci accompagna è ben diversa e chi fa questo tipo di propaganda non solo danneggia la rappresentanza ma rafforza la nostra controparte (che non ha proprio bisogno di questo ulteriore regalo).
Sappiamo bene quali siano i giochini fatti alle spalle dei gestori, e gli accordi (se rispettati e prima ancora conosciuti) sono il primo strumento per evitarli. Gli stessi accordi sono la misura compromissoria volta ad arginare lo strapotere di chi non ha ne conoscenza ne coscienza.
Se in questi anni non hanno svolto la loro funzione e non sono stati rinnovati non è solo colpa della rappresentanza che li ha sottoscritti.
Che senso ha oggi l’eliminazione del prezzo massimo quando le aziende in barba ad ogni regolamentazione ricattano il gestore con la leva del prezzo fuori mercato?? Proprio il prezzo massimo aveva come funzione il rispetto del mercato demandando la responsabilità del suo prezzo alla compagnia.
Divago nei ragionamenti ma l’argomento oltre ad appassionarmi andrebbe anche spiegato ad una platea che si dice preparata ma con tutta evidenza non lo è. Ed è purtroppo a quella gente che il “nuovo” si rivolge…

Gestore Eni
Gestore Eni
Rispondi a  Massimo Fegica
1 anno fa

Ecco, la possibilità di fissare il prezzo di vendita. In nome di cosa è stata ceduta, e con quali garanzie? Nessuna. Quando i sindacati scrivono di poca lungimiranza degli attori del settore, forse dovrebbero anche riflettere sui propri errori e comunque concordo appieno sul fatto che sarebbe ora di conoscere su quali numeri i sindacati basano la loro rappresentatività, ma pare che siano più segreti dei codici di lancio dei missili nucleari.

Massimo Fegica
Massimo Fegica
Rispondi a  Gestore Eni
1 anno fa

Intanto, che io sappia, non c’è un gestore in Italia ad essere stato allontanato dall’impianto per la violazione del prezzo massimo. Io stesso sono stato e ancora oggi sono fuori prezzo massimo e ricevo solo le letterine di circostanza a cui manco più rispondo. In realtà proprio questo mio comportamento mi ha penalizzato in un procedimento contro la compagnia perchè uno dei vari giudici ha stabilito che io avessi cosi la libertà impreditoriale di stabilire il prezzo, contro quella che era invece una palese violazione di un diritto sancito proprio in virtù del prezzo massimo. In questo caso è un tecnicismo che mi ha penalizzato, ma tu conoscendo la nostra categoria credi che la libertà totale del prezzo non ci avrebbe penalizzato?? Quante volte siamo stati costretti a precisare presso l’opinione pubblica che il prezzo lo decideva e lo decide la compagnia e che se i prezzi dei carburanti in Italia sono alti non è colpa del Gestore che è vincolato a sottostare a quel meccanismo. ANche perchè prima che si mettesse questa regola c’erano colleghi che in situazioni di monopolio avevano già dato prova di se screditando (ad esempio su striscia la nostizia ) tutta la categoria.
Se posso permettermi, sulla rappresentatività, ti chiedo se nel conteggio devo mettere anche quei colleghi che aiutiamo o che giornalmente ci chiedono consigli o gli scriviamo lettere a prescindere dalla tessera che noi (ma è un difetto della Fegica in generale)non chiediamo mai di fare. Sbagliando… Ecco se posso mettere anche quel numero però ti dovrai fidare perchè non ho altro con cui dimostrarlo….

