Nahid Miah, “il benzinaio gentile” ucciso durante una rapina

Nahid Miah aveva compiuto 36 anni solo lo scorso 10 maggio. Ieri mattina, come ogni giorno, si era alzato presto, aveva indossato la divisa , salutato la moglie e i figlioletti ed era andato a lavorare. Da tempo era infatti il gestore di un distributore di benzina a Tor San Lorenzo, una località di Ardea in provincia di Roma.

Una famiglia distrutta, una comunità intera in lutto. Tor San Lorenzo e tutto il comune di Ardea si sono stretti attorno ai familiari di Nahid Miah, il benzinaio di 36 anni tragicamente ucciso durante una rapina al distributore Toil di via delle Pinete, che gestiva da ormai quattro anni. Una coltellata al petto ha brutalmente interrotto la vita che Nahid aveva costruito con tenacia e impegno.

Prima di arrivare a Tor San Lorenzo, Nahid aveva lavorato per anni come cameriere nella zona di Conca d’Oro. Dopo tanta gavetta, aveva deciso di cambiare settore, iniziando prima come dipendente e poi diventando gestore di una stazione di servizio in viale Marconi, dove anche uno dei suoi fratelli possiede un negozio di alimentari. Successivamente il trasferimento ad Ardea, dove viveva insieme alla moglie e ai loro due figli: un bambino di cinque anni e un altro nato solo pochi mesi fa.

Nahid era benvoluto da tutta la comunità: gentile, educato e disponibile. Spesso portava i figli con sé al lavoro, come mostrano i tanti momenti condivisi sui social. Ed è proprio sui social che in queste ore si riversa il dolore di chi lo conosceva e di chi era semplicemente cliente abituale della stazione di servizio.

Anna scrive: “Che gran dolore, stamattina ero lì poco prima della tragedia. Ci andavo spesso, era sempre così gentile ed educato. Non posso credere sia successo”. Carlo aggiunge con amarezza: “Ti alzi per andare al lavoro e invece non torni più dalla tua famiglia. È assurdo e ingiusto.”

Il cordoglio e la rabbia per una vita spezzata senza senso si fanno sempre più forti nella comunità di Ardea, che chiede giustizia e sicurezza per chi ogni giorno lavora onestamente per costruire un futuro per sé e per i propri cari.

Il “benzinaio gentile”, era conosciuto così nella zona per via dei suoi modi affabili con i clienti e per quello che la sua vita semplice raccontava: il lavoro, i figli che portava a scuola. Una dinamica chiara e agghiacciante, immortalata quasi per intero dalle telecamere di videosorveglianza. Nahid è rimasto vittima di una rapina ma il suo aggressore non si è limitato a portar via l’incasso di una mattina: gli ha trapassato il cuore con una sola pugnalata.

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Marco Lepri
Marco Lepri
7 mesi fa

Mi dispiace molto per lui e la sua famiglia.
Il problema della sicurezza rimane un problema non per colpa delle forze dell’ordine ma della giustizia che non punisce a sufficienza…anzi.
E in tutto questo lo Stato latita e non risponde. Mi spiace molto….a me è andata bene