Descalzi ammette, “600 stazioni Eni a secco di gasolio, FAIB, Nettis: “Non è un episodio isolato”

Le recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, hanno riportato al centro del dibattito la tenuta del sistema carburanti italiano. Il dato ammesso dal riconfermato AD di Eni delle 600 stazioni di servizio rimaste senza gasolio in un solo weekend non è passato inosservato e rappresenta un segnale concreto delle tensioni che attraversano la filiera.

Tra guerra, scelte geopolitiche e riduzione delle forniture di gas russo, il tema non è più solo politico ma anche operativo, con effetti diretti su tutta la catena: dalle compagnie ai gestori, fino ai consumatori finali.

Per capire meglio cosa sta accadendo, riportiamo il punto di vista rilasciato ad Agensocial da Vincenzo Nettis, vicepresidente nazionale della FAIB. 

Una crisi temporanea o un problema strutturale?

Descalzi sostiene che il bando al gas russo abbia prodotto effetti come 600 stazioni senza gasolio in un solo weekend. Siamo di fronte a una criticità strutturale o a una fase temporanea?

“Le 600 stazioni non rifornite non sono un episodio isolato, ma il segnale di una fragilità logistica che esiste già da tempo. In condizioni normali il sistema fatica a sostenere i ritmi della domanda, e quando si verificano picchi – come quelli registrati durante le festività pasquali, anche a seguito di politiche di prezzo molto aggressive – la rete va in difficoltà.”

Nettis chiarisce anche un punto spesso sottovalutato:
“La criticità non si è limitata a un weekend. Abbiamo avuto segnalazioni di impianti rimasti a secco anche per quattro o cinque giorni consecutivi, e non solo nel periodo pasquale.”

A pesare sono anche dinamiche interne alla filiera:
“Ci sono stati tagli agli ordini che hanno penalizzato soprattutto i gestori tradizionali, in particolare quelli in comodato, mentre sono state privilegiate le stazioni in appalto. Questo evidenzia una difficoltà strutturale, soprattutto sul piano logistico e della capacità di stoccaggio.”

Prezzi alti e cittadini sotto pressione

Guardando ai consumatori, quali sono i rischi concreti tra prezzi, disponibilità e disservizi?

“I prezzi elevati, soprattutto del gasolio, stanno mettendo in difficoltà non solo la distribuzione carburanti, ma l’intera filiera del commercio. In Italia il trasporto merci avviene principalmente su gomma, quindi ogni aumento si riflette direttamente sui prezzi dei beni.”

L’impatto è evidente:
“Basta guardare l’andamento dei prezzi dell’ortofrutta per capire cosa sta succedendo. I cittadini subiscono un doppio effetto: pagano di più alla pompa e pagano di più anche per i beni di consumo.”

E sul fronte dei disservizi:
“Se l’instabilità internazionale continuerà, le prime a soffrire saranno le realtà più piccole, le cosiddette pompe bianche. Solo successivamente le difficoltà potrebbero coinvolgere anche i grandi operatori.”

I gestori: l’anello più debole

Quanto stanno pagando oggi i gestori questa situazione?

“I gestori sono i primi a subire gli effetti di questa instabilità. Parliamo di margini medi intorno ai 4 centesimi lordi al litro, a volte anche meno.”

Un esempio concreto:
“Su un rifornimento di 20 euro, il guadagno del gestore è di circa 40 centesimi. Il resto è assorbito da tasse – circa 12 euro – e da costi e margini delle compagnie.”

E da quei pochi centesimi bisogna coprire tutto:
“Spese di gestione, personale, costi operativi e anche le commissioni sui pagamenti elettronici, che stanno aumentando. In queste condizioni, la sostenibilità economica è sempre più a rischio.”

Dove intervenire davvero sui prezzi

Quali misure servono nell’immediato per contenere i prezzi e proteggere il sistema?

“La riduzione delle accise è stata un intervento importante, ma non basta. Il punto è che il prezzo alla pompa viene determinato dalle compagnie e comunicato ai gestori.”

Per questo:
“Se si vogliono evitare fenomeni speculativi, bisogna intervenire dove il prezzo viene formato, non a valle.”

Tra le possibili soluzioni:
“Si potrebbe anche valutare, in via temporanea, un organismo ministeriale che svolga una funzione di supervisione diretta.”

Senza riforma il sistema resta fragile

Cosa dovrebbe fare il governo per evitare nuove crisi e ristabilire equilibrio?