Gestore Eni
Gestore Eni
Rispondi a  Massimo Fegica
1 anno fa

Ti darei ragione sui “monopolisti” (quanti casi in Italia?) se non fosse che in tutti i settori commerciali si sfrutta la posizione geografica per fare profitti maggiori. il punto è: questa assunzione di responsabilità che vantaggi ci ha portato? L’avrei approvata se avesse portato dei paletti anche sul prezzo di cessione che invece continua ad essere praticato in maniera più che discriminante, dando alle Compagnie, in maniera ben superiore al passato, la possibilità di far crescere o morire delle gestioni semplicemente inviando un sms con i prezzi da praticare. E’stato un passo avanti? Se non lo è stato, se ne poteva fare a meno. Riguardo al sindacato, ti dò atto che quelli come te si sono sempre prestati ad aiutare anche chi il sindacato lo infama, ma il punto è che con questa frammentazione non si va da nessuna parte e la prima cosa da fare sarebbe quella di costituire un unico grande sindacato di categoria, ma temo sia solo un’utopia..

Massimo Moroni
Massimo Moroni
Rispondi a  Gestore Eni
1 anno fa

“un unico grande sindacato di categoria”… l’antitrust non te lo fa fare… ne abbiamo avuta ampia riprova in questi anni…

Gestore Eni
Gestore Eni
Rispondi a  Massimo Moroni
1 anno fa

Cosa c’entra l’Agcm con una rappresentanza sindacale^ I tabaccai non hanno la Fit?

anonimo
anonimo
Rispondi a  Gestore Eni
1 anno fa

esatto gestore eni io gestore ip mi mandano il prezzo via sms e sono obbligato a rispettarlo.

anonimo
anonimo
Rispondi a  Massimo Fegica
1 anno fa

se tu fossi un gestore ip se sfori il tetto massimo se lo prendono con il conguaglio in fattura.

Paolo
Paolo
Rispondi a  Massimo Fegica
1 anno fa

Belle parole ! chi doveva tutelare i gestori da questo strapotere ? Ora passiamo ai fatti, non 10 ma bastano 5 centesimi al litro . Per le ferie non preoccuparti.

pippo
pippo
Rispondi a  Roberto Timpani
1 anno fa

CERTO CHE DI AZIONI CONCRETE NE VEDRETE BEN POCHE SE CONTINUATE A SCREDITARLI IN TUTTI I MODI
PRIMA PARLATE DI UNITA E PIU INVECE DI UN SALVAGENTE GETTATE UN BLOCCO DI CEMENTO ,E QUESTA SAREBBE L UNITA CHE AUSPICATE .VA BE .
SCIOPERI PRONTAMENTE REVOCATI ,LA FAIB COSA HA FATTO ?IMPARARE DAI PIÙ ESPERTI NON PUÒ ESSERE UN MALE UNA COSA GIUSTA DICE :COSA HANNO FATTO LE NEONATE SIGLE ? NULLA ? SONO NEONATE DEVONO IMPARARE INTANTO LA CONTRO PARTE SE LA RIDE ? CERTO VISTO CHE I PRIMI AD ANDARE IN ORDINE SPARSO SIETE VOI CON LA VS ESPERIENZA
CERTO UNA COSA HANNO FATTO I COMITATI SPONTANEI VI HANNO MESSO UN PO DI PEPE AL CULO IN OGNI CASO VI ASPETTIAMO A SETTEMBRE ,SPERANDO CHE VI COMPORTIATE MEGLIO DEI SPONTANEI

gioeni
gioeni
Rispondi a  pippo
1 anno fa

a settembre è tardi !

Franco
Franco
1 anno fa

Quanti sono invece gli iscritti alle sigle non storiche ?? Qual è il loro statuto? La loro sede? Il loro programma politico ? Cosa chiedono? come vogliono ottenerlo?? Cosa hanno fatto di concreto? Personalmente non ho visto nulla di innovativo, a parte sputtanare chiunque a prescindere ed incarnando una certa ignoranza culturale prima e di categoria dopo. Distruggere è un atto abbastanza semplice cosi come è semplice la critica a prescindere senza conoscere le reali difficoltà, ma caricarsi il fardello e la responsabilità delle iniziative è tutt’altra faccenda.

anonimo
anonimo
Rispondi a  Franco
1 anno fa

intanto sono gestori che entro fine anno stanno valutando di chiudere.

