Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera inviata da Moreno Parin, coordinatore di GC Treviso, sul clima che si è determinato in queste ore attorno ai gestori degli impianti carburanti dopo il taglio delle accise e l’avvio dei controlli sui prezzi.
Minacce di stato
Siamo alle solite, alla fine è sempre colpa del benzinaio, finirà che saranno i benzinai italiani la causa dello sconquasso sul settore petroliferi internazionale.
Ma è possibile che la nostra classe dirigente continui a non conoscere come funziona la distribuzione petrolifera in Italia? Non si pretende il livello mondiale, ma almeno nazionale si.
A uso di chi minaccia rappresaglie va ben chiarito che le accise (banalmente TASSE) sui carburanti i gestori italiani le pagano al momento che arriva l’autobotte nell’impianto, lo stesso vale per l’autobotte quando esce dal deposito costiero, prodotto pagato pronto cassa e pure garantito da fideiussione altrimenti stai senza.
Le accise poi le pagano i consumatori finali, certo, ma se uno di questi scappa senza pagare il gestore allo stato frega nulla, tanto il gestore le ha comunque pagate lui, e se denuncia il furbo c’è la tenuità del fatto, becco e bastonato!
Allora se sai che il gestore ha già pagato in anticipo le accise per conto del cliente perché pretendi che reagisca all’istante, e senza fiatare, a una decisione che, ancorché giusta e condivisibile, ha necessariamente bisogno di un minimo di tempo per essere messa in pratica?
Perché pretendi che un gestore che mercoledì, o anche prima, ha scaricato l’autobotte si prenda sul groppone 20 centesimi al litro di accisa (36 mila litri x 20 cent. = 7.200 euro); Bastavano due righe in più sul decreto, ovvero il rimborso delle accise per il prodotto in cisterna alla mezzanotte di mercoledì, e allora si che giovedì mattina tutti giù i prezzi di benzina e gasolio, e allora si che potevi anche minacciare sanzioni, e magari si poteva prevedere la diminuzione per venerdì.
“Controlli a tappeto della Guardia di Finanza sull’applicazione del taglio delle accise” – “Mister prezzi segnala alla Guardia di Finanza chi non ha attuato il taglio accise” Sono titoli su tutti i media nazionali, ma che siamo in uno stato di polizia fiscale? Siamo tornati al dagli all’untore? Che poi dal punto di vista commerciale, e pure di legge, il prodotto è mio perché io lo ho pagato, e decido io il prezzo al pubblico in relazione a quanto lo ho pagato, questo dovrebbero saperlo dalle parti di Roma. PS. Non c’è l’abbiamo con la Guardia di Finanza, se riceve un ordine deve eseguire.
Mi scuso per questo sfogo, ma troppo è troppo; Ma già che ci sono due cosine le voglio ancora dire, la prima alle associazioni dei consumatori per invitarle a non limitarsi a gridare al lupo, al lupo, ma ci dicessero anche dove sta sto lupo, così potremmo tiragli una schioppettata.
La seconda riguarda l’Amministratore delegato Eni, Descalzi, e quanto riportato in virgolettato in un articolo de Il Gazzettino di oggi: “Stiamo crescendo dovunque. E siamo così forti che abbiamo deciso che, se si raggiungesse il prezzo di 90 dollari al barile, distribuiremo il 100% di ciò che incassiamo. È la prima volta”. Ecco, quel “distribuiremo” a chi sarà destinato? Si attende risposta.
Treviso, 20 marzo 2026
Gc_TV – Il coordinatore
Moreno Parin

L’avevo scritto molte volte che ci tacciavano come speculatori neanche fossimo la categoria dei delinquenti.
Vergogna principalmente da parte delle istituzioni!!!