“Serve una riforma organica del settore. Da anni si parla del Ddl Carburanti, ma finora non si è concretizzato nulla.”

Secondo Nettis, la riforma è fondamentale per:
“modernizzare la rete, contrastare l’illegalità – sia fiscale che contrattuale – e ristabilire condizioni di equità.”

E conclude con un punto chiave:
“Oggi esistono distorsioni che penalizzano i gestori. Una riforma permetterebbe di restituire dignità al comparto e creare un equilibrio reale lungo tutta la filiera.”

Il quadro che emerge è chiaro: le tensioni attuali non sono solo legate alla geopolitica o alla questione del gas russo, ma mettono in luce fragilità già presenti nel sistema.

La rete distributiva regge, ma con fatica. I consumatori pagano prezzi sempre più alti. E i gestori, ancora una volta, restano l’anello più esposto.

Senza interventi strutturali, il rischio è che episodi come quello delle 600 stazioni senza gasolio non restino eccezioni, ma diventino segnali sempre più frequenti di un sistema che ha bisogno di essere ripensato.

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Luciano
28 giorni fa

Tempo fa qualcuno diceva :attenti con le PBianche ,che se le grasse compagnie si incazzano ,chiudete Questo ,oggi potrebbe avvenire ,riducendo migliaia di p v ,Poi c’è la questione ENI,centinaia di PV CHIUSI per incompetenza di rifornimento,come se la colpa fosse dei trasporti e non di chi ha rifornito i p v con un prezzo sottocosto !!! Dove un pv che erogava 100 mila litri al mese ne sta vendendo 400 mila !!mettendo in crisi il sistema ,con sommo gaudio dei gestori ENI complimenti A mio avviso ,non conta nulla ma ci ho sempre azzeccato purtroppo, questo potrebbe essere l ennesima prova sul campo ,vedere come reagisce il sistema carburanti con migliaia di p v chiusi,che tra bianchi e colorati sono migliaia, e se il sistema regge la ristrutturazione e servita senza colpo ferire Due parole al sindacato cosa fa o pensa di fare con lo strapotere ENI?Per i gestori che subiscono questo dumping commerciale che mette a rischio migliaia di posti di lavoro Come intendete tutelare le piccole realtà, come il Consorzio lal quale siete pronti a chiedere il piano di ristrutturazione, garanzie occupazionali ,ma alla parola ENI ve la fate sotto ?vi ricordo che state ,STATE mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro permettendo a ENI di fare quel che vuole ,magari scambiando una ristrutturazione con un cavolo STIAMO PURTROPPO ASSISTENDO ALL INUTILITÀ DI QUESTO SINDACATO

SALVATORE
SALVATORE
Rispondi a  Luciano
27 giorni fa

Nulla da dire al tuo commento e d’aggiungere…. ma ricorda che tutto questo e tutto deciso da tempo oramai, e per liberarsi di circa diecimila impianti il modo migliore è questo” affamare le gestioni” che non servono più alla faccia di quelli sfortunati che non riescono a mollare questo lavoro, e faccio fatica a definirlo lavoro per il motivo che non è più un lavoro dignitoso non è più un diritto come è scritto nella costituzione Italiana nei primi articoli dove viene menzionata la parola lavoro???? e concludo dicendo che il sindacato a questi Signori delle compagnie gli fanno un Baffo!!!!

Gianni M
Gianni M
27 giorni fa

Secondo il mio umile parere, nonostante le informazioni che leggete, non ci avete capito molto. Le pompe bianche si approvviggionano dalle compagnie petrolifere che rivendono il surplus di carburante nel canale extrarete a prezzi inferiori caricando i costi invece nella parte del mercato tradizionale cosiddetto rete. Questo doppio mercato ha permesso la prolificazione di migliaia di nuovi impianti anche grazie alle leggi sulla libertà di stabilimento voluta dall’unione europea con la spinta all’epoca della grande distribuzione organizzata, che come lobby ha portato acqua al proprio mulino. Ci fu quindi l’abolizione delle distanze minime e grazie all’accondiscendenza delle amministrazioni comuncali siamo arrivati ad avere più di 20mila impianti. Una cifra sproporzionata rspetto alla relae esigenza e soprattutto alla sopravvivenza di una rete efficiente e moderna. A questo si tenta di porre rimedio con il ddl di riforma del settore. La volontà è quella di chiudere impianti inefficienti come erogato, non conformi sotto il prfolo urbanistico e non in regola rispetto alle norme di sicurezza. Molti di questi sono impianti che non hanno il gestore. Un’altro scopo della riforma è avere regole certe sulla contrattualistica. obbligare le compagnie a stipulare e rinnovare gli accordi che regolano sia diritti ma nache rinnovano i margini. Cosa che attualmente con le regole in cui siamo non avviene perchè l’obbligo è solo sulla carta ma se non viene rinnovato un accordo nessuno paga. In breve è questo che sta facendo il sindacato oltre a tentare di aiutare singolarmente i gestori che lo richiedono. Pertanto criticare la parte sana del sindacato non solo è sbagliato ma credo anche ingiusto.