Timpani
Timpani
Rispondi a  anonimo
1 anno fa

Ah, allora stiamo parlando non di un nuovo sindacato ma di una impresa di pompe funebri

anonimo
anonimo
Rispondi a  Timpani
1 anno fa

che stiamo aperti a fare sei mi spezzo ma non mi piego.se non chiudiamo ci fanno chiudere le banche ,mi faccio pignorare la casa .lavoro 2ore in più tutti i giorni x adempiere ai nuovi adempimenti fiscali e quelli dell utif x contrastare il contrabbando.è meglio portare a casa la pelle e perdere la guerra che il contrario.comunque non è che con il tira e molla e tutto a settembre si risolve qualcosa.

Gestore Eni
Gestore Eni
Rispondi a  anonimo
1 anno fa

Ammazza se sei monotono. Mi sembri uno di quelli che minacciano il suicidio ma non hanno nessuna intenzione di attuarlo. Se i conti non tornano, c’è solo una cosa da fare, restituire le chiavi senza aspettare improbabili miracoli. Ma, fattene una ragione, per molti ancora, bene o male, questo lavoro è una fonte di reddito e quindi andranno avanti.

anonimo
anonimo
Rispondi a  Gestore Eni
1 anno fa

se tu stai bene ho piacere x te (bene o male l hai detto te) io parlo x me e la guerra la faccio da me io chiudo e protesto con chi la pensa come me.

Alex
Alex
Rispondi a  Franco
1 anno fa

Concordo con te Franco, i cavalli vincenti si vedono al arrivo,
ora sono solo un mucchio di calunnie e provocazioni.
Questo mi lascia immaginare che tutti gli scioperi proclamati da 15 anni a questa parte sono stati vanificati x non dire altro a causa di correnti che hanno ostacolato gli sforzi di chi lottava x ottenere qualcosa.
Altrimenti perché ora hanno tanta grinta e in passato non sentivano cosa stava accadendo .
Un ala della triade in più occasioni aveva preannunciato ciò che si vedeva all’orizzonte.
Loro che ruolo hanno assunto all’epoca??
Quello dei dottori firmatari di ogni porcheria proposta da chi usava il ruolo del gestore per deviare le attenzioni pubbliche sulla truffa che le compagnie mettevano in atto sui clienti.

anonimo
anonimo
Rispondi a  Alex
1 anno fa

comunque la colpa non è dei sindacati(magari parzialmente)ma di una liberalizzazione fatta da cani da bersani e di una toppa peggio del buco messa da monti:prima della liberalizzazione le compagnie mangiavano tanto e poco i gestori,dopo le compagnie mangiano tanto i contrabbandieri tanto i gestori muoiono di fame.

max
max
1 anno fa

secondo me i sindacati non hanno proprio capito o fanno finta di non capire i costi di gestione sono alle stelle paghiamo la fideiussione per comprare il carburante che la società decide a quanto devi venderlo capito il prodotto e nostro ma la compagnia decide a che prezzo lo devi vendere roba da folli iva e aumentata grazie alla doppia banchina la società in cassa e noi paghiamo oneri da tutte le parti scendete dallo sgabello gestite un’impianto per 21 anni se siete in grado poi ne parliamo seno’ non c’e alcun confronto tra sindacati e gestori l’oro seduti noi a sgobbare e pagare commissioni e arricchire le banche oggi anche le teste di cazzo pagano 5 euro con carta vergona.

Antonio
Antonio
1 anno fa

La rappresentatività è data dal numero di iscritti, se un’associazione non riesce a contare quanti sono gli associati, ha sicuramente problemi organizzativi. Questo per pensare bene, altrimenti si potrebbe pensare che continua a tenere iscritti non paganti, morti, attività cessate, solo per fare numero.

