Carburanti, Assopetroli denuncia: “Prezzi distorti e possibile abuso di posizione dominante”

Il tema dei prezzi dei carburanti è ormai costantemente al centro del dibattito, con una presa di posizione netta da parte dei retisti e della propri associazione.  Assopetroli-Assoenergia in un intervento apparso sulle due testate principali del settore, Quotidiano Energia e Staffetta Quotidiana, lancia un allarme sulle dinamiche in atto nel mercato, parlando apertamente di possibili distorsioni concorrenziali e di rischio abuso di posizione dominante. Pur non nominandola il riferimento è alle politiche di prezzo appliccate da Eni che oggi 3 aprile, in continuità con la politica di  prezzi sensibilmente più bassi rispetto ai concorrenti, ha diminuito di 5 centesimi i prezzi consigliati del diesel nonostante l’impennata senza precedenti registrata il 2 aprile dalle quotazioni internazionali del prodotto.

Secondo quanto riportato da Assopetroli, “nelle ultime settimane si è registrata una crescente divaricazione tra i prezzi praticati al consumo dal principale operatore verticalmente integrato e le condizioni di approvvigionamento riservate alla rete indipendente”.

Una dinamica che ha portato, in diversi casi, a una situazione definita “paradossale”: “prezzi al dettaglio inferiori ai prezzi all’ingrosso”.

L’associazione evidenzia come, in queste condizioni, “per gli operatori intermedi la concorrenza diventa, di fatto, impossibile”.

Non si tratterebbe, secondo Assopetroli, di una normale dinamica competitiva, ma di “una compressione artificiale dei margini — riconducibile a dinamiche di margin squeeze — che altera il funzionamento del mercato, specie in aree ad alta concentrazione dell’offerta, prossime a condizioni di monopolio di fatto”.

Oltre agli effetti economici, Assopetroli sottolinea anche un impatto reputazionale significativo.

“In assenza di una chiara qualificazione di iniziative commerciali straordinarie — nei fatti non replicabili perché fuori da una logica economica — il differenziale di prezzo finisce per mettere la rete indipendente sul banco degli imputati”.

Secondo l’associazione, gli operatori che non possono accedere alle stesse condizioni “vengono percepiti come meno competitivi o addirittura speculativi, mentre l’origine reale della distorsione resta opaca”.

Da qui “un doppio squilibrio: economico, con margini compressi fino all’insostenibilità, e reputazionale, con un messaggio distorto al consumatore”.

Assopetroli è netta anche sul piano sistemico: “queste dinamiche non sono compatibili con una corretta struttura di mercato, neppure in una fase di tensione legata al caro carburanti”.

Pur riconoscendo che l’emergenza può giustificare interventi straordinari, l’associazione sottolinea che “non politiche di questo tipo, che alterano gli equilibri concorrenziali e producono effetti ben oltre la durata della stessa emergenza”.

Il risultato, si legge ancora, è “una filiera sotto pressione: a monte si affermano dinamiche di prezzo sganciate dai fondamentali di mercato, mentre a valle gli effetti si scaricano sugli operatori meno strutturati, erodendo pluralismo e sostenibilità del sistema”.

Il tema viene infine riportato su un piano più ampio: “il punto è politico prima ancora che economico: non può esistere un mercato in cui una parte degli operatori è strutturalmente impossibilitata a competere e, al tempo stesso, esposta a un discredito ingiustificato”.

Alla luce di quanto denunciato, Assopetroli-Assoenergia ritiene che quanto sta accadendo presenti “profili riconducibili a possibili abusi di posizione dominante, con effetti escludenti sulla rete indipendente”.

Per questo motivo, l’associazione chiede “alle autorità competenti una verifica urgente, affinché siano ristabilite condizioni di mercato trasparenti, non discriminatorie e sostenibili per tutti gli operatori”.

