7 milioni di litri di gasolio contrabbandato dalla mafia

Nell’ambito di una vasta operazione contro il clan mafioso Mazzei, la procura di Catania ha scoperto una grande frode fiscale attuata sul commercio di sette milioni di litri di gasolio.

La procura di Catania ha annunciato la conclusione dell’operazione Vento di Scirocco, che ha portato all’arresto di ventitré persone accusate a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere, estorsione in concorso, intestazione fittizia di beni, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, falsità commessa dal privato in atto pubblico, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, occultamento o distruzione di scritture contabili, con l’aggravante di avere agito al fine di agevolare il clan mafioso “Mazzei” (detti anche “carcagnusi”) e con il metodo mafioso. Una parte di questi reati deriva da una frode fiscale sul gasolio scoperta dalla Guardia di Finanza durante le indagini.

La frode è del tipo “carosello all’Iva”, che consiste nel porre diversi operatori commerciali tra i venditori e gli acquirenti del carburante con lo scopo di mascherare il mancato versamento dell’Iva.

Alcune società che si facevano passare per esportatori abituali senza esserlo emettevano false dichiarazioni d’intento. Questi documenti permettono di acquistare prodotti petroliferi da soggetti italiani con l’unico scopo di venderlo all’estero, senza quindi dover applicare l’Iva. In realtà, questi intermediari lo vendevano clandestinamente in Italia evitando così il pagamento delle imposte.

La Finanza ha individuato alcune società cartiere gestite da prestanome che ricevevano il gasolio presso un deposito di Augusta da depositi di Mazara del Vallo e delle provincie di Trapani, Palermo, Ragusa e Reggio Calabria, che hanno emesso fatture false per circa cento milioni di euro. Il gasolio era anche acquistato da fornitori esteri con sede nel regno Unito, Malta e Repubblica ceca, importato in Italia con documenti falsi.

Complessivamente, gli inquirenti hanno stimato che l’organizzazione ha compiuto il contrabbando e la frode fiscale su 5,7 milioni di chili (pari a circa sette milioni di litri) di gasolio, evadendo 4,2 milioni di accisa e 1,6 milioni d’Iva.

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mario
mario
8 mesi fa

solo al sud al nord siamo immuni?

Antonio
Antonio
8 mesi fa

se chiudessero gli impianti cementando le cisterne ed arrestando le persone in carcere (anche preventivo) ci saranno sempre questi furbi! Revoca licenza, chiusura immediata PV ed arresto gestore, trasportatore e responsabili con confisca del mezzo di trasporto.
Ma siamo in Italia….paese dei balocchi! GdF ed Agenzie delle Dogane lavorano e dopo svanisce il tutto……..ed ormai i distributori carburanti sono soltanto per fungere la lavatrici per la mafia. Il gestore onesto chiude, io chiuderò il 28/02/20.

mario
mario
Rispondi a  Antonio
8 mesi fa

marchio e motivo della chiusura

pippo
pippo
8 mesi fa

L IVA e le accise le deve pagare allo stato il gestore !!! Le modalità’ ci sono ,sono già applicate con i pagamenti con la pubblica amministrazione e sono validi
Se non si vuole fare è o perché molti soggetti conviene questo sistema
In italia ci sono 22000 mila impianti !!! bastano 10 minuti per controllare se dopo 2 gg hanno versato accise e iva !! si manda la finanza e in caso negativo e senza scusante si chiudono impianti e depositi
Solo cosi si blocca il nero tutto il resto e fuffa ,serve solo a far bello qualcuno e ad arricchirne molti Viva la burocrazia