Frode fiscale da 149 milioni di euro nel settore dei carburanti: sequestrate 17 pompe bianche

Un’associazione a delinquere con base a Miami, Dubai e Napoli è stata scoperta dalla Guardia di Finanza per aver orchestrato una frode fiscale da 149 milioni di euro nel settore dei carburanti. L’organizzazione criminale sfruttava un meccanismo illecito per evadere il fisco italiano e dell’Unione Europea, coinvolgendo distributori di carburante in diverse province italiane.

Un’associazione a delinquere guidata da tre italiani operanti da Miami, Dubai e Napoli è stata scoperta dalla Guardia di Finanza per aver messo in atto una frode fiscale da 149 milioni di euro nel settore dei carburanti. L’organizzazione criminale praticava prezzi molto bassi per benzina e gasolio, anche al di sotto del costo, presso 17 distributori dislocati a Parma e provincia, e altri dieci nelle province di Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Brescia, Lodi e Verona. Questo era possibile grazie a un meccanismo illecito volto all’evasione fiscale in Italia e nell’Unione Europea.

I prodotti petroliferi venivano acquistati presso raffinerie in Slovenia e Croazia e successivamente trasportati in un deposito di stoccaggio a Parma, con una capacità di mille metri cubi. Da lì, venivano distribuiti nei punti vendita nelle province coinvolte.

Le indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura Europea, hanno portato al sequestro preventivo di beni per 149 milioni di euro, tra cui 17 distributori stradali, svariati immobili riconducibili agli indagati nelle province di Parma, Roma, Potenza e Matera, quote societarie e disponibilità finanziarie.

Durante le perquisizioni effettuate dai finanzieri, sono stati scoperti alcuni milioni di euro in contanti nascosti all’interno del pavimento dell’azienda di Parma. Le perquisizioni sono state svolte anche a Potenza, Padova, Napoli, Salerno, L’Aquila e Lucca.

Le Fiamme Gialle di Parma hanno ricostruito il meccanismo illecito, che prevedeva il passaggio dei prodotti petroliferi attraverso società cartiere che non pagavano le imposte ed evadevano l’IVA. Oltre alle cartiere, era coinvolta anche una società filtro.

Sette persone sono indagate complessivamente, di cui tre per frode fiscale e associazione a delinquere. Sono stati sequestrati 149 milioni di euro, di cui 26 milioni derivanti dalla frode fiscale e 110 milioni dal profitto dell’associazione per delinquere.

Le indagini sono scaturite dalla rilevazione di anomalie nei prezzi di vendita di carburante praticati dalla società parmigiana sin dal 2019. Le successive attività di polizia giudiziaria sono state svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Parma sotto la direzione dapprima della Procura della Repubblica di Parma e poi dell’Ufficio EPPO di Bologna.

Secondo le indagini, l’impresa parmigiana avrebbe sfruttato un complesso sistema di frode all’IVA orchestrato dall’associazione a delinquere. I prodotti petroliferi venivano ceduti fittiziamente a imprese del Regno Unito e della Romania e poi a società cartiere italiane, tutte gestite dai componenti dell’associazione, per essere infine ceduti al reale destinatario italiano, l’impresa parmigiana.

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