QE, Riforma carburanti: “Soluzione sui contratti, in Cdm prima della pausa ferragostana”

Gli annunci di Urso e Bitonci all’assemblea di Unem. Pichetto: nelle energie e nei trasporti H2 gamba importante, spingiamo per inserimento di biocarburanti in tassonomia Ue

Quotidiano Energia – “Prima della pausa ferragostana presenteremo insieme al Mase in Consiglio dei ministri il disegno di legge di riordino del settore carburanti”. A fornire un nuovo riferimento temporale sul varo dell’atteso Ddl di riforma dei carburanti è il ministro del Mimit Adolfo Urso intervenendo il 10 luglio in chiusura dell’assemblea annuale di Unem a Roma (vedi notizia a parte).
“Il nostro obiettivo – sottolinea il ministro – è quello di arrivare finalmente ad una legge organica che consenta di contrastare la criticità nel settore della distribuzione carburanti e adottare disposizioni di razionalizzazione in materia, intervenendo su alcuni aspetti che noi riteniamo fondamentali”.

Trattandosi di un Ddl, “il Parlamento potrà compiutamente esaminarlo e quindi può e deve essere implementato nel confronto con i parlamentari così come è giusto che sia con una legge così importante lungamente attesa dagli operatori”, aggiunge Urso.

Ripercorrendo i contenuti del Ddl (QE 16/5), il ministro spiega che la riforma “affronterà la tematica della regolamentazione del regime delle autorizzazioni per le attività di distribuzione dei carburanti, con il rilascio dell’autorizzazione entro 90 giorni in forma espressa e subordinata, dal 2025 quando diventerà operativa, alla distribuzione di almeno un prodotto diverso dai fossili perché dobbiamo riorganizzare la rete, ridurre i punti vendita e nel contempo aumentare la presenza per tutte le forme alternative ai carburanti fossili, non soltanto l’elettrico ma anche tutte le altre forme di carburanti a cui noi crediamo possano essere destinate risorse perché altrettanto sostenibili sul piano ecologico”.

Inoltre la riforma affronterà “la disciplina dei rapporti contrattuali in tema di gestione degli impianti di distribuzione, la razionalizzazione e la riconversione della rete urbana ed extraurbana e sono previsti incentivi significativi per la dismissione degli impianti e l’introduzione di stazioni di ricarica elettriche e biocarburanti, con il finanziamento nella parte delle spese sostenute. Sono poi previsti – prosegue Urso – incentivi amministrativi e premialità se si costruisce o si ristruttura un edificio in un’area dove è presente un impianto dismesso, ai fini anche del mantenimento dei siti produttivi del nostro Paese”.

A margine dell’evento il ministro non si è però voluto sbilanciare sul numero di impianti da chiudere. Urso si è limitato a ribadire che il riordino, oltre che per una maggiore efficienza della rete e redditività degli operatori, è “anche per incentivare il passaggio all’elettrico e all’utilizzo sempre maggiore dei carburanti sintetici, dei biocarburanti e dell’idrogeno anche per il settore del trasporto, in linea con la nostra visione strategica di neutralità tecnologica che ritengo contraddistinguerà sempre di più anche l’Unione europea per affrontare la transizione ambientale sostenibile e quindi la decarbonizzazione del settore”.

La riforma è dunque pronta a vedere la luce anche perché, come ha fatto sapere all’assemblea il sottosegretario al Mimit Massimo Bitonci, l’ultimo nodo sembra essere stato sciolto, ossia quello sui contratti (QE 3/7). “Il 9 luglio abbiamo avuto l’ultimo incontro con il legislativo e dovremmo aver chiuso anche il delicato tema della contrattualistica. C’erano due posizioni abbastanza estreme e su questo grazie anche alle associazioni siamo riusciti a trovare una soluzione che contempera i diritti dei gestori”.

“Non ci sarà – aggiunge il sottosegretario – l’individuazione di una tipologia contrattuale specifica, penso che abbiamo già un bel Codice Civile che determina le tipologie contrattuali. Si va verso una maggiore tutela dei gestori”. Le compagnie “potranno gestire direttamente però la gestione diretta deve essere corretta, fatta secondo i canoni”, conclude Bitonci.