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Luciano
1 mese fa

Prima erano i lupi a mangiare le pecore (gestori),adesso sono i lupi a sbranarsi tro loro .Mi fate schifo !!! Adesso provate anche voi cosa vuole dire essere sottomessi al più forte !!!Adesso sapete cosa significa potere dominante ,e non riuscire a liberarsi dal più forte Adesso chiedete al governo di aiutarvi ,poverini ,a sostenere un mercato trasparente ,non discriminatorio, sostenibile .Guarda caso quello che vi chiedono i VOSTRI gestori !!!! Ai quali rispondete ,non ci servite più Spero che ENI ,E GOVERNO vi mettano in ginocchio e vi facciano abbassare il margine alla fame forse capirete ,forse .la figura di merda l avete già fatta

Luciano
1 mese fa

Possiamo dire tranquillamente che in questa fase di merda c’è ne sia per tutti

Cosa pensa di fare il sindacato, nella situazione attuale ?pensa di stare a guardare per non urtare i vertici ENI ,tra l altro quelli contrari alla riforma dei contratti, o tutelare i gestori che da giorni per colpa di questa politica dei prezzi portata avanti senza spiegazione da ENI,sono a piazzale praticamente vuoto ,quanto puo resistente un p v con un concorrente con 20 punti di differenza in meno Cosa intende fare ,da subito per aiutare i 15000 P V non ENI? Dobbiamo chiudere ,dobbiamo usare i ns risparmi ,CHE CAZZO DOBBIAMO FARE !!!!Upiccolo esempi ,ieri sera ore 11p v Eni ,4 code in entrata ,5 p v nei paraggi ,non piccoli ,completamente VUOTI Qanto possono resistere i gestori ? Non la compagnia ma i gestori!!!Forse sono le proove per vedere se con un quarto dei pv si può gestire una rete ?Sarebbe gradita una risposta anche da questo sito

SALVATORE
SALVATORE
1 mese fa

LA risposta è una soltanto e che come tutti coloro che ancora condividono gioie e dolori di questa categoria ” ultimamente solo dolori ” e che ci sono troppi impianti e che dovranno essere dimezzati volente o nolente ,e questi non si faranno scrupoli a fare fuori 10.000 impianti o gestioni chiamatele come volete ma questo è il punto e che tutti noi conosciamo bene, e con il potere che hanno lo stanno mettendo in pratica e i sindacati e i governanti di turno non possono fare un bel nulla in quanto gli impianti sono di loro proprietà ed il carburante sei obbligato ad acquistarlo da costoro, e tu piccolo gestore conti come il due di picche e niente più??lo chiamano progresso e non serve a nulla arrabbiarci per quello che si poteva o si doveva fare in quanto le cose sono andate cosi probabilmente in qualche altro paese non si sarebbe arrivati a questo punto ma questa è L’Italia???

Luciano
Rispondi a  SALVATORE
1 mese fa

Non facciamo passare il messaggio che nulla si può fare ,che gli impianti sono loro nulla si può fare ,che noi non contiamo nulla ,.Non è vero. Senza gestori ,oggi , noi contiamo ,e se credono che noi non contiamo ,basta farglielo vedere cosa succederebbe se i gestori incrociassero le braccia ,cosa succederebbe, se oggi 4000 impianti ENIaperti e 15000 chiusi ,qualcuno si farebbe una domanda ? La risposta ,caro Salvatore e che sono i gestori e relativo sindacato a non valere nulla ,non il sistema il sistema fa i fatti e interessi suoi ,siamo noi a non farceli Saluti

SALVATORE
SALVATORE
Rispondi a  Luciano
1 mese fa

Caro Luciano è proprio come tu dici ti sei fatto la domanda e ti sei dato la risposta!!! I Gestori sono una entità nascosta impalpabile e il sindacato non è più in grado di adempiere alla difesa dei diritti dei lavoratori e aggiungo individuali di ogni uno di noi!!! è il risultato finale e che non c’è più né l’una e né l’altra di queste componenti ??? e quindi siamo destinati ad una lenta ma inesorabile capitolazioni!!!