Luciano
Rispondi a  Gianni M
27 giorni fa

Aiutare SINGOLARMENTE i gestori è giusto ,ma andrebbero aiutati tutti i gestori ,cosa che oggi per me non avviene .Altra cosa che mi si dovrebbe spiegare ,essendo io un umile gestore ,non mi è chiaro cosa stia facendo il sindacato per i gestori TUTTI amenoche sia una cosa talmente oscura da non vederla SONO.anni che il sindacato non sta portando a casa nessun risultato ,non fa assemble, non organizza scioperi, discute ,discute ,da la colpa a altri ,ma di concreto non porta a casa nulla .Certo ,come dici ,criticare in modo compulsivo è sbagliato ,ma come dici TU c’è una parte non sana ,e c’è ne stiamo accorgendo

Gianni M
Gianni M
Rispondi a  Luciano
27 giorni fa

Se non sei aiutato dovresti provare a cambiare sindacatao. Poi certo nessuno fa miracoli. Inoltre essere umili gestori non ci toglie dalle nostre responsabilità. Pensiamo invece cosa ognouno di noi – umile o meno – può fare anche dal lato di mettersi in gioco e dare il suo piccolo o grande contributo. Il sindacato non è un ente astratto ma è un insieme di persone (gestori) che crea coalizione per difendere il proprio futuro. Negli anni la mancanza di questo “VOLONTARIATO” ne ha sicuramente indebolito il ruolo ma il sindacato continua a battersi a tutti i livelli per dare futuro e dignità alla categoria. Sarebbe già un ottimo risultato riuscire a isolare la parte “malata” del sindacato da quella “sana”.

Luciano
Rispondi a  Gianni M
26 giorni fa

Io non critico e non denigro una istituzione come il sindacato ,ci mancherebbe ma mi sento libero di fare una critica ,quando si meritera degli elogi ,lo dirò È inutile inutile incolpare chi non ha colpe ,chi ha delegato delle organizzazioni per portare avanti le proprie istanze e per dirla tutta :è legittimo criticare chi da anni non porta a casa risultati ?SI O NO? Oggi ,è il momento perfetto ,la tempesta perfetta come si dice ,per ottenere tutto e di più cosa aspetta il sindacato ?che tutto torni normale per non disturbare qualcuno ? O si fa sindacato o si chiude .Un saluto

Gianni M
Gianni M
Rispondi a  Luciano
26 giorni fa

Purtroppo dissento totalmente perchè delegare non vuol dire lavarsene le mani e soprattutto pensare che le cose si facciano con la bacchetta magica. Questa categoria (e quindi il sindacato sano di essa) combatte contro molti avversari. Governo di turno (destra sinistra), compagnie, autorità garanti, associazioni dei consumatori, lobby (grande distribuzione) da sola. Tu pensi che non è stato in grado di fare nulla ma se non ti fossi limitato a guardare (e a criticare) avresti compreso quanto sia stato difficile il solo fatto di sopravvivere. Ecco a volte riflettiamo su questo..