L’evento di Unem è stato aperto dal ministro del Mase Gilberto Pichetto, che ha ribadito come l’idrogeno nel mondo dell’energia e dei trasporti “è uno delle gambe importanti, è la molecola più diffusa al mondo e può essere davvero il carburante del futuro”.

Pichetto è poi tornato a dire che con la nuova Commissione europea il Governo spingerà per l’inserimento dei biocarburanti nella tassonomia europea (QE 20/10/23). “C’è stato – afferma – un ammorbidimento in sede europea rispetto alla sbandata ideologica dei primi anni ‘20”.

Infine per il ministro l’elettrico “farà la parte del leone nel 2035” ma la scelta Ue dello stop al motore endotermico al 2035 “è una assurdità”.

Per gentile concessione di Quotidiano Energia 

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Stefano v
Stefano v
2 giorni fa

<Tradotto nessuno chiudera’ gli impianti, restera’ tutto come ora.Una lenta agonia.

SALVATORE
SALVATORE
2 giorni fa

Cari colleghi potremmo dire che la montagna ha partorito il topolino ma non è cosi in quanto non cambia nulla e chiaro ed evidente che per quanto riguarda noi gestori le cose non cambiano , il potere delle compagnie e l’arroganza nei nostri confronti è inconfutabile e si è palesata in maniera chiara nel post che stiamo commentando, e la cosa che lascia veramente di stucco e il capitolo contratti che per per questi Signori del governo non servono modifiche e che questi sono sufficienti in quanto abbiamo una legislazione in merito che tutela ampiamente i gestori ….. bravi complimenti ancora una volta avete fatto sfoggio della vostra inutilità e la vostra sottomissione nei confronti delle compagnie….andatevi a nascondere avete le facce come il C….O!!!!!

Ant
Ant
Rispondi a  SALVATORE
2 giorni fa

Aumentiamoci i prezzi perché,con la pressione fiscale non riusciamo a sopravvivere,troppi costi …i guadagni da fame ,di terzo mondo.VOGLIAMO CAPIRE,o capiscono meglio i migranti che rivendicano un salario minimo .

SALVATORE
SALVATORE
Rispondi a  Ant
2 giorni fa

Posso aggiungere che in questo paese la vince sempre chi ha il potere e questi di potere ne hanno da vendere, e come avevo commentato un po di tempo fa loro lo faranno pesare sempre,per il solito discorso che gli impianti sono di loro proprietà e se una volta noi servivamo alla loro causa ora non è più cosi, ora tu gestore non servi più, quindi loro se li possono gestire direttamente oppure ci mettono dentro manodopera a basso costo dando in appalto gli impianti, ed io conosco personalmente chi lavora per questi soggetti che sfruttano il personale alla stregua di coloro che raccolgono pomodori frutta ecc.ecc e quindi cosa voglio dire che noi contiamo come il due di picche in un mazzo di carte , e che non vi venga in mente di provare a fare un qualcosa di vostra iniziativa per cercare di forzare la mano perchè questi vi schiacciano come un insetto….chiaro!!!!

Ant
Ant
2 giorni fa

Elettrico non decolla, lo vogliono capire …,vadano a leggere che oltre il 2035 i combustibili tradizionali non sconpariranno

SALVATORE
SALVATORE
Rispondi a  Ant
1 giorno fa

MA non è una questione di prodotti che in un futuro prossimo si venderanno sui loro impianti, carburanti ecologici elettrico o idrogeno e via dicendo, e mi chiedo qui non si vuole capire o perlomeno si fa finta di non capire che questi delle petrolifere vogliono riprendersi i loro impianti eliminando la figura del gestore come ancora la intendiamo noi e dopodiché faranno ciò che vorranno, la chiamano internalizzazione …. e come dire : gestori e stato un piacere lavorare con voi ma ora fuori dai Coglioni non servite più alla causa , e capisco che può sembrare un discorso molto pessimista e vorrei sbagliarmi ma vedrete che andrà a finire cosi la decisione e stata presa , cosi disse CESARE????