Diesel, Trump guarda alle riserve europee: “Potremmo chiedere di rilasciarle”

Washington aumenta la pressione sull’Europa per contrastare la carenza di gasolio e la corsa dei prezzi. Il segretario al Tesoro Scott Bessent chiede forniture aggiuntive «immediatamente», mentre nell’Unione europea si discute sull’eventuale utilizzo delle scorte di emergenza. Sullo sfondo rimane anche l’ipotesi americana di limitare le esportazioni di diesel.

La crisi internazionale del diesel entra in una nuova fase e questa volta al centro della discussione ci sono direttamente le riserve europee. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Washington potrebbe chiedere ai Paesi europei di mettere sul mercato parte delle proprie scorte per contribuire ad allentare le tensioni sugli approvvigionamenti e frenare la crescita dei prezzi. 

«Potremmo farlo. Hanno delle scorte di gasolio», ha dichiarato Trump parlando con i giornalisti durante un viaggio in Texas. Le parole del presidente americano sono arrivate poco dopo l’intervento del segretario al Tesoro Scott Bessent, che ha chiesto agli alleati europei di rendere disponibili ulteriori quantitativi di diesel. 

Bessent ha sostenuto che gli Stati Uniti stanno già contribuendo alla stabilizzazione dei mercati energetici internazionali e ha invitato l’Europa ad accelerare gli impegni assunti, mettendo a disposizione nuove forniture per fronteggiare le interruzioni che stanno interessando il mercato. Secondo il segretario al Tesoro americano, agricoltori, autotrasportatori e imprese statunitensi non dovrebbero sostenere da soli il peso della carenza globale di diesel. 

L’Europa valuta l’utilizzo delle scorte

Secondo il The Wall Street Journal la richiesta americana arriva mentre la disponibilità di diesel sul mercato internazionale continua a essere sottoposta a fortissime tensioni. Le difficoltà negli approvvigionamenti legate ai conflitti internazionali e alle interruzioni della produzione e dei flussi commerciali hanno spinto verso l’alto le quotazioni, con conseguenze ormai evidenti anche sui prezzi europei. 

Secondo Reuters, i Paesi dell’Unione europea stanno discutendo una proposta francese che prevede il possibile rilascio di 50 milioni di barili di diesel dalle riserve di emergenza, insieme a un’eventuale iniziativa coordinata attraverso l’Agenzia internazionale dell’energia. Al momento si tratta di un’ipotesi in discussione e non di una decisione già adottata.

La questione è particolarmente delicata perché le riserve strategiche hanno proprio la funzione di garantire sicurezza energetica in presenza di gravi interruzioni delle forniture. Utilizzarle potrebbe aumentare temporaneamente l’offerta e contribuire ad attenuare la pressione sui prezzi, ma significherebbe contemporaneamente ridurre il cuscinetto disponibile nel caso in cui la crisi internazionale dovesse ulteriormente aggravarsi.

Sul tavolo anche una possibile stretta americana alle esportazioni

A rendere ancora più complesso lo scenario c’è la possibilità che gli Stati Uniti intervengano sulle proprie esportazioni di diesel. L’amministrazione Trump sta infatti valutando restrizioni per cercare di aumentare la disponibilità di prodotto sul mercato interno e frenare l’aumento dei prezzi americani. Reuters riferisce che Washington avrebbe sollecitato in particolare Francia e Germania a utilizzare parte delle proprie riserve, mentre resta aperta l’ipotesi di una limitazione delle esportazioni statunitensi. 

Una decisione di questo genere avrebbe inevitabilmente conseguenze anche sull’Europa, che importa una parte significativa dei prodotti raffinati necessari a soddisfare la propria domanda. Proprio per questo le capitali europee stanno cercando una risposta coordinata e sono in corso contatti tra Commissione europea e Stati membri. 

La crisi del diesel assume così una dimensione sempre più internazionale. Dopo settimane nelle quali il dibattito europeo si è concentrato soprattutto su accise, price cap e interventi nazionali per contenere i prezzi alla pompa, la richiesta americana riporta l’attenzione sul problema che sta a monte: la disponibilità fisica del prodotto e la capacità del sistema di raffinazione e della logistica internazionale di soddisfare la domanda.

Per l’Italia la questione è particolarmente importante proprio mentre il prezzo del gasolio rimane sotto pressione e le compagnie stanno adottando iniziative straordinarie per calmierare i prezzi sulla propria rete. Un eventuale rilascio coordinato delle riserve europee potrebbe aumentare temporaneamente l’offerta, ma saranno quantità, durata dell’intervento e andamento della crisi internazionale a determinarne l’effettivo impatto sul mercato.

Quella pronunciata da Trump, per ora, rimane dunque una possibilità. Ma il fatto stesso che Stati Uniti ed Europa stiano discutendo dell’utilizzo delle scorte strategiche di diesel mostra quanto la questione degli approvvigionamenti sia diventata centrale nella nuova crisi energetica.

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Tony
Tony
2 ore fa

Italia di Pierino!!!
Adesso vedete che dovranno suonare ritirata perché
il gasolio scarseggia.
🤣 🤣 🤣