Faib, Fegica e Figisc potrebbero dare un segnale chiedendo e ottenendo un margine equo, per esempio 5 centesimi al litro, sarebbe già un punto di partenza. Poi pensiamo a risolvere tutto il resto. Non possono continuare a dare la colpa ai gestori, quelli passano la giornata sui piazzali nel tentativo di portare a casa quattro spiccioli.

Invece di interessarvi di pompe private,mercati internazionali, quotazioni Platt’s, interessatevi dei margini è un concetto facile.

Quindi passate ai fatti, di parole, sempre le stesse ne abbiamo sentito troppe per tanti anni.

Massimo Fegica
Massimo Fegica
Rispondi a  Antonio
1 anno fa

Sono daccordo sul margine equo e su una cifra come quella dichiarata, ma dobbiamo essere disposti a trovarci tutti nella protesta perchè l’eventuale fallimento sarebbe la misura della nostra debolezza. E’ un rischio allo stato attuale percorribile e che credo sia stato sempre evitato. Dare il conteggio esatto della rappresentanza è un’arma a doppio taglio. Per le compagnie saranno sempre troppo pochi per le associazioni saranno sempre troppi per la mole di lavoro che ogni singolo gestore dona con la sua presenza. Poi lo ripeto ( tacendo da qui in avanti) c’è chi tutela colleghi senza fargli sottoscrivere il tesseramento in quanto chi arriva è talmente allo stremo che non si ha il coraggio di chiedergli ulteriori oneri (parlo per me, sia chiaro).

SempreAntonio
SempreAntonio
1 anno fa

Ci risiamo, leggo i commenti ed alla fine la colpa è dei gestori che non scioperano, dei gestori che sono indebitati sino all’osso, oberati di inutili e sempre più gravosi adempimenti.
La colpa è sempre del più debole.
Anche se tenta di riorganizzarsi, ed a ragion veduta, visto che finora da chi ci rappresentava abbiamo visto di tutto. Abbiamo visto firmare al ribasso del 20 % i nostri già insufficienti margini. Se siete rappresentativi come dichiarate imponetevi con il governo, qualcuno è diventato anche deputato, benissimo, faccia una legge che ci riconosca la dignità che ormai abbiamo perduto. Una legge che preveda un margine imprescindibile, nella forma che ritenete opportuna, una percentuale anche minima per il lavoro di esattori che svolgiamo giornalmente. Mi spiegate perché Equitalia per incassare le imposte viene retribuita profumatamente e noi per svolgere lo stesso lavoro, ed anche con un rischio maggiore non viene riconosciuto nulla?

Date un segno che esistete, smettetela di parlare dei problemi mondiali, della razionalizzazione della rete, ormai diventata una litania, degli autoconvocati , che se si sono autoconvocati un motivo ci sarà, forse si sono stancati di sentire per anni le solite belle parole, ben scritte, in un Italiano forbito, ma che rimangono sempre e solo parole. Ed ora non possono diventare il nuovo argomento, il nuovo nemico, la nuova giustificazione.

Quindi Rappresentateci!

Iniziate chiedendo, ed ottenendo, non meno 5 centesimi al litro.
Tutto il resto viene dopo, occorrono i margini per far quadrare i bilanci, non è un concetto complesso.
Come? Con la politica, le leggi, gli avvocati. Siete Voi che dovete sapere come fare.

anonimo
anonimo
Rispondi a  SempreAntonio
1 anno fa

ho sempre ribadito che anche lo stato ci deve dare il margine.un prodotto che è composto dal 70% di tasse,siamo benzinai o gestori?

