Faib e Fegica: impianti al Sud senza carburanti. Ad autotrasportatori e agricoltori la soliderita’ dei gestori (in sofferenza)

Le proteste che si stanno moltiplicando intorno alla raffineria di Taranto e progressivamente presso tutte le basi carico di carburanti, lasciano intendere chiaramente quale siano gli effetti più concreti: parte consistente degli impianti della Puglia, ma anche di Basilicata e Calabria, sono già senza carburanti da distribuire agli automobilisti.

E’ quanto si legge in una nota congiunta diffusa dai Responsabili territoriali della Puglia di Faib Confesercenti e Fegica, le Organizzazioni di categoria dei Gestori degli impianti di rifornimento carburanti.

Desideriamo, prima di tutto, fare arrivare la piena solidarietà ed il sostegno della nostra categoria -prosegue la nota sindacale- ai lavoratori ed alle piccole imprese dell’autotrasporto e dell’agricoltura che soffrono come i Gestori, seppure a diverso titolo, di prezzi dei carburanti fuori controllo, ormai da troppo tempo e senza la benché minima possibilità di intravedere spiragli per il futuro.

Appare fin troppo evidente che, in assenza di risposte adeguate, le proteste potranno solo allargarsi ed inasprirsi, con la conseguenza inevitabile che l’approvvigionamento degli impianti sarà sempre più difficoltoso, i distributori senza prodotto aumenteranno di numero, estendendosi la crisi alle altre regioni meridionali, i Gestori saranno costretti a sospendere la propria attività e gli automobilisti avranno sempre più difficolta a rifornire le proprie auto.

Proprio per questo, Faib Confesercenti e Fegica si appellano ai Prefetti, a cominciare da quelli di Bari e Taranto, oltreché alle Amministrazioni regionali e comunali coinvolte, perché si adoperino per quanto loro di competenza ed assumano l’incarico di sensibilizzare il Governo, allo scopo di adottare urgentemente iniziative ed interventi tesi a contenere i prezzi dei carburanti e gli effetti drammatici che questi stanno producendo sulle attività produttive e l’intera collettività.

A questo proposito, Faib e Fegica -conclude il comunicato congiunto- ricordano di avere già illustrato al Governo e a tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, in occasione di una apposito audizione svolta presso il Senato della Repubblica, una Proposta strutturata per un “price cap dei carburanti” propriamente detto, introdotto per via legislativa (non “volontaristica”), pienamente compatibile con la normativa nazionale ed comunitaria e rispettosa delle indicazioni provenienti dalla stessa Commissione Europea, così come stanno già facendo diversi Stati Europei e ha annunciato di adottare la stessa Germania a partire dal 1° gennaio 2027.

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SALVATORE
SALVATORE
4 ore fa

Non mi voglio dilungare anche perché tutto quello che c’era da dire è stato ampiamente discusso in quest’ ultimo periodo e credo che la nostra situazione rispecchia ampiamente le condizioni in cui si trova la nostra beneamata Italia, e che si parli di noi o di qualche altra situazione simile alla nostra, e aggiungo non sono poche basta guardarsi intorno e in quale contesto si vive, c’è un senso di rassegnazione e di passività e di frustrazione per il motivo che qualunque cosa si cerca di proporre o di fare un qualcosa che possa migliorare la vita delle persone qui non si arriva mai a nulla cade tutto nel vuoto alimentando in noi un senso di impotenza di incapacità di risolvere le questioni che si trascinano da molto tempo, e concludo dicendo “”che siamo in mezzo a una strada.”””

Tony
Tony
2 ore fa

Impianti chiusi a causa dell’Ilva
No per i gestori ,aspetta e spera che poi si avvera?
Se