Caro Carburanti, gli autotrasportatori di Puglia e Sicilia fermano i motori

“Il caro carburante sta letteralmente strangolando il comparto del trasporto e, in carenza di misure straordinarie, migliaia di aziende e i relativi lavoratori rischiano di finire sul lastrico. Non c’è più tempo: serve aiuto subito o, piuttosto che continuare a lavorare in perdita, non avremo altra scelta che spegnere i motori”.

Così Michele Giglio, presidente di Confartigianato Trasporti Puglia, commenta “il ciclone” abbattutosi sui trasportatori che soprattutto in Puglia sta generando sempre più esasperate iniziative di spontanea protesta da parte degli operatori del settore.

Secondo quanto si apprende anche in Sicilia alcuni Tir hanno iniziato la protesta e si trovano principalmente a Catania: nella zona porto, al casello autostradale di San Gregorio sulla Messina-Catania; e nella zona industriale nei pressi del punto Ikea. Quel che si può evidenziare è che ad aderire non sono soltanto gli iscritti alla sigla dell’Aias, che ha indetto lo sciopero, ma anche autotrasportatori indipendenti. Una vigila contrassegnata comunque da una spaccatura con altre sigle sindacali, come nel caso della Cna Fita che condivide la protesta ma non le modalità, come è stato evidenziato in una nota.

Con il diesel quotato stabilmente oltre 1,7 euro al litro, il costo del pieno per un mezzo pesante è salito in maniera vertiginosa. Considerato che autotrasportatore, specie partendo dalla Puglia, percorre centinaia di migliaia di chilometri l’anno, i conti sono presto fatti: parliamo di aumenti di spesa nell’ordine di migliaia di euro per ciascun mezzo. Ovviamente, non sono cresciute di pari passo le tariffe praticate dalla committenza, che già in tempi “normali” alimentava spesso e volentieri una concorrenza spietata tra le imprese, costringendole a contendersi le commesse sul filo della sopravvivenza. Il tutto in un contesto economico in cui gli scambi commerciali sono aumentati vertiginosamente e in cui il trasporto su gomma ne movimenta la stragrande maggioranza.

“Durante il periodo più duro della pandemia l’autotrasporto ha dato prova di grande responsabilità e spirito di sacrificio, ma sembrano oramai lontani i tempi in cui venivamo acclamati come eroi. Confartigianato Trasporti aveva da tempo lanciato l’allarme proponendo alcune misure emergenziali. Purtroppo le nostre proposte di emendamento non sono state recepite dal Governo in Legge di Bilancio sebbene, ad esito dell’azione delle associazioni di categoria riunite in Unatras qualche apertura ci sia stata, specie sul fronte dell’istituzione di un credito d’imposta sul costo di acquisto di AdBlue e di Gnl (gas naturale liquefatto n.d.r.). Tuttavia si tratta di una goccia nel mare. Bisognerebbe adottare per il carburante per autotrazione lo stesso approccio utilizzato per le bollette di gas e luce, prevedendo misure per dare immediatamente ossigeno alle imprese. Si potrebbe usare il tesoretto incassato dal fisco a titolo di extra-gettito sulle accise, usandolo per estendere il credito d’imposta al diesel. Questo, insieme alla previsione di un automatismo di adeguamento tariffario per l’aumento del gasolio e alla ripubblicazione aggiornata da parte del Mims dei costi di esercizio, potrebbe essere un primo passo per salvare il comparto. Molti tra noi sono ormai allo stremo. È fondamentale che il Governo collabori con le associazioni di categoria e fornisca risposte tempestive e convincenti: dobbiamo ad ogni costo evitare che la preoccupazione ceda il passo alla disperazione” conclude Giglio.

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Alex
Alex
3 mesi fa

Bisogna aprire un indagine x vedere se il prezzo è reale o alimentato da una speculazione forzata x approfittare della confusione del momento.
Con la stessa bravura che lo stato ha imposto l’abbonamento RAI a vantaggio di un azienda improduttiva che serve solo ad arricchire personaggi di favore, deve sostenere gli autotrasportatori che sono eroi come quelli che sono stati considerati angeli durante l’epidemia.
Il fatto che sono sporchi, brutti e cattivi, non cancella il sacrificio che fanno 365 giorni l’anno, lontano dai propri cari, dai propri figli che non vedono crescere a rischio della vita.
Un minimo di attenzione x loro forse sarebbe dovuto.