Faib: contrabbando, evasione e truffa costano al Fisco 4 miliardi anno

Ogni anno il mancato gettito di Iva, accise e imposte sul reddito, costa al Fisco circa 4 miliardi di euro: i numeri contenuti nel report della Faib ”La piaga dell’illegalità, la ferita aperta dell’abusivismo contrattuale”

La pesante stima arriva dalla Faib Confesercenti, che in occasione della fiera di settore Oil&NonOil, ha presentato il dossier dal titolo ‘‘La piaga dell’illegalità, la ferita aperta dell’abusivismo contrattuale”. Il dossier cerca di fare il punto sulla situazione nel settore della distribuzione dei carburanti, in una fase storica caratterizzata da molteplici profili problematici.

Tra questi, grande rilevanza hanno appunto le frodi fiscali, che determinano non solo una perdita di gettito, ma anche una concorrenza sleale a danno degli operatori onesti, e l’irregolarità contrattuale, che colpisce circa la metà dei gestori, derivante dall’uso di contratti non previsti dalla legge. Una piaga, dunque, per il fisco e per le imprese della rete, sempre più polverizzata. Sebbene il 70% dei 22.812 impianti italiani porti ancora i marchi delle compagnie petrolifere, ormai il rimanente 30% ha insegne di società di distribuzione operanti con proprio marchio, talvolta al disotto dei 10 punti vendita.

Il dossier quantifica anche il numero di impianti per le 50 principali società di distribuzione carburanti operative con il proprio marchio. Ne esce una rete arretrata, sottodimensionata per efficienza e qualità, polverizzata nella proprietà e negli erogati (1.367 litri/anno a fronte dei 3.912 della Francia, dei 3.460 della Germania e dei 2.339 della Spagna). Oltre a quantificare la dimensione del fenomeno dell’illegalità, il dossier – che prende il via dall’analisi dei fatti di cronaca riportati in articoli di giornale e altri media – descrive anche i numerosi e diversificati casi di frode, raccontando i diversi meccanismi per le 3 principali tipologie di illegalità: contrabbando, evasione Iva e truffa ai clienti.

”Le frodi fiscali -sottolinea il presidente della Faib Martino Landi- mettono in ginocchio la filiera. Per questo è necessario fare squadra, con istituzioni e organi di controllo, per riuscire a debellare, una volta per tutte, questa piaga. Questo, però, senza creare un sistema che incida troppo sugli operatori onesti, caricandoli di ulteriori adempimenti fiscali e burocratici. Come viene ampiamente spiegato nel dossier non è solo l’evasione erariale a creare un grave danno al comparto, ma anche quella contributiva. Ricordiamo che chi opera nell’illegalità danneggia, soprattutto, chi lavora onestamente e tutto il settore, già penalizzato, come dimostrano i dati, da una rete inefficiente, con circa il 30% degli impianti che erogano meno di 500 mila litri, ampiamente sotto la soglia di sopravvivenza, che insistono su aree senza i necessari requisiti di sicurezza previsti dal codice della strada e da quello ambientale”.

”Le frodi fiscali – ha sottolineato Vincenzo Miceli, responsabile Ufficio Tributario Confesercenti – non creano solo un danno allo Stato e a chi lavora nella legalità, ma causano distorsioni nel mercato che portano alcuni a poter vendere a un prezzo estremamente concorrenziale. Dato che la maggior parte di questi illeciti possono essere ricondotti al tentativo di evadere l’Iva lanciamo, in questa sede, una proposta shock ossia quella di creare, anche per il settore carburanti, un regime Iva monofasica, che prevede che l’Iva sia interamente assolta in capo al produttore, così come avviene nell’editoria. In questo modo si potrebbero disinnescare una gran parte di meccanismi fraudolenti”.

Scarica il dossier Faib 

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Giovanni Ruiu
Giovanni Ruiu
9 mesi fa

MA BASTA!!! Non sapete pensare ad altro!! Pensate ai gestori che chiudono!! Anche questo è mancato gettito fiscale!! Ma guarda.. Se vi impegnaste per agevolare le piccole imprese; l’economia si riprenderebbe.. E finiamola con sta’ retorica.. È chiaro che non giustifichiamo i comportamenti illeciti.. Cque VAFFANCULO A TUTTI QUANTI..

