Non dovrebbe terminare oggi l’era delle proroghe sul gasolio. Secondo quanto anticipato da Adnkronos, il Governo si prepara infatti a prolungare ancora lo sconto sulle accise, mentre servirà più tempo per mettere a punto il nuovo pacchetto di interventi selettivi contro il caro energia.
La scadenza è fissata alla mezzanotte di oggi, 10 settembre, quando terminerà l’attuale riduzione dell’accisa sul gasolio. Il decreto interministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale aveva infatti rideterminato, per il periodo dal 6 al 10 settembre, l’aliquota a 532,90 euro per mille litri, utilizzando il meccanismo che consente di compensare attraverso le maggiori entrate IVA derivanti dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio.
Quella che soltanto pochi giorni fa sembrava destinata a essere l’ultima mini-proroga potrebbe quindi avere un seguito.
Secondo Adnkronos, infatti, si profila una nuova estensione dello sconto, necessaria per accompagnare il periodo che separa il Governo dalla definizione del decreto contenente gli interventi più mirati. L’obiettivo sarebbe arrivare alle nuove misure entro la fine di settembre, superando progressivamente il sistema delle riduzioni generalizzate delle accise.
La partita sui carburanti si intreccia con quella, decisamente più ampia, dei conti pubblici.
Secondo quanto riportato da Adnkronos, dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri la lettera con la quale il Governo formalizzerà alla Commissione europea la richiesta di maggiore flessibilità sul deficit per finanziare interventi legati alla difesa e all’energia.
Le cifre sono importanti: per la difesa si parla dello 0,9% del Pil, pari a circa 21,7 miliardi di euro fino al 2028; per l’energia di un ulteriore 0,6% del Pil, circa 14,4 miliardi, dei quali fino a 7,2 miliardi potrebbero essere utilizzati in un solo anno. Complessivamente, quindi, il margine richiesto arriverebbe a 36,1 miliardi di euro entro il 2028.
L’eventuale utilizzo della flessibilità europea per l’energia sarebbe sottoposto a precise condizioni: gli interventi dovrebbero essere orientati alla sicurezza e all’efficientamento energetico e non semplicemente trasformarsi in sovvenzioni all’utilizzo dei combustibili fossili. Questo rende più complicato utilizzare quelle risorse per finanziare direttamente uno sconto generalizzato su benzina e gasolio.
