Faib, Fegica: Nahid Miah assassinato per difendere denaro neanche suo

L’ordine pubblico viene agitato solo per non agire sul vero problema: le condizioni di lavoro

L’assassinio brutale del nostro collega Nahid non può e non deve generare solo lo sdegno, la rabbia, l’indignazione del momento.
Altrimenti anche la solidarietà ed il cordoglio che senz’altro le Istituzioni ed il settore tutto stanno senz’altro manifestando alla famiglia in queste ore, rimarrà sterile ed inutile testimonianza di facciata. Per l’ennesima volta!

E’ quanto le organizzazioni di categoria dei Gestori -Faib e Fegica- denunciano attraverso un comunicato congiunto.
Allo stesso modo -prosegue la nota sindacale- deve finalmente essere chiaro a tutti -Istituzioni e settore- che la questione drammaticamente emergente sono le condizioni di lavoro complessive in cui è stretta, confinata e persino abusata la categoria.

E questo non riguarda un problema di ordine pubblico che, nella misura in cui esiste, riguarda l’intera società, né può essere affrontato e risolto per un unico comparto.
A meno che si ritenga plausibile che possano venire impiegati un paio di carabinieri o poliziotti in assetto di guerra e con istruzioni specifiche d’ingaggio, per ognuno degli oltre 21.000 impianti esistenti in Italia.

La sicurezza sul posto di lavoro riguarda a pieno titolo l’incolumità del lavoratore a tutto tondo.
E ne sono responsabili tutti, nessuno escluso: il Legislatore, le Autorità di controllo e di Pubblica Sicurezza, le compagnie petrolifere e tutti i titolari degli impianti, piccoli e grandi.
La tecnologia non può essere utilizzata solo per sfornare app o self service sofisticati.

L’incasso che ciascun Gestore ha tra le mani a fine giornata non è denaro suo: per il 98% lo maneggia, sotto la sua unica responsabilità, per conto dello Stato e del proprietario dell’impianti.

Mentre, al contrario, tra i proprietari degli impianti, piccoli e grandi, va di moda sfruttare i lavoratori e precarizzare le condizioni di lavoro, anche se ciò significa violare leggi, contratti, accordi collettivi, scaricando ogni rischio e responsabilità sugli ultimi della catena.

E così, nel caso in cui Nahid, con ogni probabilità, stesse lavorando sul punto vendita per difendere denaro non suo, né in qualità di “dipendente”, né in qualità di “gestore” con un contratto di legge, ma fittiziamente inquadrato come appaltista, la conseguenza sarebbe che, così come Nahid non aveva alcuna tutela da vivo, non ne avrà nemmeno sua moglie ed i suoi figli ora che Nahid non può più occuparsi di loro.

Per fare giustizia per i tanti morti già assassinati e proteggere i tanti ancora vivi -concludono Faib e Fegica- ci si deve senz’altro impegnare ad arrestare gli assassini, ma anche inchiodare alle loro responsabilità i tanti che potrebbero e dovrebbero fare, ma girano la testa altrove.

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Salvatore
Salvatore
10 mesi fa

Ma sono soltanto parole parole al vento, se a questi delle compagnie non si inchiodano alle loro responsabilità e cosi i governi di turno qui non cambierà mai nulla, in quanto il pesce puzza dalla testa, non si può accettare coloro che arrivano in questo paese di fare i C….loro e di calpestare tutto quello che negli anni si è conquistato con lotte e sacrifici, ed i governi che si sono succeduti in questi anni invece di vigilare costoro che arrivano, e che si comportino rispettando le leggi vigenti e la dignità di coloro che svolgono ancora questo tipo di attività, invece di girarsi dall’altra parte , e cosi non si è fatto altro che rendere questa attività priva di quelle tutele che si garantiscono in un paese che si definisce civile???

AndreaG
AndreaG
Rispondi a  Salvatore
10 mesi fa

Da più di 20 anni pago il gasolio esclusivamente con il bancomat, azzerando il rischio di rapine, banconote false, errore di resto.

In caso di clonazione della carta (e mi è capitato), denuncia e charge back

Quando (esercente non nel settore carburanti) ricevo pagamento bancomat, pago “volentieri” la commissione 0,30% per evitare il rischio assegno a vuoto, banconote false, errore di resto e rapine

AndreaG
AndreaG
Rispondi a  AndreaG
9 mesi fa

Considero i due dislike una “medaglia”: evidentemente costoro preferiscono correre il rischio rapina (ed il rischio “coltellata”)

Ex-gestore
Ex-gestore
Rispondi a  AndreaG
9 mesi fa

Ma sei proprio un genio, il benzinaio non lo ha scritto in fronte che nel borsello ha pochi spiccioli e il rischio di una coltellata è comunque presente.

Ex-gestore
Ex-gestore
Rispondi a  AndreaG
9 mesi fa

Ecco il fenomeno. lo sai quanto incide la commissione bancomat sul margine del benzinaio? lo sai che le commissioni sui pagamenti elettronici per i gestori equivalgono a una rapina all’anno? Informati prima di scrivere caxxate.

AndreaG
AndreaG
Rispondi a  Ex-gestore
9 mesi fa

Complimenti per l’educazione. Per (mia) fortuna sei Ex-gestore e non faccio rifornimento da te

Ex-gestore
Ex-gestore
Rispondi a  AndreaG
9 mesi fa

In che consisterebbe la cattiva educazione? Nel farti notare che scrivi fesserie e che i benzinai hanno tutte le ragioni del mondo per odiare i pos? Rispondi nel merito, se ne sei capace, invece di fare il bambino offeso

AndreaG
AndreaG
Rispondi a  Ex-gestore
9 mesi fa

Nel merito ritengo che una commissione dello 0,30% costa meno del rischio “contanti”.
Ognuno è libero di pensarla come vuole.
Se una persona “odia” il POS non mi sembrano giustificate le lamentele sulle rapine.

Come vedi non mi offendo e non uso la tua terminologia.

Ex-gestore
Ex-gestore
Rispondi a  AndreaG
9 mesi fa

Però continui educatamente a scrivere stupidaggini. Le commissioni bancarie, per i gestori carburanti arrivano da incidere fino al 30% (TRENTAPERCENTO) del margine lordo che mediamente è di 3 centesimi lordi. Una assicurazione contro le rapine costa infinitamente meno. Ora hai capito o serve un disegnino?