Marco De Biasi
Marco De Biasi
Rispondi a  Giovanni Ruiu
9 mesi fa

Non è mancato gettito, perché se un distributore chiude i consumatori fanno il pieno da un’altra parte, mica restano a piedi

Giovanni Ruiu
Giovanni Ruiu
Rispondi a  Marco De Biasi
9 mesi fa

Si. Ma se più attivita’ ci sono e più l’economia gira.. Naturalmente se vanno bene.. E cque pagano tasse, contributi e versano IVA.. Quindi, vi è sempre un maggior gettito.
Ciao

mauro
mauro
Rispondi a  Marco De Biasi
9 mesi fa

è meglio stare zitti e sembrare ingnorante che aprire bocca e togliere ogni dubbio

Massimo Moroni
Massimo Moroni
Rispondi a  Marco De Biasi
9 mesi fa

Grande fenomeno! sentivo la mancanza di una tua perla! a proposito: cosa c’è per cena? …. inizio ad aver fame…

Ermanno
Ermanno
Rispondi a  Giovanni Ruiu
9 mesi fa

condivido ,ma la triade non ha capito che il problema è il margine del gestore ,i petrolieri devono mettere mano al portafogli e darci il 10% del prezzo per litro o dieci cent per litro ,ancora queste storie sull’erario ci stanno ammazzando con duemila adempimenti e margini sotto zero.
Avete rotto le scatole.

pippo
pippo
9 mesi fa

Ma basta !!! sono anni che parlate sempre della stessa cosa e nessuno sta facendo nulla ,avete seccato !! Se a quelli che dovrebbe interessare l evasione non interessa nulla fermarla e gli strumenti ci sono ,applicabili in un mese Non vedo cosa dovrebbe fare il sindacato gestori ,non avevate nulla di qui discutere ? magari il margine ,o i contratti capestro ,quello per qui siete pagati dai vs iscritti
Non è che se da domani finisce la frode iva o accise il mio retista o compagnia mi aumenti il margine ,o il p v che eroga 500 mila litri ne eroghi 5 milioni ,Siamo stanchi di sentire sempre le solite inconcludenti cazzate Alle varie tavole rotonde di oil non oil ce ne sara una con un dossier su come è la reale storia di sopravvivenza di un gestore ? penso di no ,qiindi come dice il saggi :ma andate tutti a caXXXXre

anonimo
anonimo
9 mesi fa

il contrabbando sulla benzina in italia non si combatte perché serve per finanziare la politica

Rosario
Rosario
9 mesi fa

si parla, si parla, tavoli tecnici con bottiglietta d’acqua……..ecc.ecc.ecc., bla bla bla ma del margine gestore di 0,0275 € non si parla, tanto non è prioritario!!!! Illegalità è anche i dipendenti che alcuni hanno sul piazzale e che hanno contratti non corrispondenti a quanto lavorato…….

Alex
Alex
9 mesi fa

Ora che tutti aprono le porte e allestiscono i tavoli bisogna approfittare x DEFINIRE il ruolo del gestore. Se è un compito molto difficile basta copiare i contratti di paesi Europei come la Francia, Germania, Belgio.
Copiare il margine,
il RUOLO,
i DIRITTI,
i doveri
e le RESPONSABILITA’.
Una volta chiesto questo chiuderanno tutte le porte perché noi gestori così facendo abbiamo solo da guadagnare.
Tutti questi ministeri a porte aperte che fino ad ora non si sono accorti dei vari abusi delle compagnie nei confronti dei gestori del infrangere le leggi ora che problemi hanno?
Il dovere per cui vengono pagati anche con i soldi delle tasse dei gestori,
quale doveva essere ?
Non si possono risolvere i problemi continuando a calpestare i diritti dei gestori,
perché se l’illegalità ha trovato terreno fertile la colpa oltre ad essere delle istituzioni è anche della mancanza di rispetto delle regole.

rocco
rocco
9 mesi fa

La Faib, e’ preoccupata per quello che le frodi causano alle casse dello stato, per i danni che invece apportano alle casse dei gestori il danno e’ minore…..se ne fregano. lo stesso per i margini da fame che loro stessi hanno accordato con le compagnie.