“La quadra è stata trovata. A breve il disegno di legge sulla riforma della rete carburanti arriverà in Consiglio dei Ministri”. Con questo annuncio, fatto durante l’assemblea annuale di UNEM, il sottosegretario al MIMIT con delega ai carburanti, Massimo Bitonci, ha ufficialmente sbloccato un percorso lungo e travagliato che si protrae ormai da due anni. Una riforma che promette di mettere ordine in un settore strategico ma da anni in balia di abusivismo, inefficienze e assenza di regole certe.
“Sembrava tutto semplice all’inizio”, ha esordito Bitonci, “ma poi ci siamo resi conto della complessità”. Il tavolo tecnico, aperto nel 2023 con la partecipazione di Ministeri, associazioni di categoria, compagnie petrolifere, Guardia di Finanza e Regioni, ha prodotto risultati già visibili: l’allineamento delle banche dati (DOGANE, MIMIT, MASE), con la creazione di un’anagrafe finalmente unificata e attendibile dei 20-21.000 impianti attivi in Italia. Un passaggio cruciale anche per contrastare fenomeni di evasione, adulterazione dei carburanti e pratiche scorrette che continuano a danneggiare il mercato e i gestori onesti.
Bitonci ha poi sottolineato l’importanza di prevedere incentivi per la razionalizzazione della rete, affinché la riduzione degli impianti (l’Italia ha ancora il doppio dei distributori rispetto alla media UE) non si traduca in un disastro sociale. “I gestori non sono numeri – ha detto – sono famiglie, microimprese che vanno tutelate. Bisogna accompagnare la chiusura degli impianti con bonifiche, riconversioni e prospettive”. Il disegno di legge prevede la possibilità di ampliare i servizi nei punti vendita, trasformandoli in hub multifunzionali con colonnine elettriche, attività commerciali e servizi per la comunità. “Un modello europeo che dobbiamo fare nostro”, ha affermato.
Il vero nodo, però, era la contrattualistica. Bitonci lo ammette: “Ci abbiamo lavorato per un anno e mezzo. Le posizioni erano lontanissime”. Da un lato, le compagnie petrolifere, restie a vedere limitato il proprio potere negoziale. Dall’altro, i sindacati dei gestori, preoccupati dal dilagare del contratto d’appalto e dalla mancanza di tutele. Ma alla fine, ha dichiarato Bitonci, “il buon senso ha prevalso”: si è trovato un equilibrio che non blocca la contrattazione collettiva, riconosce la necessità di aggiornare le tipologie contrattuali, ma introduce anche meccanismi di arbitrato in caso di disaccordo. “Tutti hanno dovuto cedere qualcosa, ma è un compromesso equo – ha detto – e tuteliamo i lavoratori, combattiamo il nero e riconosciamo dignità al lavoro dei gestori”. Devo ringraziare anche il sindacato, e lo faccio pubblicamente, perché ho sempre avuto rispetto per le loro esigenze. Posso dire — senza voler essere critico — che alcune posizioni inizialmente potevano sembrare un po’ ancorate al passato, legate alla difesa dello status quo. Ma va riconosciuto che, alla fine, c’è stata la volontà di affrontare il cambiamento: i contratti vanno aggiornati, e le nuove tipologie contrattuali previste devono essere portate avanti.
Bitonci ha confermato che il testo è pronto e il Ministro Urso è allineato. “Si va in Consiglio dei Ministri”, ha detto, chiudendo il suo intervento con un invito al realismo: “Non tutti saranno soddisfatti, ma è la migliore mediazione possibile per garantire futuro e legalità al settore”.

Diciamo che quello che è scritto nel post è nient’altro che l’iter o il percorso che hanno seguito per arrivare al termine di questa benedetta riforma del settore toccando i vari punti che a quanto pare a portato al raggiungimento di un accordo , e tutto ciò è una cosa buona è giusta, finalmente vedremo se la montagna a partorito il topolino ma ripeto lo vedremo!!!! ma quello che mi lascia interdetto e dubbioso sono le ultime quattro righe del post dove dice : che non tutti saranno soddisfatti invitando ad essere realisti in quanto di meglio non si poteva fare…ma la domanda che mi sono posto è questa: ma la categoria degli insoddisfatti è quella dei gestori o quella delle compagnie???? e non vorrei visto l’aria che tira che il cetriolo sempre in….. all’ortolano ???