I dati dell’edizione 2026 del Data Book Unem
UNEM ha pubblicato l’edizione 2026 del Data Book, la consueta pubblicazione annuale che raccoglie e sistematizza un’ampia mole di dati statistici su energia, petrolio e ambiente, con un focus su Italia, Europa e scenario internazionale.
Tra i dati di maggiore interesse per il settore della distribuzione carburanti emerge una fotografia della rete italiana a fine 2024 che mostra una sostanziale stabilità numerica, accompagnata da un lieve incremento dell’erogato medio per punto vendita.
Rete stabile, cambiano gli equilibri interni
Il numero complessivo dei punti vendita carburanti in Italia si attesta a 21.750 impianti, sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. All’interno di questo dato complessivo, però, si registrano movimenti interessanti:
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i maggiori operatori petroliferi (campione composto da Eni, Esso, Ies, IP, Q8, Lukoil, Kupit, Tamoil e San Marco Petroli) scendono leggermente da 15.065 a 15.030 impianti;
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le cosiddette “pompe bianche” crescono invece da 6.685 a 6.720 punti vendita.
Un segnale che conferma, ancora una volta, come la rete indipendente continui lentamente a guadagnare spazio, pur in un contesto complessivo di forte pressione economica e regolatoria.
Sale l’erogato medio per impianto
Il dato forse più significativo riguarda l’erogato medio annuo per punto vendita, che passa da 1.340 a 1.368 metri cubi. Un incremento contenuto, ma comunque rilevante se letto nel contesto di un mercato maturo e caratterizzato da consumi sostanzialmente stagnanti.
Con questo valore, l’Italia si avvicina a Paesi come:
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Norvegia (1.540 mc),
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Danimarca (1.510 mc),
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Finlandia (1.490 mc),
e supera altri mercati europei come:
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Svizzera (1.250 mc),
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Grecia (902 mc).
Resta però molto distante il confronto con i grandi mercati del Nord Europa:
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Regno Unito (4.295 mc),
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Francia (3.750 mc),
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Germania (3.620 mc).
Paesi che, non a caso, presentano reti più razionalizzate e un numero di impianti decisamente inferiore rispetto all’Italia.
Italia prima per numero di impianti
Proprio sul fronte della numerosità della rete, il Data Book conferma un dato ormai strutturale: l’Italia resta il Paese europeo con il maggior numero di punti vendita carburanti, davanti a:
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Germania (14.442),
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Spagna (12.631),
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Francia (10.806).
Un primato che continua a porre interrogativi sulla sostenibilità economica di una rete così frammentata, soprattutto in un contesto di margini ridotti e costi in aumento per i gestori.
Quote di mercato dei principali operatori
Per quanto riguarda le vendite al mercato interno nel 2023, Eni si conferma primo operatore con una quota del 24,7%, seguita da:
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Kupit (9,8%),
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Esso (9%),
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Tamoil (6,1%),
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Saras (3,6%),
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Ies, Iplom e Lukoil (1,9% ciascuna).
Il peso del “gettito ambientale”
Interessante anche il capitolo dedicato al cosiddetto gettito ambientale, che nel 2024 supera i 60 miliardi di euro, di cui quasi 48 miliardi legati all’energia.
All’interno di questa voce:
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oli minerali: oltre 26 miliardi di euro;
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elettricità: 13,8 miliardi (di cui 8,7 miliardi di oneri di sistema);
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permessi di emissione: 3,6 miliardi;
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gas metano: 3,5 miliardi.
Numeri che confermano come il settore energetico – e in particolare quello dei carburanti – continui a rappresentare una componente fondamentale del gettito fiscale complessivo, con riflessi diretti sui prezzi finali e sulla sostenibilità delle gestioni.
Fonte: Data Book UNEM 2026