DIEGO
DIEGO
1 anno fa

Antonio…… sottoscrivo ogni Tua parola e virgola del Tuo ultimo intervento……aggiungo solo che quì è stato scritto: cosa hanno fatto le nuove sigle sindacali al di la di proclami vari e “minimo 10 cent lt” ecc.eccc. Scusate, sono d’ accordo che la ns. non è una categoria semplice/facile da aggregare negli ultimi 10/15 anni e che l’ attuale situazione è in piccolissima parte è anche colpa ns. ma pensate che i danni fatti in 20 anni si possono risolvere in un paio di mesi? Invece, come ho già detto, fatevene una ragione che questi ci sono, esistono,
invece di alzare fuoco di sbarramento!!

Dyson
Dyson
Rispondi a  DIEGO
1 anno fa

Occhio Diego, che se li chiami nuove sigle sindacali, gli autoconvocati si incazzano, sono sei mesi che urlano, sbraitano, e proclamano scioperi, senza cavare un ragno dal buco, anzi, hanno atteggiamenti che non hanno nulla da spartire con gente che ragiona e che usa la dialettica corretta. Sono veramente poco preparati, ma provvisti di grande scorta di presupponenza ed ignoranza.

DIEGO
DIEGO
Rispondi a  Dyson
1 anno fa

………..sarò più preciso allora… gli autoconvocati della Sardegna ANGAC e gli autoconvocati di Brescia GAIA va bene così.
Tu-Voi che già li criticate, avete sempre condiviso ciò che hanno fatto i 3 sindacati nazionali (FAIB-FIGISC-FEGICA) in questi ultimi 20 anni?
o avete sempre creduto che “è meglio un brutto accordo che nessun accordo” come affermava un illustrissimo ……… dei tre sindacati nazionali (FAIB-FIGISC-FEGICA) per tanti anni.I risultati si vedono la categoria poteva stare anche peggio di cosi per fortuna che qualche “brutto accordo ” l’ hanno fatto altrimenti……… ma va ma va ma vaffa

pippo
pippo
Rispondi a  DIEGO
1 anno fa

Una cosa che mi fa girare i coglioni è che nessuno pensa ,o non vuole pensare ,forse succube del potere ,della forza che il gestore ha ,sembra quasi che il gestore venda caramelle in un chiosco in spiaggia ,se ce’ bene altrimenti prendiamo una gazzosa
Egregi signori ,il gestore vende carburante per autotrazione ,se non lo vende le auto si fermano ,il gestore detta legge il sindacato dovrebbe dettarla ,anzi il potere dovrebbe TREMARE quando il sindacato chiede un incontro
I sistemi per dettarla ci sono basta volerli Si possono disdire accordi brutti o belli ,bloccare le vendite alle compagnie ,e i 10 cent non sono una utopia ,che qualcuno ci ride sopra ,bloccare i depositi, pretendere che l antitrust faccia l antitrust non solo con noi ,che l agenzia delle entrate non ci tratti da un verso da ladri dall altro vuole farci fare i finanzieri Oggi ci vogliono distruggere
30 anni fa quando i distributori chiudevano per sciopero le code erano chilometriche ,oggi ci ridono in faccia
Io penso che se domani si chiamassero a rapporto ,antitrust ,agenzia entrate ,compagnie con un deciso diktat O LE NS RIVENDICAZIONI O BLOCCHIAMO I PUNTI VENDITA ,BLOCCHIAMO L ITALIA qualcuno diventerebbe serio

Moreno Parin
Moreno Parin
Rispondi a  DIEGO
1 anno fa

Scusa Diego, ma non ti era più facile dire che é Luca Squeri che ha sempre detto che è meglio un brutto accordo che nessun accordo? Detto questo non mi sembra che i gestori potessero dire la loro sugli accordi, li subiscono e basta, io non ricordo di incontri dove si spiegava che accordo si voleva raggiungere, e nemmeno di incontri per “votarlo” l’accordo, quanto ai risultati condivido la tua affermazione che la categoria poteva stare anche peggio di così ma, permettimi, poteva stare anche meglio con accordi diversi, e non molto diversi, ma con i se o con i ma non si va da nessuna parte, copiata questa, l’attuale situazione non è da ieri che la conosciamo, ma è di ieri la firma dell’accordo con Retitalia, ecco.

