CARBURANTI. CONTROLLI SUI PRODOTTI ADULTERATI: ALTRA SITUAZIONE GRAVE MA NON SERIA

I prezzi dei carburanti vanno alle stelle? Il Ministero punta il dito sulle speculazioni e manda la GdF a fare un “controllo tappeto sugli impianti”. Risultato: la speculazione c’è, poi forse, infine più nulla.

Il taglio delle accise deciso dalla Presidenza del Consiglio non viene ribaltato immediatamente al pubblico? Il Ministero punta il dito sulle speculazioni e manda la GdF a fare un altro “controllo a tappeto sugli impianti”. Risultato: secondo la Commissione allerta rapida sui prezzi, il taglio è stato comunicato con meno ritardo “tecnico” che a marzo da tutti i proprietari degli impianti, ma nessuna “nota stampa” ministeriale ne dà prontamente informazione.

Ora spunta fuori -FINALMENTE- il tema della qualità dei prodotti distribuiti ai consumatori.
Un tema che le Organizzazioni di categoria denunciano da anni completamente inascoltate, spesso derise quando non oggetto di rimbrotti dei proprietari degli impianti, quando hanno cercato di imporre che vengano messi sigilli ai serbatoi.

O quando hanno provato a fare eco alle indagini di molte Procure della Repubblicano che ipotizzano quantità straordinarie (fino al 30%) di prodotto clandestino che viene riversato nei serbatoi degli ignari automobilisti italiani.
Prodotto clandestino già di per sé stesso significa notevoli falle nel sistema di controllo sull’intera filiera a monte degli impianti.

Falle che costano diversi miliardi di euro sottratti all’Erario e alla collettività e, di conseguenza, anche ZERO controlli sulla qualità del prodotto riversato sulla rete di vendita.

Ma anche sul resto della rete non va poi molto meglio se, come denuncia la GdF, una parte consistente delle verifiche effettuate danno risultati a diverso titolo fuori norma: presenza di acqua, basso numero di ottani, punto di infiammabilità irregolare, ecc.

Non resta che accertare la responsabilità: ed è qui che il dramma si trasforma in farsa.
Il controllo viene effettuato ovviamente “a tappeto sugli impianti”; gli impianti, di norma, sono di proprietà dello stesso soggetto che decide il punto di carico (raffineria o deposito) e il vettore (trasportatore) e che rifornisce in esclusiva il proprio punto vendita senza che il Gestore (benzinaio) possa fare altro che ricevere il prodotto (garantito dal fornitore in esclusiva), attendere che scenda dentro i serbatoi e distribuirlo.

Tuttavia, ad un controllo che verifica la “non conformità” del prodotto nel serbatoio, corrisponde ZERO conseguenze a carico della parte a monte della filiera, ma SEMPRE E SOLO un Verbale di accertamento a carico del Gestore.

Il quale sarà portato davanti ad un Giudice penale che, dopo mesi e mesi, nemmeno procederà, dopo aver compreso perfettamente che al Gestore non può essere certo chiesto di fare le analisi del prodotto presso un laboratorio ogni volta che il suo fornitore in esclusiva rifornisce il punto vendita.

Risultato: tutto finisce lì!
Le statistiche rimangono statistiche; chi vuole far credere di avere controllato è soddisfatto; il problema rimane e si aggrava perché nessuna responsabilità viene accertata e nessuno deve correre ai ripari; i Gestori rimangono sul banco degli imputati senza alcuna colpa; gli automobilisti continuano a non sapere cosa immettono nel serbatoio della propria automobile.

Per queste ragioni, le Organizzazioni di categoria dei Gestori annunciano che, qualora non vengano assunti i necessari provvedimenti, a tutela dei consumatori i Gestori provvederanno a chiedere la verifica della GdF sul punto vendita ad ogni rifornimento dell’impianto.

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