SALVATORE
SALVATORE
Rispondi a  Gianni M
26 giorni fa

E no mi dispiace ma non accetto questo modo di vedere le questioni tra gestori sindacato e compagnie, e per quanto mi riguarda il sottoscritto ha seguito il sindacato per più di trent’anni, sindacato “Faib Torino” e contesto il fatto che il gestore si iscrive al sindacato e dopo se ne lavi le mani in quanto non lo accettò assolutamente, io caro Gianni al sindacato sono stato devoto come un credente che va tutti i giorni a sentir messa…io per questi della F.a.i.b sono stato un associato corretto ,ho sempre rinnovato la tessere ogni anno solare ho seguito e partecipavo alle varie riunioni e gli scioperi che si proclamavano anche se i risultati non portavano a un bel nulla, mi tenevano la contabilità e diciamo che ho sempre mantenuto dei buoni rapporti , ma quando io un bel giorno ho avuto un contenzioso con la EG ” PIRATI” qui sono cominciati i miei problemi per il motivo che io da quando subentrarono questi Pirati al posto della Esso ” Signora compagnia” sull’ impianto che gestivo non funzionava più come prima ,e mi riferisco alla parte gestionale che non andava più bene come avrebbe dovuto!!! e concludo che con il sindacato io ho mantenuto un ottimo rapporto …ma quando io per mia sfortuna ho avuto bisogno di costoro in cambio ho ricevuto un bel manico di scopa nel C…..o e ci siamo capiti, e quando ti capita una roba del genere sei col C…o perterrà ????

Luciano
Rispondi a  Gianni M
26 giorni fa

Vorrei rispondein modo sintetico
Delegare significa credere a chi porta avanti i tuoi interessi ,sia lui un commercialista, un notaio ,un sindacato
Che il delegato non sia più in grado di fare ,è sotto gli occhi dei gestori
Che non si possa criticare un “lavoro mal fatto “è lecito visti i risultati
Se mi elenchi i risultati degli ultimi 10 anni ottenuti, ti ringrazio
Bisogna che il sindacato si SVEGLI dal torpore di questi anni ,non pensi a cose che non gli competono ,torni a pensare ai gestori ,tutto il resto non conta e oggi più che mai ce ne accorgiamo Piccolo esempio, tra giorni i camionisti entreranno i sciopero ,sai dirmi quando è stato l ultimo sciopero dei gestori? Quindi mi sembra che l unico che cerca di SOPRAVIVERE mentre gli altri chiudono sia proprio il sindacato

Gianni M
Gianni M
Rispondi a  Luciano
26 giorni fa

Rispondo ad entrambi nel tentativo di prendere – come si dice – due piccioni con una fava. Il sindacato non è un commercialista o un notaio ma una associazione di persone che spesso fanno volontariato lasciando i propri interessi personali per quelli generali. Negli ultimi anni il sindacato ha perso proprio quella parte propulsiva anche perchè sono mancati quei concetti di volontariato che ne avevano invece in passato fatto la storia. Cosa abbia ottenuto negli ultimi anni l’ho detto in quanto – con pochi mezzi- e con il menefreghismo di molti, la parte sana (perchè non tutto il sindacato è sano) ha tenuto la categoria ancora al centro della distribuzione carburanti facendo un lavoro di difesa di quei diritti che vengono svenduti in primis dagli stessi gestori che spesso manco li conoscono. Si chiede il dettaglio delle battaglie, possiamo guardare in casa Esso EG (visto che è stata citata) la quale appena entrata nel mercato italia non voleva riconoscere l’accordo colore, e dove – grazie al sindacato – c’e stata una sentenza che invece li ha costretti a riconoscere l’accordo Esso con tutti i diritti su cali e manutenzione che ne correlavano gli obbligi . Si è cercato di tamponare la deriva dei contratti di Appalto riconosciuti illegali da una sentenza, anche questa grazie ancora all’apporto indispensabile del sindacato. Sentenza che sta permettendo ai gestori in appalto di farsi riconoscere quanto sottratto dalla petrolifera di turno. Il cartello dei prezzi regionali, che, seppur – a qualcuno – sembra una sciocchezza, oggi evita quella ricerca fruttuosa di sanzioni fatta dalla guardia di finanza. E poi ripeto, tutte le tantissime singole battaglie per dare giustizia e dignità ai tanti gestori che l’hanno persa a volte anche per scelte personali discutibili. Ma il sindacato non è un commercialista ne un notaio e ripeto è nella maggioranza dei casi volontariato che però necessita di qualità, schiena dritta e competenza. Caratteristiche sempre meno comuni nel mondo di oggi.. Criticarlo è facile come pagarne la tessara, diveso è farsene carico.