DIEGO
DIEGO
Rispondi a  Moreno Parin
1 anno fa

PRECISO…… non volevo dire che è stato meglio avere dei brutti accordi che nessun accordo, no,no,no, lungi da me. Era ironico dire “per fortuna che ci sono stati quei brutti accordi pensa senza di quelli come saremmo stati”……ironico….chissà senza di quelli magari meglio!!!!!

anonimo
anonimo
Rispondi a  Moreno Parin
1 anno fa

vorrei vedere in faccia quelli che hanno votato squeri xchè diventasse deputato:non erano già sufficienti i danni che ha fatto ai gestori?

pippo
pippo
Rispondi a  Dyson
1 anno fa

Perche devono essere supponenti e ignoranti per il solo fatto che non la pensano come Voi !!MA PORCA PUTTANA sono gli unici che vi hanno messo il pepe al culo !!! hanno proclamato sciopero e sono stati precettati. La faib cosa ha fatto ?,!! l ha disdetto ,bella serietà !! Voi quanti scioperi avete indetto e disdettati ,Ma non importa per fortuna ci siete voi ,i paladini dei gestori che con la vs dialettica e il ragionamento ci avete portati al “benessere ” attuale ,quelli che ci salveranno ,quello che non avete fatto in 20 anni lo volete fare a settembre ,Prima chiedete l
unita ,unita e buttate merda su chiunque vi critichi
Mettetevi il cuore in pace ,tutti abbiamo capito che la colpa di dove siamo arrivati è anche colpa dei gestori ,avidi di litri e invidia del vicino ,Ma loro avevano affidato a Voi il compito di rappresentarli e guarirli .Lo avete fatto poco e male ,qualcuno sbandiera il bonus fiscale di 28 anni fa’,grazie ma sono passati 28 anni !!
Dagli ultimi proclami sembrerebbe che a settembre suonerà la campana della riscossa ,siamo tutti ansiosi e attendiamo con ansia proposte e risultati .Per il momento siete divisi e in ordine sparso ,mentre qualcuno ,con molta fatica cerca di organizzarsi
Faranno poco ,non saranno’ presi in considerazione ,non otterranno risultati ,non importa ,intanto hanno dato un scossone all albero

Fw14
Fw14
1 anno fa

Garau Gaia
Ringrazio caldamente l ultimo
Commento ignorante mi mancava
Sbandati
4 gatti
Era più simpatico
Sprecate tante risorse a demonizzarci
Dirottate queste risorse su proposte sostenibili oppure valutate quelle già
sottoposte
Passate troppo tempo a difendere il palazzo.
Dimenticando che dovreste DIFENDERE IL GESTORE
CORDIALITA
GARAU GABRIELE

GIAMPIERO
GIAMPIERO
1 anno fa

Evito di usare prudentemente il lessico usato da qualche componente il “nuovo che avanza”, per sostanzialmente leggere i fatti che questi ultimi sono stati in grado di produrre, a parte le offese o le illazioni più o meno dirette verso il marciume, a pare loro, che caratterizza il sindacato “tradizionale”. Certo il concetto di rivoluzione del sistema esternato da qualche componente ha sicuramente approcciato aspettative, anzi rafforzato il concetto dei mai sindacalizzati sulle ragioni del faccio e mi difendo da solo sottoscrivendo tutto ciò che l’azienda propone. Quando poi i risultati appaiono fallimentari l’oggetto dell’accusa dovrà essere la politica sindacale per loro avversa, senza chiaramente un “mea culpa” che intacca la loro ipocrisia e l’assoluta mancanza anche di un pizzico di umiltà. Ad oggi, parlo per la Sardegna, questo colleghi sono scomparsi, alla seconda revoca di scioperi proclamati che si sarebbero tradotti a qualche decina di sostenitori. Se questa è la loro forza persuasiva forse è meglio che rivedano le ragioni della loro esistenza.

