Ristrutturazione della rete carburanti o nuove aperture? Il caso Guidonia riaccende il dibattito

Mentre il Governo e le Regioni parlano di razionalizzazione e ristrutturazione della rete carburanti, nei territori continuano a emergere casi che sembrano andare in direzione opposta: nuove autorizzazioni e ampliamenti di impianti già esistenti, spesso a distanza di pochi metri da quelli operativi.
L’ultimo esempio arriva da Guidonia Montecelio (RM), dove una controversia tra due distributori confinanti ha attirato l’attenzione del Consiglio di Stato.

La società Telpa S.r.l., titolare di un impianto di distribuzione in via delle Genziane, ha presentato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro il Comune di Guidonia e la società 3R Costruzioni S.r.l., alla quale l’amministrazione comunale aveva concesso l’autorizzazione per un nuovo impianto carburanti a poche decine di metri di distanza.
Secondo la ricorrente, la nuova struttura – inizialmente approvata solo per l’erogazione di GPL e metano – sarebbe stata successivamente ampliata anche alla vendita di benzina e gasolio, con un evidente conflitto rispetto alle norme urbanistiche e di sicurezza stradale.

Il Consiglio di Stato, con parere n. 1131 del 27 ottobre 2025, ha sospeso la decisione sul ricorso, chiedendo ulteriori verifiche al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’Alta Corte ha infatti ritenuto necessario chiarire se l’impianto rispetti le distanze minime previste dal Codice della Strada, i vincoli urbanistici e i limiti di accesso stabiliti dalle leggi regionali del Lazio.

La vicenda di Guidonia è emblematica di un problema più ampio.
Da anni, il settore dei carburanti invoca una ristrutturazione vera della rete, con la chiusura di impianti obsoleti e ridondanti, la messa in sicurezza dei siti e il sostegno alla transizione energetica. Tuttavia, molti Comuni continuano a rilasciare autorizzazioni per nuove aperture o ampliamenti, spesso senza un coordinamento con la pianificazione regionale o con i piani di razionalizzazione nazionali.

Il risultato è un paradosso amministrativo: da un lato si invoca la riduzione dei punti vendita per migliorare la sostenibilità del comparto; dall’altro, le amministrazioni locali – attratte da potenziali introiti o da logiche di concorrenza territoriale – autorizzano nuovi impianti anche in aree già sature.

Il parere del Consiglio di Stato rappresenta un segnale di attenzione verso un settore che rischia di sfuggire al controllo. La richiesta di chiarimenti sui profili urbanistici, ambientali e di sicurezza stradale evidenzia come il tema della compatibilità tra impianti, viabilità e normativa locale sia tutt’altro che risolto.

In attesa della decisione definitiva, prevista nel primo trimestre del 2026, la vicenda di Guidonia solleva una domanda più ampia: ha senso parlare di ristrutturazione della rete carburanti se, nei fatti, i Comuni continuano ad autorizzare nuove aperture?

Sottoscrivi
Notificami
guest
9 Commenti
più vecchi
più nuovi più votati
Feedback in linea
Vedi tutti i commenti
SALVATORE
SALVATORE
2 mesi fa

C’è solo un Dio il denaro il resto sono chiacchiere con il denaro qui si può ottenere cio che si vuole e state tranquilli che questo non è il primo caso io personalmente di impianti costruiti uno vicino a l’altro o difronte ne ho visti , e questo caso è venuto alla ribalta per un semplice motivo e che il contenzioso in atto ha incuriosito le autorita, ma di ristrutturazione della rete è da anni che se ne parla ma si continua a fare un bel….. di niente , e quindi non c’è nulla di nuovo sotto questo sole!!!!

Luciano
Luciano
2 mesi fa

No!!!! Questo dimostra che loro sono loro e noi ,gestori e sindacato non siamo un cazzo .Questa è la realtà I comuni applicano la legge ,e la legge fatta a suo tempo dal Comunista Bersani ,dice che se ci sono i requisiti, si possono aprire nuovi P V e quando passerà la ristrutturazione rete saranno eliminati i piccoli e forse non si costruiranno nuovi PV ,ma anche allora troveranno il sistema per aggirare il problema

Tony
Tony
Rispondi a  Luciano
2 mesi fa

E per i Tabbacchini !!!

Ex gestore
Ex gestore
Rispondi a  Luciano
2 mesi fa

Dai, che ora con Gioggia che ha eliminato le accise, ci sarà un crollo dei prezzi e una impennata dei consumi

Luciano
Luciano
Rispondi a  Ex gestore
2 mesi fa

Pensa solo ,come sarebbe messa OGGI l Italia se al governo in questi ultimi anni ci sarebbero stati i sinistroidi ,altro che accise TI dico solo 2 parole ,reddito di cittadinanza e super bonus110 !!!! Per il resto, i gestori non servono più facciamocene una ragione ,come non ci sono le cabine telefoniche , ci sono telepas ,i centri
commerciali, amazon e altro il mondo va avanti solo i benzinai sono fermi

Ex gestore
Ex gestore
Rispondi a  Luciano
2 mesi fa

Il Rdc ha solo cambiato nome e la Melona non criticava il 110 visto che l’ha pure usato per ristrutturare la villona che poi ha accatastato in categoria inferiore per evadere 70mila euro di catasto.Quando prometteva le cagate che vi siete bevuti, lo sapeva che c’era da ammortizzare il 110?

Luciano
Luciano
Rispondi a  Ex gestore
2 mesi fa

Tieniti stretto i comunisti ,io mi tengo Meloni Salvini e Vannacci e chiudo

Ex gestore
Ex gestore
2 mesi fa

Eppure basterebbe una legge di due righe. Gli impianti privi di personale dipendente del titolare dell’ autorizzazione o senza contratto di comodato gratuito, devono cessare l’attività.

Luciano
Luciano
Rispondi a  Ex gestore
2 mesi fa

Si in Russia