SALVATORE
SALVATORE
Rispondi a  Gianni M
26 giorni fa

Ma scusa i diritti a cui ti riferisci sono quelli di quanti anni in dietro diciamo di qualche decennio perché a me non risulta tutto questo di cui tu parli vista anche la situazione in cui versa la categoria attualmente io tutto questo di cui parli, sono diritti acquisiti da qualche anno ormai , e non è che il primo che arriva in questo paese e acquista un azienda o delle attività commerciali fa quello che gli pare e piace o per essere più chiari i cavoli suoi….io ho fatto l’esempio EG perché ho vissuto in prima persona un esperienza che non auguro a nessuno visto il danno che ho subito da costoro sia in denari che posti di lavoro in quanto l’impianto a quei tempi aveva un fatturato mica da ridere sia come carburanti con annesso GPL e officina gommista e autolavaggio con numero addetti 4. Poi parliamo del riferimento che hai menzionato che il sindacato non è un commercialista o un notaio , e credo che tu ti riferisci al problema che io ho subito da questi Pirati della EG e uso questo termine diciamo soft altrimenti dovrei definirli con qualche altro epiteto!!! ed il sottoscritto non aveva bisogno che il sindacato mi facesse i conti in quanto in 35 anni di questo lavoro i conti ho imparato a farmeli molto bene e questo ti deve essere molto chiaro perlomeno spero….ma io ho avuto bisogno che il sindacato prendesse le mie difese per un motivo molto semplice che il sottoscritto da questi a subito un danno una truffa un raggiro e non da poco, il che significa che come questi hanno preso l’impianto nelle loro mani al sottoscritto i conti non tornavano più ed io dal primo giorno comunicai loro “sindacato” che le chiusure non quadravano e dopo una serie di verifiche ben 8 chiusure in due giorni non una quadrava e quindi il danno economico era evidente ma gli anno permesso a quei pirati di fare i cazzi loro a mie spese , e mi dissero che se non volevo rovinarmi del tutto dovevo mollare il tutto altrimenti finiva molto male capisci non hanno preso le mie difese con tutte le ragioni che avevo!!!! questo è il sindacato che io ho seguito con devozione religiosa amen???

Gianni M
Gianni M
Rispondi a  SALVATORE
25 giorni fa

I diritti sono quelli di avere un contratto dignitoso dove non ti possono mandare via quando vogliono (vedi contratto di appalto rispetto al comodato/commissione) che tu possa fare le ferie, che tu possa avere il riconoscimento dei cali, che tu possa avere un TFR( vedi Cipreg) che tu possa avere un margine minimo garantito, il bonus fiscale, il credito di imposta carte di credito. Tutti diritti che saranno datati ma vanno difesi perchè vengono palesemente attaccati ogni volta che nasce un contratto di appalto, che ti obbligano a fare 52 ore che non ti riconoscono il cipreg che non ti vogliono far fare le ferie, che venga negato il rinnovo degli accordi economici. Caro mio, è facile svendere diritti che altri hanno conquistato e probabilmente in molti manco conoscono. L’esempio sul commercialista o notaio non sta nel fatto che il sindacato deve fare il commericalista o il notaio ma era riferito al paragone che veniva fatto ed era completamente fuori luogo. Venendo al tuo problema probabilmente sei stato vittima, come altri, del sistema Maser un sistema che ad oggi oltre ad essere il peggiore in circolazione ha diverse criticità e vere e proprie falle di sistema. Ma occorrerebbe analizzare nel merito la situazione, cosi come fatto con altre gestioni dove si è dimostrato il problema e l’azienda ha riconosciuto gli errori.

SALVATORE
SALVATORE
Rispondi a  Gianni M
25 giorni fa

A se capisco allora tutte le volte che qui in questo paese si presenta qualcuno che vuole acquistare dei rami di aziende o attività commerciali, tutte le sante volte bisogna difendere ciò che si è ottenuto negli anni passati con lotte e scioperi vari !!!! non credo che le cose funzionino in questo modo in altri paesi in quanto stai acquistando rami di aziende industriali o commerciali e non i diritti delle persone che ci lavorano quelli devono essere sempre sacrosanti e tutelati a prescindere da chiunque viene a fare i cavoli suoi in questo paese e mi sembra una cosa giusta e ovvia, altrimenti che si fa si torna al medioevo!!! e tornando alla disavventura che io ho avuto con il gestionale Maser che mi dici che aveva una serie di problemi, io posso solo dirti che quello schifo lo montarono sugl’impianti API roba della preistoria e comunque il sindacato che in qualche modo difendi per quanto mi riguarda nonostante l’evidenza dei fatti da me commentati nei miei confronti non hanno fatto un bel…..di niente nonostante l’evidenza dei fatti, quindi fattene una ragione un Sindacato che si comporta in questo modo non serve a un ad una M…..a, e fattene una ragione????