DIEGO
DIEGO
Rispondi a  GIAMPIERO
1 anno fa

Giampiero, tienti pure la triade e aspetta il prossimo tavolo del nulla poi ancora il prossimo tavolo del nulla e poi…….io avevo 11 anni quando sentivo parlare di carburanti da mio padre ne ho 60 e faccio ancora il GESTORE, prima grazie a mio PADRE, poi grazie ai SINDACATI fino agli anni 2000. Poi i SINDACATI hanno contribuito al massacro di questa categoria. Sono fortunato ad essere ancora un GESTORE? Si sicuramente si ma la mia esperienza mi ha portato a fare delle scelte non facili, nel cambiare impianti ma che ad oggi fanno si che sono ancora un GESTORE che si è/e sa difendersi. Fortunato ? Si lo ripeto E P STO VALUTANDO DI ADERIRE AL NUOVO CHE AVANZA per portare la mia esperienza ma consapevole che sono “vecchio” tra 2/3 anni vado in pensione. AUGURI Giampiero

DIEGO
DIEGO
Rispondi a  DIEGO
1 anno fa

preciso…….sono d accordo con chi dice che una parte di colpa è dei Gestori, si anche noi ci abbiamo messo del nostro. Ma da quì a dire che abbiamo, con il nostro comportamento, annullato gli sforzi di chi doveva difenderci, questo non lo accetto.

Frank
Frank
Rispondi a  DIEGO
1 anno fa

Non mi pare di aver letto che le colpe sono solo dei gestori. Mi pare , però, di aver letto che le colpe sono esclusivamente dei sindacati… c’è una bella differenza… tra il vecchio che stagna ed il nuovo che avanza ci sono poi le cose da fare e occorrerebbe preoccuparsi di questo. Ci serve una stagione nuova sparigliando le carte. Se siamo pronti facciamolo vedere e lasciamo la dialettica del nulla ai fatti.

Dyson
Dyson
Rispondi a  GIAMPIERO
1 anno fa

Infatti, concordo in pieno, con Gianpiero, qui c’è gente senza accordi, tra i gestori angac, etc, ci sono persone che non hanno la minima conoscenza delle leggi, e come già previsto stanno sbattendo il muso, su una realtà, che hanno sempre delegato gli altri, salvo poi sputare sentenze e creare un clima di guerra, non con le controparti (petrolifere), ma attaccando a testa bassa, i sindacati, anziché cercare di sviluppare e sollecitare un azione unitaria, il risultato sono solo brutte figure e la sensazione di ulteriore spaccatura…. Ed è qui che le petrolifere sguazzano, come squali in una piscina di gente sanguinante. Unità, collaborazione, e rispetto sarebbe molto meglio. A mio modesto parere.

gioeni
gioeni
1 anno fa

MI RIVOLGO AI SINDACATI E SPERO CHE MI RISPONDANO.
MA ALLORA FACCIOMO SCIOPERO O DOBBIAMO ASPETTARE SETTEMBRE…
QUANDO SARA’ TROPPO TARDI PER MOLTI DI NOI?

Kazunori
Kazunori
Rispondi a  gioeni
1 anno fa

ancora con sto sciopero…e’morta e sepolta questa forma di protesta (almeno per la nostra categoria)

gioeni
gioeni
Rispondi a  Kazunori
1 anno fa

e allora cosa vuoi fare? accettare tutto fino a chiudere per fallimento…?
evviva l’unità. se la pensate così allora non è proprio tutta colpa dei sindacati ma anche un po’nostra…

pippo
pippo
Rispondi a  Kazunori
1 anno fa

NO RESTA APERTO A LAVARE AUTO A 5 € O LAVARE IL VETRO ALLA TXXXIA DI TURNO MA VA FA CULO !!!!