DL Taglia-prezzi, le osservazioni dei gestori carburanti

Quotidiano Energia – Il contributo di Faib, Fegica e Figisc al Senato: riforma del settore, compensazioni taglio accise, lotta all’illegalità, prezzi amministrati contro le speculazioni

Una riforma del settore della distribuzione carburanti, la lotta all’illegalità, un ritorno temporaneo ai prezzi amministrati. Sono alcune delle osservazioni che i gestori hanno inviato ieri alle commissioni congiunte Finanza e Industria del Senato, dove è in corso l’iter di conversione del DL Taglia-prezzi (n. 21/2022) con cui il Governo ha disposto una diminuzione delle accise per benzina e diesel (con separato DM si è ridotta anche l’accisa sul Gpl). Nella memoria sul decreto Faib, Fegica e Figisc portano dunque all’attenzione del Parlamento altre proposte, già presentate in passato, per apportare modifiche alle norme sul comparto.
La riduzione delle accise, evidenziano le federazioni, appare “adeguata ed efficace”. Nel contributo scritto (disponibile in allegato), viene anche valutata come “opportuna” la possibilità di poter ripetere l’intervento fino alla fine del 2022. Una previsione che peraltro si è già concretizzata il 6 aprile con un decreto del Mef che ha spostato il termine delle accise ribassate dal 21 aprile al 2 maggio.

I sindacati chiedono poi di “chiarire” nella legge di conversione che la corretta applicazione delle aliquote non può essere attribuita ai gestori: si tratta infatti di un obbligo che deve essere assolto nel momento dell’immissione al consumo e quindi in una fase precedente alla consegna dei prodotti alle stazioni di servizio.

Di conseguenza, si legge nel documento, non ha alcuna “ragione di essere” la comunicazione dell’Adm del 23 marzo scorso. Il riferimento è alla circolare (n. 11/2022) con cui le Dogane hanno domandato agli impianti di trasmettere i dati sulle giacenze sia alla data di entrata in vigore del DL e sia a quella della sua scadenza. Un passaggio che “avrebbe dovuto” essere messo in relazione con un meccanismo di compensazione a favore degli esercenti per evitare “ingiusti oneri iniziali”.

Più volte Faib, Fegica e Figisc hanno sollevato la questione nelle scorse settimane, considerando che gli impianti hanno venduto prodotti ad accise ribassate dopo averli acquistati con un’imposizione fiscale più alta. Assopetroli, proprio in un’audizione al Senato davanti alle commissioni riunite, aveva quantificato in 200 mln € la svalutazione delle giacenze.

Quanto al contenimento dei prezzi alla pompa, le federazioni tornano sul tema dei prezzi amministrati, definiti uno “strumento formidabile” per contrastare comportamenti speculativi. Una situazione di “particolare attualità” alla luce dell’andamento delle quotazioni internazionali dei prodotti “almeno” degli ultimi sei mesi. La delibera del Cipe con cui nel 1991 era stata avviata la liberalizzazione, viene precisato, prevede un ritorno “anche temporaneo” a un regime controllato.

I sindacati inoltre richiedono “da molti anni” una riforma complessiva del settore per “sconfiggere” delle “dilaganti forme di illegalità” in fase di approvvigionamento e in termini di strumenti contrattuali. Nelle stime di Adm e Gdf, prosegue il testo, più del 30% dei carburanti venduti al dettaglio sono “tecnicamente clandestini”, con un ammanco superiore ai 12 miliardi di euro per le casse dello Stato.

Le federazioni dei gestori domandano infine nuove norme per consentire l’installazione e l’esercizio degli impianti per i prodotti di autotrazione (non più “solo” carburanti tradizionali), tra cui le colonnine elettriche con potenza superiore ai 100 kW, l’idrogeno e il biometano. Un permesso che potrebbe essere revocato in caso di mancata ottemperanza a una serie di requisiti, gli stessi che i gestori avevano sottoposto all’Autorità di regolazione dei trasporti durante la prima fase di consultazione sulle misure per i “bandi relativi alle gare cui sono tenuti i concessionari autostradali”.

Per gentile concessione di Quotidiano Energia 

Faib-Fegica-Figisc vs Comm 6 e 10 Senato – contributo scritto – 12 4 2022

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Alex
Alex
1 mese fa

Il prezzo amministrato è un ottima proposta, dopotutto i monopoli non sono stati liberalizzati e noi abbiamo gli stessi adempimenti, quindi ???

Ermanno
Ermanno
Rispondi a  Alex
1 mese fa

il problema sono i nostri margini il gestore deve pretendere 10 cents litro altrimenti sta facendo lo schiavo alla compagnia petrolifera , e con 4 centesimi i rincari i cali gli imprevisti con cosa li paghi, che già non bastano ….

pippo
pippo
Rispondi a  Ermanno
1 mese fa

Qualche tempo fa ,quando qualcuno diceva che ci volevano i 10 cent passava da eversore da cretino .Oggi che i 10 centesimi non bastano nemmeno ,dove sono i benpensanti !!!! Oggi che moltissimi gestori stanno guardando i piazzali vuoti ,dove sono quelli che al solo nominare uno sciopero si tappavano le orecchie .Dove sono i nuovi sindacati !!! quelli che volevano sedersi a Roma con il sindacato ,dove sono !!!! Qualcuno sbandiera risultati di 20 anni fa ,i ristori covid ,come se li avessimo avuti solo noi .Nessuno si sta accorgendo che i gestori ,e ci mancava il calo accise ,per il colpo di grazia stanno morendo .grazie tanto

PAOLO
PAOLO
1 mese fa

Depositi fiscali devono essere eliminati perché’ hanno molte agevolazioni, tra cui il traffico di gasolio agevolato (motopesca, agricolo)e’ possono vendere a prezzi ribassati ,a danno degli onesti per guadagnare tutta la giornata €10,00. Se va bene!!!!!!!!!