Gianni m
Gianni m
Rispondi a  SALVATORE
24 giorni fa

Io difendo la parte sana del sìndacato e tanto per chiarire non sono del sindacato a cui ti sei affidato.Come ti ho detto non c’ē la bacchetta magica. Purtroppo EG ha comprato una rete di una compagnia petrolifera ma si è sentita fuori dalla legge perché gli accordi erano stati firmati da Esso non conoscendo la legge ha tentato di eluderla. E comunque probabilmente a te il sindacato non ē servito ma ti consiglio di usare altri termini perchē spesso aiuta molti più gestori di quanto tu possa immaginare. D’altronde chi riusciva ad aiutare tutti ē morto in croce da più di duemila anni..

SALVATORE
SALVATORE
Rispondi a  Gianni m
24 giorni fa

Caro Gianni io questo che mi stai raccontando, da parte mia è in accettabile io dal sindacato ho subito un danno che non si può immaginare sono indifendibili, e non dirmi e capitato a te accettalo è andata cosi…mi spiace ma io sta roba vergognosa che mi hanno fatto non la posso accettare mai in primis per il motivo che questi si sono comportati come dei complici e non hanno preso le mie difese si sono fatti volutamente Turlupinare da quei delinquenti per non fare una causa contro costoro capisci e poi io tutti i giorni documentavo inviavo al sindacato tutte le chiusure che come al solito non tornavano capisci e poi non sono mai venuti sull’impianto a fare con il sottoscritto una dico una chiusura per rendersi conto di persona se quello che capitava era vero oppure no , e quindi come li devo giudicare questi personaggi!!!! e concludo e troppo facile fare la morale a chi subisce una cosa del genere e sentirsi dire è andata male a te accettalo e pensa agli altri gestori, e se mi permetti il danno la subito il sottoscritto e……!! e che questo mio commento serva da monito ad altri gestori ??? non si può difendere l’indifendibile Saluti !!!

Gianni m
Gianni m
Rispondi a  SALVATORE
24 giorni fa

Premetto che non essendo a conoscenza dei dettagli non posso valutare ma perché non ti sei rivolto ad altri? Perché se eri così sicuro della tua ragione non hai preso un legale di tua fiducia? Non è per fare la morale ma non mi piace chi fa di tutta un’erba un fascio.

SALVATORE
SALVATORE
Rispondi a  Gianni m
24 giorni fa

SI lo fatto ma era troppo tardi la questione come si dice in questi casi aveva preso una brutta piega oramai… ma posso dire che nella mia disavventura ho conosciuto un Sindacalista con gli Attributi di Roma che purtroppo è venuto a mancare proprio nel momento che le cose potevano prendere un altra direzione sicuramente più favorevole, ma il buon Dio l’ha chiamato a sé e non ho potuto avere più il suo appoggio e soprattutto la sua competenza e determinazione, e che un bel giorno leggendo sul post che io scrissi, di sua spontanea volontà si offri di aiutarmi nel cercare una soluzione per dipanare la questione!!! Quindi come puoi vedere non è andata come si sperava, e si vede che era destino che finisse cosi!!!

SALVATORE
SALVATORE
Rispondi a  SALVATORE
21 giorni fa

Scusatemi dimenticato non volevo essere scortese e maleducato un saluto al sindacato FAIB di Torino ,vi porterò per sempre nei miei pensieri!!!!!….

Luciano
Rispondi a  Gianni M
26 giorni fa

Bella discorso che come molti altri fatti fin ora rimarrà tale Spero che il sindacato diventi sindacato Un saluto

Gianni M
Gianni M
Rispondi a  Luciano
25 giorni fa

E ce ne siamo lavati le mani fino al prossimo acuto ovviamente nel comod di una tastiera..

SALVATORE
SALVATORE
Rispondi a  Gianni M
27 giorni fa

Io personalmente che ho passato una brutta avventura con il sindacato F.A.I.B soltanto il pensiero mi smuove un moto di delusione e rabbia interna per quello che ho subito da questi in quanto solo il pensiero mi provoca un sentimento di sconforto e di profondo senso di fastidio per la situazione e l’esperienza molto negativa che ho vissuto con questi Signori, e non voglio stare qui a raccontare la mia disavventura in quanto ancor oggi soltanto il pensiero mi fa molto male per non essere riuscito con l’ausilio di costoro ” Sindacato” a portare il contenzioso a mio favore, nonostante tutte le mie buone ragioni !!!!