Sono ore decisive per il futuro del gruppo petrolifero Ip-Api, storico marchio italiano che fa capo alla famiglia Brachetti Peretti. Secondo le ultime indiscrezioni giornalistiche, infatti, sono imminenti le offerte vincolanti per l’acquisto del 100% della società. L’advisor dell’operazione, Unicredit, dovrebbe ricevere già nei prossimi giorni ben tre proposte definitive: quella del colosso azero Socar, della multinazionale ginevrina Gunvor e della società di Abu Dhabi Bin Zayed.
Stando a fonti finanziarie, Socar sarebbe in vantaggio nella corsa, assistita nell’operazione da Banca Imi, grazie anche al consolidato rapporto con il Gruppo Api, di cui è uno dei principali fornitori di greggio dal 2008. Tuttavia, Gunvor, guidata nella divisione petrolifera da Aldo Della Valle e supportata dalla consulenza della banca Rothschild, potrebbe rilanciare con un’offerta economicamente molto attraente.
Le cifre in gioco per questa operazione sono rilevanti: il valore della vendita è stimato tra i 2,3 e i 2,5 miliardi di euro. In ballo ci sono due importanti raffinerie (Trecate e Falconara) con una capacità produttiva di 10 milioni di tonnellate annue, oltre a circa 4.600 stazioni di servizio. Ricordiamo che circa 2.600 di queste erano state rilevate nel 2018 da Erg, gruppo della famiglia Garrone, che negli ultimi anni ha radicalmente cambiato strategia passando dal petrolio alle energie rinnovabili.
Fondata nel 1933 da Ferdinando Peretti, Api è giunta alla terza generazione familiare, con la guida attuale affidata a Ugo Brachetti Peretti. Ip Gruppo Api è rimasto l’ultimo grande player privato italiano nel settore petrolifero, con circa 1.600 dipendenti destinati, con ogni probabilità, a passare sotto il controllo di una multinazionale estera.
In un mercato europeo sempre più orientato verso l’elettrico e alla ricerca di sinergie e grandi dimensioni, anche Ip si è già mossa in questa direzione, stringendo due anni fa una joint venture con l’australiana Macquarie, chiamata Iplanet, proprio per elettrificare i propri distributori e installare colonnine di ricarica per auto elettriche.
La decisione finale sulla vendita potrebbe arrivare molto presto, segnando un punto di svolta epocale per il settore petrolifero italiano.
